14/08/2026
Gli auguri del nostro Sindaco Matteo Rossi a tutta la comunità in occasione delle feste patronali.
In questi giorni di feste patronali vorrei innanzitutto ringraziare la nostra Parrocchia e l’Oratorio, Don Gianangelo, Don Daniele e tutti i collaboratori per il loro prezioso lavoro in favore della comunità.
Bonate è un paese che crede nella solidarietà e nel volontariato, dimensioni che fanno parte della nostra storia e quotidianità: le nostre realtà sociali, sportive, culturali, aggregative sono chiamate a confrontarsi con diversi cambiamenti, quelli dei tempi di vita delle famiglie, del ricambio generazionale a volte difficile, dei modelli di partecipazione mutati nel tempo, hanno pertanto bisogno di cura, sostegno, riconoscimento, dialogo reciproco.
Bonate è un paese giovane: un dato che ci interroga su cosa significa essere una comunità educante, vivere una genitorialità diffusa, lasciarci mettere in discussione da punti di vista e bisogni inediti, sostenere e valorizzare realtà fondamentali come l’Oratorio.
Bonate è un paese che crede nella cura degli altri: i diversi spazi pubblici rappresentano una sfida non solo di carattere amministrativo, ma culturale, affinché dentro ciascuno di quei luoghi possano essere costruite relazioni significative e non solo erogati servizi.
Bonate è un paese che nella propria storia ha visto concittadini partire come missionari in diversi continenti, facendoci conoscere le condizioni di bisogno di luoghi geograficamente lontani da noi ai quali abbiamo saputo avvicinarci attraverso il sostegno e la cooperazione: al tempo stesso sono venute a vivere qui persone di quasi sessanta nazionalità diverse. Così oggi, aderendo alle parole di Papa Leone, siamo chiamati a costruire sul nostro territorio occasioni di incontro e scambio reciproco tra culture diverse così come ad impegnarci sul grande tema della Pace, dalla Palestina all’Ucraina.
Dentro tutte queste trasformazioni, siamo chiamati a camminare, riflettere, fare e sperare insieme: Parrocchia, Comune, associazionismo, comunità civile, pensando a come abitare il futuro. E nel dire questo, non intendiamo riferirci alla volontà di capire cosa ci aspetta, non ne abbiamo la capacità, quanto interrogarci su come desideriamo abitarlo, questo futuro, e da quali valori vogliamo farci ispirare. Il futuro, per sua natura incerto, crea dentro di noi ansie, timori e preoccupazioni. Sapere di poterle affrontare insieme, può essere un buon punto di partenza. Alla fine, come scriveva Cesare Pavese, “un paese vuol dire non essere soli”.
Questo è l'augurio che faccio a tutti noi per queste feste.
Il Sindaco
Matteo Rossi