24/08/2024
Mi sono chiesto, riflettendo da solo con sincerità, se credo veramente che nella nostra Italia manchino gli uomini coraggiosi.
Ogni giorno incontro l’immenso coraggio di mamme e padri, di anziani, di giovani, di fronte all’ “indifferenza” e all’”insensibilità”, che spesso si trasformano in “ostacoli” che paiono insormontabili.
Spesso non è il singolo, con il suo muoversi, ma l’aggregazione tra più persone che in un loro ruolo dovrebbero creare risposta funzionale, attenta e pronta, alle esigenze di una società.
Il coraggio del singolo, al quale qui noi ci richiamiamo, esiste e si trasforma spesso in eroismo, laddove possiamo contare sulle nostre “braccia” e sul nostro “cuore” e genera “speranza”, “sollievo”, tocca singole importanti, spesso vitali, ma non “risolve” con un metodo che possa propagare nella società risposte, reazioni, con la stessa intensità, con lo stesso animo e cuore di un’azione del singolo.
Il coraggio al quale facciamo riferimento nel nostro messaggio insistente, stimolante, è quello che, se sostenuto, perché apertamente condiviso e propagato, crea quella uniformità di condivisione che moltiplica in maniera esponenziale il suo potenziale di intervento nella società.
Per questo motivo cerchiamo con forza il sostegno del nostro Presidente Sergio Mattarella, del nostro Papa, di tutte le persone che nel loro rilievo morale riconosciuto, per non parlare di autorità che può apparire come severità, personalmente tendono la mano ed abbracciano il coraggio dei singoli, stimolando e sostenendo la loro azione, che se anche non strutturata come può essere quella di un’istituzione o un organismo statale, può diffondersi e penetrare, creando fiducia nei risultati possibili, con proposte che toccano con attenzione, ma che richiedono una forza di un’estesa condivisone ed efficiente applicazione.
Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci è uno dei più noti e significativi eventi narrati nel Nuovo Testamento della Bibbia. Questo miracolo, compiuto da Gesù Cristo durante il suo ministero terreno, ha suscitato meraviglia e ammirazione per secoli. Poche risorse che si moltiplicano “sfamando” migliaia di presenti, richiamati dal messaggio di Gesù.
Uno dei discepoli di Gesù, Andrea, trovò un ragazzo che aveva con sé cinque pani d’orzo e due pesci. Gesù prese quei pochi alimenti, li benedisse e li distribuì ai discepoli affinché li portassero alla folla. Incredibilmente, quei pochi pani e pesci furono sufficienti per sfamare migliaia di persone.
Questo miracolo ci insegna che, anche quando ci troviamo di fronte a situazioni difficili o limitate, dobbiamo avere fiducia nella provvidenza divina e nella sua capacità di fornire tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Oltre alla sua spiegazione fisica, questo miracolo ci offre un importante insegnamento spirituale sulla provvidenza divina e sulla fiducia in Dio. La sua rilevanza per i credenti di oggi sta nel ricordarci che, anche quando sembra impossibile, possiamo confidare nella generosità e nell’abbondanza di Dio.
Ma la provvidenza si accompagna al coraggio, come sottolinea la catechesi del Santo Padre alle udienze Generali del dicembre del 2021, intorno alla figura di San Giuseppe e all’Udienza si pone l’accento sul suo essere “migrante perseguitato e coraggioso”, come descritto nel Vangelo di Matteo.
“La fuga della Santa Famiglia in Egitto salva Gesù, ma purtroppo non impedisce a Erode di compiere la sua strage. Ci troviamo così di fronte a due personalità opposte: da una parte Erode con la sua ferocia e dall’altra parte Giuseppe con la sua premura e il suo coraggio.” Il Pontefice mette in guardia sul poter diventare come il primo perché “è un atteggiamento in cui possiamo cadere tutti noi, ogni volta che cerchiamo di scacciare le nostre paure con la prepotenza.”
E noi desideriamo quindi essere coraggiosi, come San Giuseppe ed affrontiamo i tanti Erodi con il nostro cammino. Cammino che nei secoli ha creato una immensa moltiplicazione di pani e pesci, nella immensa forza e presenza di cristiani coraggiosi insieme nella Chiesa, anche spesso martiri, ma la loro forza ci dà il coraggio, la previdenza ci accompagna.
Un abbraccio cordiale