Bi.Fi. - Studio professionale di servizio sociale e sociologia

Bi.Fi. - Studio professionale di servizio sociale e sociologia Lo studio BiFi è stato fondato a giugno del 2004, da Elisabetta Bianchi e Simonetta Filippini, Sociologhe e Assistenti sociali specialiste.

Lo studio BiFi è stato fondato a giugno del 2004. Fondatrici sono Elisabetta Bianchi e Simonetta Filippini. Sociologhe e Assistenti sociali specialiste, entrambe si occupano da anni di promuovere una cultura del lavoro sociale caratterizzata per l’attenzione alle relazioni tra le persone, ai cambiamenti ed alle potenzialità.

20/06/2026

Si è tenuto oggi, presso la Sala Gregorianum di Milano, il convegno organizzato dal Croas Lombardia dal titolo “Un LEPS, un servizio, una sfida comune:…

20/06/2026

🚨 C’è tempo fino al 31 luglio per usufruire dello sconto per l’iscrizione al corso: “Il conflitto nelle équipe multidisciplinari e di lavoro. Il conflitto come risorsa”.

🎯 Dedicato a supervisori, responsabili e coordinatori di équipe multidisciplinari dei servizi pubblici e privati del settore sociale, sanitario e sociosanitario, la formazione ha il via il 23 settembre e prevede 29 ore di lezione, di cui 14 in presenza a Roma tenute da Silvana Mordeglia, presidente Fnas e docente presso l’Università di Genova; Graziella Nugnes founder e direzione master in “Counseling organizzativo con l’Università degli Studi di Brescia e Fondazione aifos ; Margherita Dozzi, sociologa specializzata in sociologia del lavoro e delle organizzazioni.

✔ Il costo del corso è di 590 euro, 200 dei quali vanno versati al momento dell’iscrizione e il resto può essere suddiviso in tre rate.
✅ Per chi, come abbiamo detto, si iscrive entro le 16 del 31 luglio il costo scende a 540 euro: 200 all’iscrizione e il resto in tre rate.

⚠ Le iscrizioni scadono il 20 settembre:
https://tinyurl.com/4amstytn

20/06/2026

Lettura precoce dei segnali di fragilità, valutazione del contesto di vita della persona, connessione tra servizi, comunità e risorse informali, tutela dell’accesso equo ai diritti, soprattutto nei territori caratterizzati da marginalità sociale, isolamento geografico o bassa disponibilità di servizi.

Il , con la consigliera delegata e tesoriera Mariella Spoto, ha partecipato alla riunione del Comitato Interministeriale per le Politiche in favore degli Anziani - voluto dalla vice ministra Maria Teresa Bellucci - per portare le proposte da inserire nel “Piano Nazionale per l’Invecchiamento Attivo, Inclusione Sociale e Prevenzione della Fragilità”.

“Abbiamo ripetuto più volte e in tante occasioni pubbliche che la figura dell’assistente sociale deve essere presente in numero adeguato nelle équipe multidimensionali e nel management del settore pubblico e privato – dice Spoto – Torniamo a ribadirlo nei documenti di indirizzo, perché questo si realizzi davvero e porti risultati tangibili nella vita delle persone. La realizzazione di questa premessa è condizione necessaria se vogliamo davvero che il futuro Piano funzioni”.

Coerentemente con le quattro direzioni indicate, il Cnoas ha sottoposto alla valutazione del C**A queste priorità di intervento:

✔ rafforzamento della presenza del servizio sociale professionale nei territori e nelle équipe multidimensionali con particolare riguardo alle dimissioni protette e alla presa in carico precoce della fragilità, negli ospedali, nelle COT e nelle Case della Comunità.

✔ Sostegno all’invecchiamento attivo con la valorizzazione del ruolo dell’assistente sociale nel lavoro di comunità nel mappare reti informali, promuovere patti di vicinato, orti sociali, iniziative intergenerazionali e alfabetizzazione digitale delle persone anziane.

✔ Investimento strutturato su formazione e competenze anche mediante percorsi di specializzazione e qualificazione professionale su violenza e maltrattamento degli anziani, carico dei caregiver e gerontologia sociale.

✔ Sviluppo di un sistema informativo integrato salute-sociale con l’integrazione tra fascicolo sanitario e cartella sociale, in modo da consentire condivisione tempestiva delle informazioni utili alla presa in carico, soprattutto in seguito a dimissioni ospedaliere e peggioramenti improvvisi delle condizioni di salute.

“La riuscita del Piano – ribadisce la consigliera - dipenderà in misura decisiva dalla capacità di tradurre l’impianto normativo in azioni territoriali effettive, misurabili e uniformemente accessibili. Terminata la redazione del piano – conclude – saremo impegnati a diffonderlo attraverso la rete dei Consigli regionali dislocati nei capoluoghi delle 19 regioni italiane e a tutta la comunità professionale. Sperando che le norme non restino sulla carta e che all’evoluzione demografica del Paese seguano gli interventi necessari”.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

15/06/2026
15/06/2026

“Parlare di care leavers oggi significa parlare di giovani che hanno attraversato percorsi di tutela e accoglienza e che, raggiunta la maggiore età, si trovano improvvisamente ad affrontare il delicato passaggio verso l’autonomia.

Un passaggio che, per molti ragazzi, coincide con un momento di forte vulnerabilità e che spesso avviene senza reti familiari solide, senza punti di riferimento stabili e con poche risorse economiche e relazionali”.

La consigliera nazionale, Valentina Prisciandaro, è intervenuta, in collegamento, all’importante evento formativo organizzato dal Consiglio Regionale Ordine Assistenti Sociali Umbria con Agevolando, Care Leavers network con il patrocinio dell’Ordine nazionale e del Comune di Perugia .

L'iniziativa: “Tempi Compr(om)essi ha puntato alla condivisione e al confronto sul tema dei care leavers - coinvolgendo operatori, istituzioni e ragazzi – ed è accompagnata da una mostra fotografica che resta aperta gratuitamente presso la casa dell’Associazionismo di Perugia.

“Negli ultimi anni il Cnoas ha consolidato un dialogo costante sia con i ministeri attraverso la partecipazione agli osservatori nazionali e la sottoscrizione di protocolli d’intesa, che con l’associazione Agevolando, realtà che da anni affianca i care leavers nella costruzione del proprio futuro – ha ricordato Prisciandaro - La collaborazione con Agevolando ha rappresentato un’esperienza estremamente significativa, perché ha consentito di mettere al centro la voce vera di ragazze e ragazzi”.

La consigliera nazionale ha sottolineato come questi momenti di confronto, ricerca e formazione abbiano consentito ad ogni assistente sociale di ascoltare i giovani che hanno vissuto in prima persona il sistema di tutela e riflettere, anche in modo critico, sulle pratiche professionali.

“Ascoltare ci ha permesso di comprendere davvero non soltanto ciò che funziona, ma anche le fragilità, le contraddizioni e le difficoltà che spesso il sistema produce. La presidente Barbara Rosina, partecipando al Care leavers day di Torino, ha ricordato come siano trascorsi 10 anni dalle prime esperienze territoriali e dall’avvio di una stretta collaborazione con il Care Leavers network che ha contribuito a una maggiore consapevolezza del ruolo del servizio sociale e dell’importanza dell’ascolto diretto dei giovani”.

Lo scorso anno l’Ordine ha partecipato alla terza Conferenza nazionale del Care Leavers Network, durante la quale sono state presentate le Raccomandazioni elaborate dai care leavers stessi, che sono state successivamente condivise con i consigli territoriali per riflettere assieme su quanto richiesto dai ragazzi.

“Tra i messaggi più forti emersi dalle Raccomandazioni - ha aggiunto - vi è proprio il diritto ad essere ascoltati. Non semplicemente “sentiti”, ma ascoltati davvero. I ragazzi chiedono ascolto autentico, tempo, presenza, continuità, coerenza. E poi, partecipazione e continuità. Le Raccomandazioni dei care leavers ci consegnano una sfida chiara: trasformare la tutela in autonomia reale. Siamo impegnate e impegnati a non deludere”.

15/06/2026

C’è il Consiglio Nazionale Forense e c’è il Consiglio Nazionale Ordine Dei Giornalisti. Ci sarebbe anche la Rai, ma abbiamo già scritto al Dg, al direttore di rete, al responsabile delle fiction per altre vicende e hanno fatto finta di niente.

Dopo la trasmissione televisiva dello scorso 9 giugno durante la quale un’avvocata famosa ha insultato 48mila assistenti sociali senza che il conduttore - famoso anche lui - si dissociasse o intervenisse, sono partite due lettere per il CNF e il CNOG.

Consigli degli ordini di avvocati e giornalisti con i quali, nel tempo, abbiamo sottoscritto protocolli per il reciproco rispetto e per la corretta informazione. Rispetto e corretta informazione che non colpiscono soltanto noi come professionisti, ma ricadono sulle persone di cui ci occupiamo minando la fiducia nel servizio sociale.

Il comportamento dell’avvocata e del giornalista è in linea con il Codice deontologico delle due professioni?
Intendono gli Ordini prendere provvedimenti e/o dissociarsene pubblicamente?
Vedremo!

08/06/2026

"La tratta di esseri umani e il grave sfruttamento" é il titolo del webinar organizzato dal Cnoas, dal Dipartimento per le pari opportunità - Presidenza del Consiglio dei Ministri e Fnas - Fondazione nazionale Assistenti sociali per venerdì, 12 giugno dalle 14,30 alle 17,30.

🔗 Qui per l'iscrizione:
https://eu01web.zoom.us/webinar/register/WN_kN-OhvHsQ0aHLNdd_nPlpA #/registration

✅ ll webinar si colloca nell'ambito del protocollo che l'Ordine ha sottoscritto con il Dipartimento alla fine dello scorso anno e che alleghiamo qui:https://cnoas.org/wp-content/uploads/2026/06/Protocollo-dintesa-tra-Dipartimento-per-le-pari-opportunita-e-CNOAS.pdf

Le consigliere referenti del Protocollo sono: Laura Paradiso , Sissj Flavia Pirozzi e Francesca Carmela Longobardi.

Il webinar è riconosciuto per la formazione continua degli assistenti sociali, ma a causa dei lavori di messa a punto della piattaforma del Consiglio Nazionale, l’ID al momento non è disponibile e non potranno essere ancora caricate le presenze.

Scusandoci per il disagio, ricordiamo che i crediti saranno quindi visibili in area riservata agli aventi diritto (cioè chi ha frequentato almeno l’80% della durata formativa dell’evento), solo quando il sistema sarà tornato pienamente operativo.

Sissj F. Pirozzi Francesca Longobardi

07/06/2026

Torniamo sulla bimba uccisa a Bordighera: “Si deve cogliere il malessere in tempo, cruciale il ruolo della formazione” dice Mirella Silvani, vicepresidente nazionale dell’ Ordine assistenti sociali: “Non serve attribuire colpe. Non ha funzionato l’intero sistema, dalla comunità alle istituzioni. Bisogna evitare che tutto questo si ripeta”.

Un articolo dettagliato sull’online de Il Secolo XIX, ieri e uno più breve sull’edizione cartacea di oggi che ha lasciato spazio agli interrogatori di ieri alla mamma della piccola Beatrice e al suo compagno – entrambi in arresto – che non ha parlato.

riassume la vicenda, dà le informazioni necessarie – per esempio riporta la dichiarazione dell’avvocato del padre della bimba che conferma ‘la famiglia di Beatrice non era stata segnalata ai servizi sociali per questioni legate al maltrattamento e alla violenza’ - e poi dà spazio alla vicepresidente Cnoas.

I bambini lanciano dei segnali, spiega Silvani, ma “A volte non sono immediatamente leggibili, ci vogliono competenze per decifrarli. Occorre quindi formare di più chi è a contatto con loro. Poi bisogna rinforzare la fiducia nei confronti degli assistenti sociali. Ed è un compito primario che dovrebbe partire dalle istituzioni. Il rapporto di fiducia è stato compromesso da anni di narrazioni deformanti in cui i professionisti sono stati disegnati come persecutori, invasivi, arbitrari, mossi da poteri oscuri, incompetenti”.

La vicepresidente dell’Ordine ricorda che il ruolo dell’assistente sociale è, insieme a psicologi, ed educatori, quello di proteggere bambine, bambini e adolescenti e aiutare le famiglie: “Se nessuno se ne occupa, chi vive situazioni di difficoltà difficilmente riesce a uscirne. Se manca l’intervento di un esterno, come un parente, un vicino, un amico, la scuola, rimane solo l’isolamento. Noi, se chiamati, interveniamo e valutiamo ogni caso per quello che è. Ci si deve mettere in ascolto e fare in modo che chi si è rivolto a noi riceva il giusto sostegno e affiancamento”.
“Quando succedono fatti gravi come questo – conclude Silvani - veniamo accusati o di non esserci mai stati o, al contrario, di essere stati troppo intrusivi. E’ l’effetto di una comunicazione propagandistica e strumentale che dobbiamo smontare. Sono tantissime le persone che grazie al nostro aiuto hanno superato problemi. Questo è il racconto che dovrebbe uscire”.

📌LEGGI L’ARTICOLO
https://www.ilsecoloxix.it/imperia/2026/06/03/news/bimba_bordighera_analisi_assistenti_sociali-15645975/

07/06/2026

Il Consiglio nazionale è a Catania, dove ha patrocinato la Conferenza Italiana sulla Ricerca di Servizio Sociale (CIRSS) dedicata, quest’anno, alla professoressa Marilena Dellavalle, scomparsa recentemente, assistente sociale, docente universitaria e studiosa che ha segnato profondamente lo sviluppo del servizio sociale italiano e della sua cultura scientifica. Ieri la cerimonia d’inaugurazione durante la quale ha preso la parola la presidente nazionale, oggi la partecipazione al simposio organizzato insieme a Fnas - Fondazione nazionale Assistenti sociali e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla .

“La ricerca di servizio sociale in questi ultimi 10 anni ha fatto tantissima strada – ha detto Barbara Rosina – e parallelamente tanta strada l’abbiamo fatta anche noi. La ricerca è fondamentale perchè ci fa alzare la testa dalla quotidianità, ci fa posare lo sguardo su quello che è la nostra professione e sui fenomeni di cui ci occupiamo, ci aiuta ad essere più competenti, trasforma le nostre intuizioni in approfondimenti e indagini che attraverso il contributo di tanti colleghi e colleghe strutturati in università, professionisti che conoscono bene la disciplina di servizio sociale, possono fornirci dati e indicazioni corretti dal punto di vista metodologico, ci fornisce gli strumenti per comprendere e migliorare il mondo che ci circonda”.

Tanti gli applausi che hanno interrotto il breve intervento all’inaugurazione della Conferenza durante il quale la presidente Rosina ha richiamato chi era presente e chi era collegato online alla responsabilità: “La nostra è una professione fondamentale per il benessere soprattutto delle persone più fragili e meno difese – ha detto - Rifiutiamo generalizzazioni e attacchi interessati, ma tutti sbagliano e possiamo sbagliare anche noi. Se succede dobbiamo dircelo e non abbassare lo sguardo, perché ogni errore che facciamo è un errore di troppo”.

Oggi la Presidente Rosina ha moderato il simposio sulla Supervisione: “La supervisione non è un controllo su di noi – ha detto – ma uno strumento di crescita professionale, tutela il nostro benessere e ci aiuta ad essere migliori nel nostro impegno verso le persone e le comunità. Il percorso avviato quattro anni fa con l'introduzione del LEPS supervisione, ha già prodotto risultati importanti, ma rappresenta solo una tappa di un cambiamento più ampio che richiede continuità, investimenti e responsabilità condivise.

Per questo continueremo a lavorare al fianco del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Fondazione Nazionale degli Assistenti Sociali, affinché la supervisione e la qualità professionale diventino patrimonio stabile del sistema dei servizi. Perché ogni cittadina e ogni cittadino ha diritto a incontrare professionisti preparati e organizzazioni capaci di accompagnare con competenza, rispetto e attenzione ogni percorso di aiuto”.

La conferenza si concluderà domani.


Società Italiana di Servizio Sociale

Indirizzo

Via Garzetta, 20
Brescia
25133

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