ANPI - Sezione di Borgonovo e Ziano

ANPI - Sezione di Borgonovo e Ziano “ E quando anche l'ultimo di noi non ci sarà più, se racconteranno altre storie, se tenteranno di manipolare i fatti...Beh! Resistete per noi !

Nessun passo indietro”. Zaccaria Verucci, partigiano

Cesura open day 2026Domenica 20 settembre - Spazio Cesura, ex bocciodromo di Pianello V.T. - Viale Castagnetti 10Gli ami...
08/09/2026

Cesura open day 2026
Domenica 20 settembre - Spazio Cesura, ex bocciodromo di Pianello V.T. - Viale Castagnetti 10

Gli amici del laboratorio Cesura ci invitano e invitano tutti all'open day.

L’Open Day sarà un’occasione per conoscere più da vicino il lavoro di CESURA attraverso una mostra, visite guidate agli studi, letture portfolio gratuite, un workshop, una talk e una proiezione serale.

Nel corso della giornata sarà inaugurata DIRTY BRIGHT LIGHTS, la nuova mostra fotografica che presenta per la prima volta insieme i lavori “SHINE ON”di Alex Zoboli e “OH BE A FINE GIRL, KISS ME” di Valentina Neri. I due progetti fotografici sono accomunati dalla riflessione sulla luce, intesa nelle sue diverse forme: metaforica e fisica.

PROGRAMMA
· Workshop gratuito per bambini di cianotipia e legatoria su prenotazione 10:00 - 13:00
· Letture portfolio gratuite 10:00 - 11:30 / 14:00 - 15:30
· Visite guidate allo studio 11:00 - 11:30 / 17:00 - 17:30
· Visite guidate alle mostre 11:30 - 12:30
· Visite guidate alle mostre con gli autori 16:00 - 17:00
· Talk con Alex Zoboli e Valentina Neri in conversazione con Maria Elisa Ferraris e CESURA Publish 18:00 - 19:00
· Proiezione fotografica presso cortile Ex Bocciofila 19:30

L’accesso all’Open Day è libero.

Ricordiamo questo prezioso appuntamento l'11 settembre a Castel San Giovanni
07/09/2026

Ricordiamo questo prezioso appuntamento l'11 settembre a Castel San Giovanni

Vi aspettiamo, invito rivolto a tutti!

Dopo quattro anni al vertice del Comando provinciale di Piacenza, il colonnello Breda ci lascia per assumere la guida de...
04/09/2026

Dopo quattro anni al vertice del Comando provinciale di Piacenza, il colonnello Breda ci lascia per assumere la guida del 1° Reggimento Carabinieri “Piemonte”.

Lo ricorderemo per la competenza, la vicinanza ai cittadini, alle istituzioni e alla nostra associazione e lo ringraziamo per aver onorato nel migliore dei modi la memoria del comandante partigiano Alberto Araldi.

Al colonnello facciamo i più sinceri complimenti per il nuovo traguardo raggiunto.

Domenica 6 settembreFesta partigiana Commemorazione a Peli di Coli del comandante partigiano Emilio Canzi. Oratori Pippo...
04/09/2026

Domenica 6 settembre
Festa partigiana

Commemorazione a Peli di Coli del comandante partigiano Emilio Canzi. Oratori Pippo Civati e Franco Sprega, coautore del libro "Il comandante anarchico e le sue battaglie nel cuore del ' 900".

(Riportiamo sotto un articolo di Gabriele Barone pubblicato il 19 febbaio 2026 su Il Fatto Quotidiano)

"Canzi ha portato nella Resistenza il contributo specifico dell’anarchismo: la lotta per l’eguaglianza e la solidarietà, la diffidenza verso le gerarchie rigide
Nella storia della Resistenza italiana, accanto ai nomi più noti, spiccano figure che hanno inciso in profondità, pur restando ai margini della memoria pubblica. Emilio Canzi è una di queste. La sua vicenda è raccontata nel volume Il comandante anarchico e le sue battaglie nel cuore del ’900. Emilio Canzi, vita, lotta e memoria tra documenti e fotografie inedite di Christian Donelli, Franco Sprega e Cristiano Maggi (Ravizza Editore, 2025).

Nato a Piacenza il 14 marzo 1893, si affaccia alla vita adulta in un’Italia dilaniata dalla Prima Guerra Mondiale. Dopo aver prestato servizio come bersagliere nel 1913 in Libia, viene arruolato in un battaglione di fanteria sul fronte italo-austriaco, partecipa alla battaglia di Vittorio Veneto del 1918 ed è promosso sergente maggiore. Aderisce al movimento anarchico, diventando nel 1921 istruttore e capo degli Arditi del Popolo piacentini, prima milizia antifascista nata per contrastare le squadracce mussoliniane.

Ricercato dalle autorità fasciste, si rifugia insieme alla moglie Vittoria Parmeggiani a Parigi, dove nasceranno i figli Bruna e Pietro ed entra in contatto con gli ambienti degli esuli politici.
Quando nel 1936 esplode la guerra civile in Spagna, Canzi è tra i primi italiani ad accorrere in difesa della Repubblica contro il franchismo. Combattente valoroso, milita da comandante prima nella sezione italiana della Colonna Ascaso (guadagnandosi il titolo di “colonnello anarchico”), insieme al giellista Carlo Rosselli e all’anarchico Camillo Berneri (rispettivamente vittime nel 1937 della repressione fascista e stalinista), poi nelle file delle Brigate internazionali Garibaldi.

Rientra a Parigi, dove si impegna nel Comitato anarchico pro-Spagna, a sostegno degli ex combattenti della Colonna italiana. Con la caduta della Francia nel 1940 e l’avanzata delle truppe tedesche, viene arrestato dalla polizia nazista, condotto nel carcere de La Santé, poi in quello di Treviri e in seguito internato nel campo di concentramento di Hinzert-Pölert, per essere infine consegnato alle autorità italiane e confinato nell’isola di Ventotene.

Dopo la caduta di Mussolini del 25 luglio 1943 Canzi viene trasferito nel campo di Renicci d’Anghiari, in provincia di Arezzo. L’8 settembre 1943, il giorno dell’armistizio dell’Italia con gli anglo-americani, tutti i prigionieri fuoriescono dal campo, incluso Emilio Canzi, che torna nella sua terra natale per organizzare la lotta partigiana sull’Appennino tosco-emiliano. Qui diventa Comandante unico della XIII zona partigiana, con il nome di battaglia di “Ezio Franchi” e, dopo la Liberazione, presidente della sezione piacentina dell’Anpi.

La sua morte avviene in circostanze non molto chiare: viene investito a Piacenza, a bordo di una motocicletta, da una camionetta dell’esercito inglese. Rimasto gravemente ferito, muore in ospedale il 17 novembre 1945 per una broncopolmonite, dopo che gli è stata amputata la gamba sinistra. Il giorno dei solenni funerali del 21 novembre la città di Piacenza proclama il lutto cittadino: fra i messaggi di cordoglio quelli del Presidente del Consiglio Ferruccio Parri e del segretario del Psiup Sandro Pertini, che lo definisce “amico carissimo”. La sua tomba si trova nel cimitero di Peli di Coli, in provincia di Piacenza, luogo simbolo della lotta partigiana sull’Appennino. Il Comune di Piacenza gli ha dedicato una strada, mentre a Peli di Coli è stato eretto un monumento in sua memoria.
Il libro Il comandante anarchico ha il merito di aprire per la prima volta l’album privato di Canzi, facendo emergere, attraverso foto e documenti inediti, anche la dimensione umana e affettiva, oltre che politica e militante, del combattente: i legami familiari con la moglie e i figli, gli incontri con altri protagonisti dell’antifascismo come Carlo Rosselli, Camillo Berneri e l’anarchico siciliano Alfonso Failla, con cui ha condiviso il confino a Ventotene e la reclusione nel campo di Renicci.
Partigiano internazionalista, antifascista senza compromessi, Canzi ha portato nella Resistenza il contributo specifico dell’anarchismo: la lotta per l’eguaglianza e la solidarietà, la diffidenza verso le gerarchie rigide, il rifiuto di trasformare la lotta di liberazione in una nuova forma di potere autoritario. Una posizione scomoda ma coerente fino in fondo con la sua idea “esagerata” di libertà, pagata fino all’estremo sacrificio. Per tutte queste ragioni la sua figura continua a parlare ancora agli uomini di oggi a 80 anni dalla sua scomparsa."

L'amico Michele ci manda questa locandina per un'importante iniziativa
01/09/2026

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31/08/2026
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82° anniversario della battaglia di PertusoLa battaglia di Pertuso fu uno degli eventi più significativi in Val Borbera,...
31/08/2026

82° anniversario della battaglia di Pertuso

La battaglia di Pertuso fu uno degli eventi più significativi in Val Borbera, sull'Appennino ligure-piemontese. Fu un importante scontro della Resistenza italiana. Si combatté tra il 24 e il 27 agosto del 1944 alle Strette di Pertuso, (provincia di Alessandria), tra circa un centinaio di partigiani e duemila soldati nazifascisti.
Le forze tedesche e fasciste volevano rioccupare l'alta Val Borbera per bloccare i gruppi partigiani locali.

Sfruttando la stretta gola naturale, i partigiani della Divisione Garibaldi "Cichero",(con la brigata "Capettini" e i distaccamenti "Pinan" e "Peter", aiutati dagli abitanti del luogo), resistettero per tre giorni consecutivi bloccando l'avanzata.

Finite le munizioni e con il pericolo di un accerchiamento nemico, i partigiani decisero di sganciarsi e ritirarsi.

Una lapide e una stele commemorativa a Pertuso (frazione di Cantalupo Ligure) ricordano i combattenti della Divisione Pinan-Cichero.
Per la nostra sezione era presente il nostro Mauro con il gonfalone.

Indirizzo

Viale Fermi, 25
Borgonovo Val Tidone

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