20/01/2026
In questi giorni si parla molto del commissariamento governativo di 4 Regioni per il mancato rispetto del dimensionamento scolastico. L’Emilia-Romagna è tra queste.
Partiamo dall’inizio: l’Europa, in cambio del PNRR, chiedeva all’Italia una riforma e Draghi si impegnò a farla. Poi vennero altri Governi e a definire i criteri della riforma fu il Ministro Valditara, con i decreti ministeriali del 2023, ‘24 e ‘25. È richiesto per ogni Istituto Comprensivo non meno di 938 studenti. L’Emilia-Romagna ha una media di 994, ben oltre le tabelle ministeriali, tenuto conto anche del calo demografico.
Il Ministero ha fatto una scelta arbitraria e chiede alla nostra Regione di tagliare 17 Istituti comprensivi, accorpandoli con altri. L’efficientamento della rete scolastica la nostra Regione lo ha già fatto. Ora ci si vuole penalizzare in nome di non si sa che cosa.
La decisione assunta dal Consiglio dei Ministri è una scelta politica gravissima che colpisce la nostra Regione e la scuola pubblica, la sua autonomia, i territori più fragili, le aree montane. La nomina di un commissario è uno schiaffo, oltre che alle varie istituzioni regionali, agli studenti, al personale scolastico e ai cittadini tutti. È il segnale di un totale disprezzo del sistema pubblico dell’istruzione. Ci chiediamo: come si organizzeranno gli istituti scolastici con 1500/1600 studenti? Quale rapporto ci sarà con studenti e famiglie e tra docenti e famiglie?
Noi saremo sempre dalla parte del sistema pubblico d’istruzione, moderno e al passo con i nostri tempi.
Massimo Sarzi Sartori, Segretario Circolo Pd Boretto