31/08/2026
Abbiamo appena saputo della scomparsa di Giovanni Gentile Giuseppe Marchetti già professore di Letterature ispano-americane dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, dove ha ricoperto, nel corso della sua carriera accademica, il ruolo di Direttore del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne - LILEC. Da diversi anni faceva parte anche del Comitato scientifico del Cabral.
Era passato in giugno in biblioteca a riportare un libro che aveva preso in prestito, ‘Elogio dell'ombra' di Jorge Luis Borges. Nell’occasione, abbiamo chiacchierato a lungo sui romanzi di Cristina Rivera Garza - tra i primi che ha fatto conoscere le opere della scrittrice messicana in Italia - e su proposte e progetti futuri. Come sempre ci ha abbracciato e salutato calorosamente con un arrivederci al suo rientro dal Messico, dove sarebbe andato di lì a pochi giorni.
Alla notizia, siamo andati a prendere dallo scaffale il libro di Borges nella traduzione di Tommaso Scarano edito da Adelphi: il professor Marchetti è stato l’ultimo a prenderlo in prestito. Abbiamo trovato un segnalibro nella pagina con la versione in spagnolo e italiano della poesia di ‘Las cosas/Le cose’.
'El bastón, las monedas, el llavero,
la dócil cerradura, las tardías
notas que no leerán los pocos días
que me quedan, los naipes y el tablero,
un libro y en sus páginas la ajada
violeta, monumento de una tarde
sin duda inolvidable y ya olvidada,
el rojo espejo occidental en que arde
una ilusoria aurora.¡Cuántas cosas,
limas, umbrales, atlas, copas, clavos,
nos sirven como tácitos esclavos,
ciegas y extrañamente sigilosas!
Durarán más allá de nuestro olvido;
no sabrán nunca que nos hemos ido.'
'Le monete, il bastone, il portachiavi,
la pronta serratura, i tardi appunti
che non potranno leggere i miei scarsi
giorni, le carte da gioco e la scacchiera,
un libro e tra le pagine appassita
la viola, monumento d’una sera
di certo inobliabile e obliata,
il rosso specchio a occidente in cui arde
illusoria un’aurora. Quante cose,
atlanti, lime, soglie, coppe, chiodi,
ci servono come taciti schiavi,
senza sguardo, stranamente segrete!
Dureranno piú in là del nostro oblio;
non sapran mai che ce ne siamo andati.'
Grazie di tutto. Riposa in pace.