02/09/2026
DOMENICA 6 SETTEMBRE dalle ore 7.30 torna a Borgo San Siro la tradizionale CORSA 🏃♂️ PODISTICA denominata “Di corsa nel Parco” con due percorsi di 6 km e 14 Km in memoria del soldato inglese Desmond Jones. Vi aspettiamo in Piazza Unità d’Italia a Borgo San Siro!
LA STORIA DI DESMOND JONES
La storia di Desmond Jones è uno di quei racconti in cui la grande storia della Seconda guerra mondiale incrocia un piccolo centro della pianura padana, lasciando una traccia profonda nella memoria di Borgo San Siro. Un episodio nato come vicenda personale, ma diventato nel tempo patrimonio collettivo.
Desmond Jones era un artigliere dell’esercito britannico. Venne catturato a Tunisi nel dicembre del 1942, durante le ultime fasi della campagna del Nord Africa, e come molti altri prigionieri alleati fu trasferito in Italia. Dopo una serie di spostamenti arrivò in Lomellina, dove venne internato nel campo di prigionia n. 146, ricavato presso la Cascina Vignazza, nel territorio di Borgo San Siro. Non un grande campo strutturato, ma una cascina adattata alla detenzione, circondata da campi, rogge e strade di campagna: un luogo apparentemente lontano dalla guerra, eppure pienamente inserito nel suo ingranaggio.
Qui Jones rimase per mesi, fino a uno dei momenti più caotici e decisivi del conflitto in Italia. La sera del 7 settembre 1943, alla vigilia dell’annuncio dell’armistizio, decise di tentare la fuga. Le ricostruzioni successive parlano di un’evasione avvenuta dopo il tramonto, sfruttando il buio e la crescente confusione tra i reparti di sorveglianza. Intorno alle dieci di sera, Jones riuscì a superare il filo spinato del campo e a scomparire nella campagna lomellina.
La scelta di fuggire non fu solo dettata dall’istinto di sopravvivenza. A renderla particolare fu la motivazione che Jones stesso raccontò molti anni dopo: non volle dirigersi verso la Svizzera, come fecero altri prigionieri evasi, perché l’internamento in territorio neutrale gli avrebbe impedito di rientrare subito in patria. Il suo obiettivo era tornare in Inghilterra il prima possibile, idealmente entro Natale, per sposare la fidanzata Edith. Un progetto che, nel settembre del 1943, sembrava quasi irrealizzabile.
Seguì un viaggio durissimo, ricostruito attraverso testimonianze e articoli di stampa: oltre mille chilometri percorsi in gran parte a piedi, spostandosi di notte, trovando rifugio in cascine, fienili e campagne, grazie anche all’aiuto silenzioso di civili. Dopo settimane di marcia riuscì a raggiungere un porto, si imbarcò il 29 ottobre 1943, arrivò a Liverpool il 9 dicembre e mantenne la promessa fatta durante la fuga, sposando Edith l’8 gennaio 1944.
Per molti anni questa storia rimase quasi sconosciuta, fino a quando, all’inizio degli anni Duemila, Desmond Jones decise di tornare nei luoghi della sua prigionia. Nel 2004 fece ritorno a Borgo San Siro, ormai anziano, accolto dalle autorità locali, dalla popolazione e dagli studenti. Quel viaggio riaccese l’attenzione sul campo PG 146 e portò alla posa di targhe commemorative, alla raccolta di documenti e alla riscoperta di un frammento di storia locale rimasto a lungo ai margini.
Negli anni successivi, la figura di Desmond Jones è diventata un simbolo per Borgo San Siro. La sua fuga viene ricordata attraverso iniziative pubbliche, camminate e corse commemorative che uniscono memoria storica e territorio, trasformando un episodio individuale in un racconto condiviso. Jones morì a Chester, nel Regno Unito, all’età di 88 anni, ma il suo nome resta legato a quel tratto di Lomellina come esempio di determinazione, speranza e umanità in uno dei momenti più bui del Novecento.