13/06/2026
Le parole e il silenzio
Fa piacere leggere le parole del Sindaco del Comune di Bovalino Vincenzo Maesano quando richiama l'orgoglio di appartenere a una comunità «onesta e laboriosa», ricca di cultura, bellezze naturali, solidarietà, libertà, giustizia sociale e legalità. Sono parole nelle quali ogni bovalinese può riconoscersi e che meritano di essere condivise.
Proprio per questo, però, non possiamo non ricordare che non molto tempo fa Bovalino è stata descritta pubblicamente, in termini ben più pesanti e mortificanti, con espressioni che rischiavano di identificare un'intera comunità con le sue pagine più oscure. In quell'occasione non si registrarono interventi altrettanto tempestivi, né la stessa ferma esigenza di prendere le distanze da una rappresentazione così ingiusta del nostro paese.
Siamo certi che, tanto allora quanto oggi, nelle intenzioni di chi ha espresso quelle considerazioni non vi fosse alcuna volontà di denigrare Bovalino. La questione non riguarda le persone, ma le parole e il loro peso. Perché, al di là delle intenzioni, esistono espressioni che possono finire per restituire all'esterno un'immagine parziale, ingiusta o mortificante di una comunità che è molto più grande e più ricca delle sue criticità.
Non si tratta di riaprire vecchie polemiche, ma di riflettere sul valore della coerenza. Difendere l'immagine di Bovalino è giusto. Difenderla sempre è ancora più giusto.
Perché la dignità di una comunità, caro Sindaco, non dipende da chi pronuncia determinate parole. Non può esserci un'indignazione per alcune affermazioni e una comprensione silenziosa per altre.
I principi acquistano forza quando valgono per tutti, senza eccezioni, senza convenienze e senza appartenenze. La loro vera forza sta nel riconoscerli sempre, anche quando conducono a conclusioni meno comode. È proprio in quel momento che la difesa di una comunità smette di essere una scontata reazione e diventa una testimonianza autentica di rispetto verso il paese che si rappresenta.
SiAmo Bovalino