Parco dell'Aveto

Parco dell'Aveto Un’oasi di paesaggi che raccontano storie senza tempo in un incanto di montagne imponenti, praterie e antichi uliveti.

02/09/2026

"Dove eravamo rimasti?"

Riprendiamo il nostro cammino fra Mediterraneo e Pianura lungo le vallate del Parco dell'Aveto.

Iniziamo con una scoperta fortuita e fortunata: un antico documento che ci racconta una storia di estremo interesse...

Benvenuto settembre: qui si sale di carattere.Nel calendario 2026 del Parco dell’Aveto, settembre arriva con i pendii ru...
01/09/2026

Benvenuto settembre: qui si sale di carattere.

Nel calendario 2026 del Parco dell’Aveto, settembre arriva con i pendii rupestri illustrati da Teresa Fior.

Traduzione per chi era ancora mentalmente in modalità agosto:
meno infradito, più scarponi.
Meno “ci vediamo dopo il bagno”, più “hai controllato il meteo?”.
Meno ombrellone, più roccia, vento e panorami che non hanno bisogno di filtri.

Settembre nel Parco ha un fascino tutto suo: la luce cambia, i sentieri tornano a respirare con un ritmo diverso e anche il paesaggio sembra dire: “ok, adesso facciamo sul serio”.

I pendii rupestri non sono il tipo di ambiente che si mette in posa per piacere a tutti. Sono essenziali, asciutti, forti. Roccia, vegetazione tenace, profili netti, silenzio e quella bellezza un po’ ruvida che non chiede permesso.

Insomma: settembre entra nel Parco senza bussare, con gli scarponi già ai piedi.

E voi siete team:
🥾 “finalmente si cammina meglio”
☕ “io osservo da lontano con focaccia e thermos”
📸 “aspetto solo la luce giusta”
🌿 “settembre è il vero inizio dell’anno”

Scrivetelo nei commenti: vogliamo capire che fauna da settembre abita questa pagina.

Alla ricerca delle felci di Bosco FontanaDomenica 6 settembre, il Bosco Fontana diventa il cuore di un’escursione dedica...
31/08/2026

Alla ricerca delle felci di Bosco Fontana

Domenica 6 settembre, il Bosco Fontana diventa il cuore di un’escursione dedicata a uno dei suoi patrimoni naturalistici più preziosi e meno conosciuti: le pteridofite, cioè felci e piante affini.

Ad accompagnare i partecipanti sarà Remo Bernardello, fotografo naturalista ed esperto conoscitore della flora spontanea ligure. Bernardello studia il territorio ligure dagli anni Ottanta, con particolare attenzione all’Appennino orientale, ed è autore, insieme a Enrico Martini, del volume “Felci e piante affini in Liguria e in Italia” e, con Alberto Girani, di “Le felci del Parco di Portofino”.

Nel Bosco Fontana sono presenti numerose specie di felci, alcune molto rare in Appennino. L’escursione sarà l’occasione per osservarle nel loro ambiente naturale e capire perché quest’area sia così interessante dal punto di vista botanico.

Tra le presenze più significative ci sono i cosiddetti relitti glaciali: piante arrivate durante l’ultima glaciazione e sopravvissute al successivo aumento delle temperature grazie al microclima fresco e rigido del versante settentrionale del Monte Aiona.

Anche i substrati rocciosi dell’alta valle del torrente Rezzoaglio contribuiscono alla biodiversità del Bosco Fontana. La presenza di metalli pesanti, tossici per molte specie vegetali, ha favorito una flora specializzata, capace di adattarsi ad ambienti difficili o di trovare qui rifugio dall’avanzata della faggeta.

Un’intera giornata per guardare il bosco da vicino, molto vicino: tra rocce, umidità, ombra, felci rare e storie vegetali che arrivano da lontano.

📍 Partenza: Lago delle Lame
🗓 Domenica 6 settembre
⏰ Ore 9.30
🕓 Rientro previsto: ore 16 circa
🥾 Difficoltà: media
🎒 Pranzo al sacco
✅ Gratuita per gli iscritti alla Comunione Familiare Bosco Fontana
💶 Quota per non aderenti: 10 euro
📝 Prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente
ℹ️ Info e iscrizioni: 349 3549670

A volte il bosco non si racconta con i grandi panorami.
Si racconta chinandosi verso una felce.

La mela che si bevevaCi sono tradizioni che sembrano piccole, quasi domestiche, e invece raccontano molto di un territor...
30/08/2026

La mela che si beveva

Ci sono tradizioni che sembrano piccole, quasi domestiche, e invece raccontano molto di un territorio.

È il caso dei Bidulli di Mele Carle, prodotto tradizionale della Val Graveglia, nel Comune di Ne.

La scheda ufficiale del Parco dell’Aveto descrive i bidulli come fettine di mele carle tagliate sottili, fatte essiccare e poi utilizzate per preparare un “delizioso tè di mele”.

La mela carla è una varietà molto antica, caratterizzata da frutti piccoli ma molto saporiti. Una mela che, attraverso un gesto semplice come l’essiccazione, diventava qualcosa da conservare, da usare, da bere.

Prima delle tisane in bustina, c’erano le mele seccate.

Prima del gusto pronto, c’erano mani, tempo, pazienza, stagioni.

I Bidulli di Mele Carle raccontano proprio questo: una cucina rurale capace di non sprecare, di trasformare, di custodire sapori e abitudini.

Nel Parco dell’Aveto anche una mela può diventare memoria.

E voi conoscevate questa tradizione della Val Graveglia?

29/08/2026

Giochiamo insieme. Quanto conosci il Parco dell'Aveto?

Giovedì abbiamo "girato" qualche video qua e là per raccontare storie di valico, muli, paesi, terreni...

Da queste foto, riesci a riconoscere alcuni dei luoghi visitati?

Ci sono sentieri che non portano solo da un luogo all’altro. Portano dentro la memoria.Nel Parco dell’Aveto esiste un tr...
28/08/2026

Ci sono sentieri che non portano solo da un luogo all’altro. Portano dentro la memoria.

Nel Parco dell’Aveto esiste un tracciato dal valore simbolico forte: il Sentiero della Resistenza.

Secondo la pagina ufficiale del Parco, questo sentiero fu scelto dal CAI e dalla FIE, con il patrocinio dei Comuni interessati e dell’allora Provincia di Genova, come percorso simbolo di quelle vie, mulattiere e tracciati utilizzati dai partigiani durante la lotta per la Liberazione.

La sua importanza non nasce solo dalla storia del Novecento.

La stessa fonte ricorda infatti che il tracciato si sviluppa in buona parte su una delle vie di comunicazione e commerciali più antiche dei monti: un collegamento che dal Tigullio chiavarese risaliva l’entroterra del Levante ligure verso il nord piacentino-padano, attraversando le Valli Sturla e Aveto per poi immettersi in Val Trebbia.

Un cammino antico, dunque, che nei secoli ha visto passare persone, merci, comunità, fatiche quotidiane.

E che, durante la Resistenza, ha assunto un significato nuovo.

La pagina “Storia” del Parco ricorda che, durante la lotta partigiana, il territorio del Parco dell’Aveto fu il fulcro della Resistenza nel Levante ligure e che, nell’aprile 1945, le divisioni partigiane parteciparono alla fase finale della Liberazione scendendo verso la Riviera di Levante.

Camminare in un Parco significa spesso guardare alberi, rocce, paesaggi.

Ma a volte significa anche accorgersi che sotto i piedi passa una storia più lunga: vie antiche, scelte difficili, memoria civile, territorio vissuto.

Il Sentiero della Resistenza ci ricorda proprio questo.

Che certi percorsi non sono soltanto da attraversare.

Sono da rispettare.

Fine agosto nel Parco: l’estate rallenta, il territorio resta vivoGli ultimi giorni di agosto hanno un passo diverso.La ...
27/08/2026

Fine agosto nel Parco: l’estate rallenta, il territorio resta vivo

Gli ultimi giorni di agosto hanno un passo diverso.

La luce cambia un poco, i sentieri tornano più silenziosi, le giornate restano ancora lunghe ma iniziano già a guardare verso settembre.

Nel Parco dell’Aveto è un momento bello per continuare a scoprire il territorio con calma: un centro visita, una passeggiata, un borgo, un’escursione organizzata, una sosta al fresco, una giornata da preparare bene prima di partire.

Il Museo del Bosco al Lago delle Lame è aperto tutti i giorni nel mese di agosto e, fino a fine settembre, il sabato e la domenica. Anche il Centro Visite del Parco a Rezzoaglio resta un punto di riferimento per conoscere meglio gli ecosistemi forestali, il corridoio notturno, la saletta dedicata al lupo e il territorio della Val d’Aveto.

E intanto il calendario delle iniziative guarda già a settembre: il Parco segnala, tra gli appuntamenti, l’escursione “Il Monte Penna e il suo laghetto”, in programma sabato 5 settembre 2026, con prenotazione obbligatoria online secondo le indicazioni riportate nella scheda evento.

Fine agosto non è una chiusura.

È un invito a vivere il Parco con un altro ritmo: meno fretta, più attenzione, informazioni controllate, passo leggero e voglia di osservare.

Prima di partire, ricordiamo sempre di consultare i canali ufficiali del Parco per aggiornamenti su iniziative, prenotazioni, meteo, avvisi e indicazioni utili.

Perché l’estate può anche rallentare.

Il Parco, invece, continua a raccontare.

Non solo api: al Centro Visite Bosco Fontana si va alla ricerca degli insetti impollinatoriGiovedì 27 agosto 2026, alle ...
27/08/2026

Non solo api: al Centro Visite Bosco Fontana si va alla ricerca degli insetti impollinatori

Giovedì 27 agosto 2026, alle 10.00, il Centro Visite Bosco Fontana di Cerisola, a Rezzoaglio, ospita l’iniziativa “Non solo api”, dedicata alla scoperta degli insetti impollinatori lungo i percorsi delle Terre a colori.

Quando si parla di impollinazione, spesso pensiamo subito alle api. Ma il mondo degli insetti impollinatori è molto più ricco: piccoli protagonisti silenziosi che contribuiscono alla biodiversità, alla vita dei prati, alla presenza dei fiori e agli equilibri naturali del territorio.

L’attività è gratuita ed è rivolta alle famiglie con bambini, con prenotazione necessaria entro il giorno precedente.

L’iniziativa si svolge nell’ambito del progetto “+Api. Oasi fiorite per la biodiversità”, edizione 2026, con Comunione Familiare Bosco Fontana, Fondazione Carige, Città Metropolitana di Genova e in collaborazione con Filiera Futura.

📍 Centro Visite Bosco Fontana
Cerisola, Rezzoaglio
🗓 Giovedì 27 agosto 2026
⏰ Ore 10.00
👨‍👩‍👧 Attività gratuita per famiglie con bambini
📝 Prenotazione entro il giorno precedente
ℹ️ Info e prenotazioni: 333 1007838

Un’occasione per guardare i fiori con occhi diversi e scoprire quanta vita si muove, spesso senza fare rumore, intorno a noi.

Un piccolo laghetto, una grande montagnaSabato 5 settembre 2026 il Parco dell’Aveto propone l’escursione “Il Monte Penna...
26/08/2026

Un piccolo laghetto, una grande montagna

Sabato 5 settembre 2026 il Parco dell’Aveto propone l’escursione “Il Monte Penna e il suo laghetto”, un percorso nella Foresta del Monte Penna che unisce acqua, faggeta e quota.

Si parte dal Rifugio Casermette del Penna, nel Comune di Santo Stefano d’Aveto, e con una breve passeggiata si raggiunge il Laghetto del Penna: un luogo che la scheda ufficiale del Parco descrive non solo come gioiello paesaggistico, ma anche come ambiente di grande valore naturalistico. Le sue acque ospitano flora acquatica tipica e popolazioni ricche di anfibi, tra cui rane montane e tritoni, per i quali il laghetto svolge un ruolo insostituibile come sito riproduttivo.

Poi il cammino prosegue nella faggeta fino alla cima del Monte Penna, la vetta più alta e rappresentativa del Parco dell’Aveto. Dalla cima, nelle giornate limpide, il panorama unisce mare e montagna: dal Mar Ligure alle Alpi Liguri, fino al Monviso e alle Alpi centrali.

Un’escursione che racconta bene il Parco: ambienti delicati, boschi, roccia, biodiversità e grandi orizzonti.

📍 Ritrovo: ore 9.30, Rifugio Casermette del Penna
📌 Comune: Santo Stefano d’Aveto
🕟 Rientro: ore 16.30 circa
🥾 Difficoltà: media
🎒 Pranzo al sacco
✅ Iniziativa gratuita
👥 Numero chiuso: 18 partecipanti
📝 Prenotazione obbligatoria online entro venerdì 21 agosto alle ore 12
ℹ️ Info: [email protected] · 0185 340311

Scarponi, abbigliamento a strati, giacca impermeabile, copricapo, zaino, borraccia piena e pranzo al sacco: la montagna si gode meglio quando si parte preparati.

A volte un piccolo specchio d’acqua custodisce una storia naturale enorme.

“Dalle Alpi al Karakorum” 🏔️Due montagne lontanissime. Due comunità profondamente legate alla propria terra. Due film ch...
26/08/2026

“Dalle Alpi al Karakorum” 🏔️

Due montagne lontanissime. Due comunità profondamente legate alla propria terra. Due film che raccontano cosa succede quando un territorio incontra qualcosa di nuovo.

Prosegue la rassegna estiva “Un bosco per tre paesi”, promossa dalla Comunione Familiare Bosco Fontana con il contributo della Città Metropolitana di Genova, con due serate dedicate al cinema.

Stasera, mercoledì 26 agosto, alle 20.30, al Centro Visite Bosco Fontana di Cerisola, sarà proiettato “Il vento fa il suo giro”, ambientato nelle Alpi occitane.

Una storia sull’incontro tra una comunità e ciò che viene percepito come “estraneo”. Un film che parla di integrazione, identità e del difficile equilibrio tra chi abita un territorio da sempre e chi sceglie di farne la propria casa.

Venerdì 28 agosto, sempre alle 20.30, lo sguardo si sposterà fino al Karakorum con “Sadpara”, documentario di Gabriele Canu dedicato alla vita di una comunità profondamente legata alla propria terra.

Cambiano le montagne, le culture e le tradizioni. Resta il rapporto tra l’uomo e il luogo in cui vive.

Due film, due mondi lontani e una domanda che riguarda anche le nostre comunità dell’entroterra: che cosa significa appartenere a un luogo?

📍 Centro Visite Bosco Fontana, Cerisola 🎬 Mercoledì 26 agosto, “Il vento fa il suo giro” 🎬 Venerdì 28 agosto, “Sadpara” 🕣 Ore 20.30 🎟️ Ingresso libero

📞 Info: 349 3549670

Indirizzo

Via Marrè 75a
Borzonasca
16041

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