19/07/2026
In questi giorni, la Corte d'Assise di Arezzo si è pronunciata con una sentenza già definita
"storica", le cui motivazioni faranno giurisprudenza: una donna, imputata per omicidio aggravato dal vincolo di parentela per avere ucciso l'anziana madre affetta da Alzheimer e da un più largo grave decadimento cognitivo, è stata assolta in quanto ritenuta incapace di intendere e di volere al momento del fatto.
Secondo le perizie psichiatriche e la difesa, la signora era ampiamente provata dalle cure e dalla presenza estenuante offerte alla madre, aveva chiesto ripetutamente aiuto alle istituzioni per poter essere affiancata e sostenuta nel suo ruolo di caregiver, ma rimasta sola e inascoltata aveva sviluppato un Disturbo da Stress Post Traumatico che, come a sua volta ha dichiarato in aula, non le ha permesso di rendersi capace di organizzare, considerare e valutare le sue azioni e le loro conseguenze.
La soluzione non è fare tutto, ma coordinare il meglio.
Affidarsi a operatori qualificati e professionisti del settore non è un atto di abbandono, ma il più grande gesto di responsabilità e amore.
Permette di:
•Preservare il proprio ruolo: Continuare a fare il figlio, il coniuge o il fratello, lasciando le mansioni gravose a chi ha la giusta formazione.
• Garantire sicurezza: Assicurare al proprio caro un’assistenza tecnica, posturale e sanitaria impeccabile.
•Evitare il burnout: Proteggere la propria salute mentale, il proprio lavoro e la propria vita personale.Delegare l'operatività a professionisti qualificati significa restituire dignità al malato e serenità alla famiglia.
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