Potere al Popolo Bologna e provincia

Potere al Popolo Bologna e provincia Potere al Popolo è un'organizzazione politica che vuole dare voce a chi non ce l'ha. Potere al popolo - Bologna

Siamo l'Italia solidale che vuole organizzarsi, per rispondere finalmente ai bisogni e contrastare la crisi!

02/09/2026

LE FORZE DELL'ORDINE INVADONO L'ISOLA VERDE

Da più di un'ora è in corso un controllo di polizia con decine di agenti, camionette e cani antidroga, che ha interrotto le attività del festival Isola Verde e i giochi dei bambini, identificando molti dei presenti.

Questa è un'ennesima dimostrazione della logica di intesa tra il sindaco Lepore e il ministro Piantedosi che identifica i quartieri popolari e la Bolognina in particolare come un problema.

Proprio questa domenica 6 settembre al CostArena dalle 10 organizziamo "Smantellare la società-caserma, convegno nazionale contro la repressione" e i fatti di questa sera rendono ancora più evidente la necessità di questa mobilitazione.

🔴Smantellare la società-casermaConvegno nazionale contro la repressione.Domenica 6 settembre,dalle 10:00 alle 18:00,Cent...
02/09/2026

🔴Smantellare la società-caserma
Convegno nazionale contro la repressione.

Domenica 6 settembre,
dalle 10:00 alle 18:00,
Centro Costarena Via Azzo Gardino, 48.

A Bologna sperimentiamo da anni sulla nostra pelle un “laboratorio repressivo” che torna spesso sotto le telecamere e nell’agenda politica nazionale: la morte di Abderrahim Fakir per mano della Polizia, il 20 luglio scorso al Pilastro, si inscrive pericolosamente in questa cornice. Per questo sentiamo l’esigenza di approfondire le cause e le conseguenze della repressione, denunciandone le connessioni con il clima politico che si respira a livello nazionale.

La gestione dell’ordine pubblico a Bologna è sempre stata muscolare, pesante, invasiva ma speculare rispetto alla cosiddetta “buona amministrazione” con cui per decenni le giunte di centro-sinistra hanno costruito il mito del “modello Bologna”.

Alla durezza della gestione poliziesca delle manifestazioni, incluse quelle di pochi mesi fa proprio al Pilastro contro il Muba, si accompagna una gestione quotidiana dell’ordine pubblico fondata sulla crescente presenza delle FF.OO. nei quartieri e alla “profilazione razziale”. Infatti, la morte violenta di Fakir non è avvenuta per una coincidenza al Pilastro: il clima di aggressività razzista nel paese e l’uso elettorale delle campagne sulla sicurezza da parte del governo hanno creato un contesto accondiscendente verso abusi e discriminazioni su base razziale e sociale nella gestione quotidiana dell’ordine pubblico - basti pensare, in questo senso, alla dicitura razzista del “decreto maranza”.

Sullo sfondo, però, rimane una costellazione di soggetti oggi attenzionati dalla repressione, che si sono distinti nelle mobilitazioni di questo autunno con un’inedita presenza di piazza, con la denuncia del genocidio a Gaza in questi due anni, nelle mobilitazioni nei quartieri, nelle occupazioni di scuole ed università: i giovani, i precari, gli immigrati. Nella crisi in cui si sono avvitate le classi dirigenti di tutto l’Occidente, sotto le sirene sempre più insistenti della chiamata alla guerra, il controllo interno sulla società deve farsi necessariamente sempre più stringente. Fra i soggetti attenzionati ci sono soprattutto i “poveri”, con cittadinanza italiana o meno, verso i quali gli apparati repressivi dello Stato usano la mano pesante. Chi nasce e vive nei segmenti “bassi” della società deve vedersi negata ogni possibilità di alzare la testa e deve accettare la propria condizione di sottomissione; e non può neanche “dare in escandescenza” senza rischiare molto. Proprio questi settori popolari oggi stanno subendo una pesante influenza ideologica sulla questione securitaria, che ha permesso di creare un terreno fertile a campagne reazionarie di massa come quella sulla “remigrazione”.

La morte di Fakir, a cui abbiamo assistito in diretta grazie ai video circolati subito in rete, non è dovuto all’eccesso di zelo o alle inclinazioni personali di qualche agente di polizia. È il risultato di un preciso indirizzo politico che cala dall’alto, espresso dalla sequenza di “decreti sicurezza” prodotti da un governo che concepisce il paese come una caserma per i deboli e il “regno delle libertà” solo per i ricchi e i forti. Un indirizzo politico che ha subito un’accelerazione in risposta al movimento di massa dell’autunno, con la decisione ad esempio di prendere per buone le veline dei servizi israeliani per portare in carcere Mohammad Hannoun, ed altri esponenti palestinesi, con l’accusa di terrorismo.

Lo scudo penale previsto dagli ultimi decreti sicurezza è uno strumento pratico della gestione della società-caserma, attivato tra i primissimi casi proprio per quello che è successo a Fakir allo scopo di proteggere gli agenti sotto indagine. Per questo motivo, la battaglia contro tale norma assume un valore che va oltre il singolo caso e riguarda l'intero modello “panpenalista”, che affronta le contraddizioni sociali attraverso la repressione e la criminalizzazione.
[01/09/2026 15:12] Paolo Beffa: Un modello che affida alle forze dell'ordine un vero e proprio privilegio per assicurarsi di rimettere in riga sia il dissenso organizzato in varie forme (con un’attenzione particolare riservata da sempre al Movimento No Tav) sia quei soggetti sociali che non rientrano nei progetti di “ordine”.

Pensiamo che la lotta contro lo scudo penale, unita ad altri elementi di visione garantista, possa farci uscire dalla dimensione difensiva e assumere anche un carattere politico generale, come già successo nel referendum costituzionale che ha visto un’ampia sconfitta del governo ben al di là dei numeri delle opposizioni parlamentari.

Per questo proponiamo a Bologna per il 6 settembre un momento di approfondimento sia sul carattere generale di una repressione ormai sistemica, sia sulle conseguenze della sua declinazione in termini di “sicurezza” nelle aree metropolitane del nostro paese. In questo senso Bologna è tra le punte “avanzate”, insieme ad altre grandi città, della co-gestione dell’ordine pubblico tra governo nazionale e giunte cittadine, sempre qui sono state sperimentate le zone rosse e sempre in questa città, col patto Lepore-Piantedosi, sono stati individuati i soggetti immigrati e i quartieri popolari come “problemi” da risolvere con l'aumento del controllo poliziesco.

Per questo abbiamo in mente un convegno strutturato su due distinte sessioni che approfondiscano le questioni. Un convegno non a caso a settembre e a Bologna, verso il cinquantesimo anniversario di quel convegno contro la repressione che nel 1977 intuì e anticipò molte delle contraddizioni sistemiche con cui stiamo facendo i conti oggi: questa stessa frattura la vediamo proprio nelle nostre città metropolitane con le scelte di carattere sociale, urbanistico e ambientale che le amministrazioni compiono e che sempre di più producono, proprio sui nostri territori, diverse forme di opposizione e resistenza di carattere politico e sociale.

Contro lo stato di polizia e la logica della società-caserma occorre fare rete, resistenza, avanzamenti sul campo.

Ore 10:00
Relazioni di apertura:
Antonio Corlianò, Coordinatore nazionale Potere al Popolo Bologna
Valerio Guizzardi, militante bolognese
Sergio Cararo, Contropiano.org

Prima Sessione
Introduce: Francesca Trasatti, Esecutivo Nazionale Potere al Popolo

Avv. Arturo Salerni
Avv. Marina Prosperi
Avv. Mario Marcuz
Avv. Nazzarena Zorzella
Avv. Marco Lucentini
Avv. Gianluca Vitale
Avv. Biagio Borretti
Nicoletta Dosio, Movimento No Tav
Giorgio Cremaschi, Sindacalista
Valerio Monteventi, Centro Documentazione Movimenti Lorusso-Giuliani
Roberto Montanari, USB Logistica
Ludovico Basili, Osservatorio Repressione

Ore 14:00
Seconda sessione
Introduce: Francesco Olivo, Esecutivo Nazionale Potere al Popolo

Paolo Rizzi, Potere al Popolo Bologna
Gianni Tugnoli, attivista delle lotte ambientali bolognesi
Margherita Grazioli, Movimento per il diritto all’abitare Roma
Osvaldo Costantini, la conoscenza non marcia
Alessandro Senaldi, Assegnista di Ricerca presso l’Università di Bari
Sergio Spina, Comitato Popolare Pilastro
Maria Ledonne, Potere al popolo Napoli
Beatrice Gamberini, Potere al Popolo Roma
Bianca Tedone, Potere al Popolo Milano
Francesca Bertini, Potere al Popolo Torino

Conclude:
Marta Collot, Portavoce nazionale Potere al Popolo

02/09/2026
FICO È (ANCORA UNA VOLTA)IN ROSSO: LE SCELTE SBAGLIATE SULL'URBANISTICA LE PAGHIAMO NOI!Ormai non fa quasi notizia: la D...
24/08/2026

FICO È (ANCORA UNA VOLTA)IN ROSSO: LE SCELTE SBAGLIATE SULL'URBANISTICA LE PAGHIAMO NOI!

Ormai non fa quasi notizia: la Disneyland del cibo di Farinetti è in rosso anche nel 2025, e lo sarà anche nel 2026. A inizio mese l'AD Piero Bagnasco ha parlato di. "qualche milione che pagheremo come sempre da soli".

C'è un problema: è falso che FICO ha sempre pagato tutto da sé, è falso che la testardaggine di andare avanti in futuro la pagherà FICO.

FICO è nato con un grosso regalo di risorse pubbliche sui terreni, è continuato a vivacchiare con grosse risorse pubbliche sia dirette (come l'inutile linea di bus gratuita FICObus) sia indirette (come il caldo consiglio a portare le scuole in gita a FICO).

Soprattutto, se FICO può ancora pensare di vivacchiare è perché è stato fatto un pesantissimo investimento di risorse pubbliche (e di pazienza dei residenti) con la linea rossa del tram promessa personalmente da Lepore a Farinetti. E se Bagnasco può prevedere ancora altri anni di conti in rosso per reinventarsi, è perché attorno all'area si progettano grandi investimenti dell'Ente Fiera (di diritto privato, ma controllato da un sindacato di enti pubblici) sul nuovo stadio.

Cementificare l'Area FICO è stata una delle tante scelte urbanistiche deleteree delle giunte Merola-Lepore, passate senza reale discussione in città, in cui un palese progetto di specializzazione viene sostenuto da un decennio di investimenti pubblici diretti e indiretti. Altro che "FICO paga di testa sua"! Le scelte urbanistiche sbagliate le paghiamo noi: per questo è necessaria un'istruttoria pubblica sulle trasformazioni di Bologna!

SMANTELLARE LA SOCIETÀ CASERMADopo la morte violenta di Abderrahim Fakir e la risposta popolare che si è subito attivata...
19/08/2026

SMANTELLARE LA SOCIETÀ CASERMA

Dopo la morte violenta di Abderrahim Fakir e la risposta popolare che si è subito attivata al Pilastro, a Bologna e in tutto il paese, si pone l'esigenza di fare il punto sull'evoluzione della normativa repressiva, e di attrezzarsi nelle metropoli sempre più soffocate dal clima securitario cogestito dalle amministrazioni locali.

La petizione che abbiamo promosso nelle scorse settimane per la revoca dello scudo penale riservato agli agenti delle FFOO e per la più generale abolizione dei vari Decreti Sicurezza ha ottenuto grande riscontro tra avvocati, negli ambiti accademici, tra i membri eletti degli organi rappresentativi studenteschi, compagni e rappresentanti di associazioni e della società civile: sulla scorta di questa spinta di indignazione e di attivazione sociale, vogliamo ricominciare l'anno dopo la pausa estiva con un grande convegno nazionale a Bologna, per orientare e dare spinta politica alla forza che si è vista nelle scorse settimane e che vogliamo contribuire a portare ancora nelle strade anche nei prossimi mesi.

ABOLIRE LO SCUDO PENALE PER LE FORZE DI POLIZIA

ABOLIRE I DECRETI SICUREZZA

VOGLIAMO LE DIMISSIONI DI PIANTEDOSI

VOGLIAMO VERITÀ E GIUSTIZIA PER ABDERRAHIM FAKIR!

Ore 10-18
Centro Costarena - Via Azzo Gardino, 48

NUOVO STADIO? UN’IDEA SBAGLIATA CHE PARTE COL PIEDE SBAGLIATO.Sulle grandi trasformazioni urbanistiche serve un’istrutto...
06/08/2026

NUOVO STADIO? UN’IDEA SBAGLIATA CHE PARTE COL PIEDE SBAGLIATO.

Sulle grandi trasformazioni urbanistiche serve un’istruttoria pubblica!

Ad Agosto si torna a parlare di un nuovo stadio a Bologna. Col pretesto degli europei di calcio 2032, si torna a insistere sulla zona della Fiera e ogni persona dotata di onestà intellettuale vede il rischio gigantesco: consumare l’ultima grande area verde tra Stalingrado, Michelino e la tangenziale, dare l’ultima mazzata all’esistenza di un quartiere popolare come San Donato.

Il metodo è il peggiore possibile: un annuncio ad agosto, dato come gioco fatto, con le vicende dello stadio esistente e di quello a ve**re presentate come separate. Tutto il contrario di quello che servirebbe: cioè una discussione aperta, pubblica, tanto più a un anno dalle elezioni dopo che le linee di mandato della giunta Lepore-Clancy che prevedevano la ristrutturazione del Dall’Ara sono clamorosamente fallite.

Il Comune ha sistematicamente rifiutato il ruolo di regista dell’operazione, cioè la responsabilità di valutare la realtà di uno stadio con un grande valore storico e affettivo per la squadra cittadina all’interno di un’area densamente popolata con tutti i problemi che questo comporta. La “soluzione” della zona Fiera, d’altra parte, lascerebbe indietro tutto il valore storico e manterrebbe tutti i problemi di un’area densamente abitata. In più abbiamo già visto in passato come questi progetti faraonici, a Bologna e nel resto d’Italia, producano un deserto sociale intorno a sé in barba a tutte le promesse di sviluppo economico: basta pensare a FICO nella nostra città e a tutto il carrozzone dell’Expo a Milano.

In queste 48 ore di discussione impostata malissimo si sono già levate diverse voci, dalle realtà che riuniscono i comitati come ComBo e Resistenze Spaziali a singoli preoccupati per il destino della città. Come Potere al Popolo stiamo lavorando a un’istruttoria pubblica sulle grandi scelte urbanistiche proprio perché il metodo deve essere l’esatto contrario: coinvolgere tutte le forze migliori della città a discuterne il futuro, e lasciare fuori dalla porta di questa discussione gli avvoltoi del cemento e dei valori immobiliari.

Indirizzo

Via Dell'artigiano, 11
Bologna
40127

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Potere al Popolo Bologna e provincia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Potere al Popolo Bologna e provincia:

Scelte rapide

Condividi