26/06/2026
L'associazione Famiglie Arcobaleno esprime profondo cordoglio, rabbia e indignazione per il terribile duplice omicidio avvenuto a Camaiore, dove il giovane Mirko Moriconi e sua madre Kathy sono stati uccisi per mano del padre. Nel sottoscrivere con forza la lucida analisi espressa da più voci, Famiglie Arcobaleno rifiuta categoricamente la narrazione tossica del "raptus" o del "dramma della follia" con cui i media mainstream stanno liquidando la vicenda.
"Ci troviamo di fronte a un crimine che ha una matrice ideologica e culturale chiarissima. Madre e figlio non sono vittime della follia, ma di una cultura patriarcale e profondamente omolesbobitransfobica, che arma la mano di chi considera i figli e le figlie come estensioni del proprio ego e non come individui liberi di autodeterminarsi”.
A commentare la tragedia interviene la Presidente di Famiglie Arcobaleno, Alessia Crocini. "Non siamo di fronte all'ennesima fatalità o a un isolato gesto di follia: questo è un delitto che nasce e si innesta in un clima culturale molto chiaro. Nonostante i dettagli sul percorso di Mirko non siano ancora del tutto definiti – che si tratti di ragazzo gay o di una persona impegnata in un percorso di affermazione dell’identità di genere – ciò che emerge con spaventosa nitidezza è il contesto generale. Da una parte assistiamo a un pesante clima di odio omolesbobitransfobico, costantemente alimentato dalla politica di destra, dalle linee governative e dai provvedimenti ideologici approvati dall'esecutivo in questi quattro anni contro le persone LGBTQIA+. Narrazioni e definizioni aberranti, come quelle espresse dal generale Vannacci che bolla le persone gay come "anormali", non fanno altro che soffiare sul fuoco, andando ad alimentare quelle menti instabili e violente che poi sfociano in delitti come questo. Siamo immersi in una cultura misogina e patriarcale che rende quanto mai indispensabile l'introduzione di percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole, mirati a scardinare gli stereotipi di genere; quegli stessi percorsi che il Governo in carica, attraverso la legge Valditara voluta e sostenuta dai gruppi antiscelta, ha di fatto ostacolato, impedito e cancellato. A questo si aggiunge la violenza inaudita del web, dove influencer senza scrupoli riempiono le piattaforme di contenuti tossici che incitano all'odio e al dileggio delle nostre vite e di quelle dei nostri figli e figlie. Ne sono la prova agghiacciante i commenti che si leggono in queste ore sotto le notizie del duplice omicidio, in cui si arriva a solidarizzare con l'assassino parlando di "esasperazione" o definendo il padre un "eroe". Tutto questo rappresenta una deriva spaventosa che dovrebbe allarmare chiunque, a partire dalle persone eterosessuali e cisgender. La difesa dei diritti e delle vite umane non riguarda solo la comunità LGBTQIA+, ma la tenuta democratica e civile dell'intero Paese”.
Famiglie Arcobaleno si unisce al grido di protesta delle associazioni e della società civile: l'omolesbobitransfobia non può e non deve essere protetta o tollerata sotto lo schermo della "libertà d'opinione". Quando la retorica pubblica demonizza e deumanizza le persone in base al loro orientamento o alla loro identità, le conseguenze diventano letali.
L'Associazione esorta i media a una rigorosa responsabilità deontologica, cessando immediatamente ogni forma di vittimizzazione secondaria che cerchi nel comportamento delle vittime una qualsiasi, inaccettabile, "provocazione". o, peggio ancora, giustificazione.