08/03/2023
Il Mediterraneo bagna alcunə tra allegrie e amori consumati sotto il sole mentre annega altrə, inghiottendolə per sempre o restituendolə pallidə e galleggiantə tra urla e pianti che non riusciamo a- o non vogliamo- tradurre.
I media e la politica li chiamano “migranti” o “clandestini”, facendo molta attenzione ad evitare la parola “persone”, abituandoci al disinteresse e l’alterità, inscrivendo in loro la tragedia, destino inevitabile e sopportabile per quei corpi che quando non finiscono in fondo al mare, sono torturati nei CPR o sfruttati nelle campagne o ignorati nelle strade.
Ora si parla di bloccare le partenze, come se qualsiasi governo potesse mai essere più forte della Fame o della Morte. Ennesima espressione del tracotante ego occidentale, che continua a guardare il resto del mondo come discarica o miniera gratuita e ad ignorare la storia quando bussa alla sua porta, sperando affondi con i figli della stessa. Anzi, non spera ma paga, con soldi di noi tutti, inclusi di coloro che riescono a scampare al progetto necrofilo dell’immigrazione. Paga estorsioni, stupri, sevizie ed angherie che la stessa ONU ha definito come paragonabili a quelle di un lager.
La nostra indignazione non può essere selettiva, non possiamo piangere le ingiustizie a stelle e strisce ed ignorare il cimitero in cui ci bagniamo ogni estate.
La nostra indignazione non può essere paternalista e superficiale, non possiamo continuare ad ignorare le cause storiche e contemporanee di questo fenomeno.
La nostra indignazione non può essere silenziosa, altrimenti non è nulla di più di una smorfia.
La nostra indignazione non può essere stantia, è necessaria una riflessione pubblica e collettiva al riguardo ed è fondamentale che questa includa più arti, scienze, conoscenze e prospettive possibili.
Sabato 11 vuole essere un momento dedicato alla costruzione di questa riflessione, quindi porta la tua idea, il tuo strumento, il tuo corpo, la tua arte, il tuo sapere e la tua storia.
Solo urlando in coro possiamo dimostrare che QUESTO SANGUE NON È IN NOME NOSTRO.
NESSUNO È ILLEGALE, solo questo Governo che contravviene al diritto internazionale con le sue politiche disumane.