23/08/2026
⏳ PILLOLE DI SUPERVISIONE
🎷 L’assistente sociale come suonatore jazz
Sil-via Caffu mi ha avviato sulla strada di questa metafora
🎺 Il lavoro sociale assomiglia molto al jazz.
Chi suona jazz conosce la musica, padroneggia il proprio strumento, studia le armonie e il ritmo. Ma quando comincia a suonare sa che non tutto può essere scritto in anticipo.
🎻 Deve ascoltare gli altri musicisti, cogliere ciò che accade, adattarsi, improvvisare e trovare una risposta nuova senza perdere il senso complessivo del brano.
Anche l’assistente sociale possiede uno spartito: norme, procedure, metodo professionale, strumenti di valutazione, mandato istituzionale e Codice deontologico.
Ma le persone non sono spartiti da eseguire.
📣 La realtà arriva spesso con un ritmo diverso da quello previsto. Un progetto cambia, emerge un bisogno inatteso, una famiglia non risponde come immaginavamo, una risorsa viene meno, un servizio non è disponibile.
✔ Ed è qui che serve la capacità di improvvisare professionalmente.
Improvvisare non significa fare ciò che capita.
Il buon musicista jazz può permettersi di improvvisare proprio perché conosce profondamente il proprio strumento. Allo stesso modo, la creatività dell'assistente sociale nasce dalla competenza: conoscere le regole permette di muoversi dentro la complessità senza perdere direzione.
🧭 E poi c'è l'ascolto.
Nel jazz non puoi suonare pensando soltanto alla tua parte. Devi sentire quello che stanno facendo gli altri, lasciare spazio, entrare quando serve e qualche volta sapere anche stare in silenzio.
✔ Nel lavoro sociale accade lo stesso.
Ci sono la persona, la famiglia, i colleghi, i servizi, la comunità, le istituzioni. Ognuno porta il proprio suono. Il compito dell'assistente sociale non è necessariamente far suonare tutti allo stesso modo, ma provare a costruire un'armonia possibile tra strumenti differenti.
E qualche volta una nota stonata non significa che abbiamo sbagliato tutto.
Significa semplicemente che dobbiamo ascoltare di nuovo e trovare un'altra strada per continuare a suonare.
🗣 Perché nel lavoro sociale, come nel jazz, la competenza ci dà lo spartito. Ma è nell'ascolto che nasce la musica anche in supervisione.