22/07/2026
PLD BOLOGNA: "LEPORE? PIÙ CAPO DI UNA PARTE POLITICA CHE SINDACO DI TUTTI"
Fenomenologia di un sindaco divisivo.
Salvatore Puzzo, Segretario Provinciale PLD di Bologna: «Un sindaco ha certamente il diritto di avere idee politiche. Ma ha anche il dovere di rappresentare l'intera comunità, non soltanto la parte che lo ha eletto. Purtroppo Matteo Lepore, in questi anni, ha dato troppo spesso l'impressione di interpretare il proprio ruolo più come capo di una parte politica che come sindaco di tutti i bolognesi.»
È quanto dichiara il Segretario del Partito Liberaldemocratico di Bologna, che denuncia una gestione dell'amministrazione comunale sempre più caratterizzata da scelte divisive e da un approccio ideologico ai problemi della città.
«La proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, figura che divide profondamente l'opinione pubblica per le sue posizioni sul conflitto israelo-palestinese, e il conferimento della Turrita d'Oro al sindaco di New York, Zohran Mamdani, sono esempi evidenti di come il prestigio delle istituzioni cittadine venga spesso utilizzato per trasmettere messaggi politici piuttosto che per valorizzare Bologna e ciò che unisce i suoi cittadini.»
Secondo il PLD, lo stesso approccio emerge dalla scelta di esporre sulla facciata di Palazzo d'Accursio lo striscione "FERMATE IL GOVERNO DI ISRAELE – SAVE GAZA".
«Un Comune dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, anche quando affronta temi internazionali particolarmente delicati. Colpisce invece una comunicazione istituzionale che individua un solo responsabile del conflitto, senza ricordare che la guerra è stata preceduta dal massacro del 7 ottobre 2023 compiuto da Hamas. Così come colpisce che non sia mai comparso uno striscione analogo di condanna dell'aggressione russa all'Ucraina.»
Il PLD critica anche il metodo con cui sono state assunte alcune delle principali decisioni dell'amministrazione Lepore.
«La Città 30, il tram e più in generale le politiche sulla mobilità ed urbanidtiche sono state spesso presentate come verità indiscutibili, trasformando il confronto democratico in una contrapposizione ideologica. Nessuno mette in discussione la giustezza o meno di incentivare il trasporto pubblico o di promuovere una mobilità più sostenibile. Ma una cosa è governare una transizione, un'altra è trasformare l'automobile privata nel simbolo di tutto ciò che è sbagliato e considerare ogni osservazione critica come una forma di resistenza al progresso.»
Per il Partito Liberaldemocratico una grande città non si amministra attraverso dogmi, ma attraverso il dialogo.
«Chi governa dovrebbe convincere, non catechizzare; ascoltare, non semplicemente comunicare decisioni già prese. Le amministrazioni migliori sono quelle che costruiscono consenso, non quelle che alimentano contrapposizioni permanenti.»
Il PLD esprime inoltre forte preoccupazione per la gestione istituzionale della recente vicenda della morte del cittadino di origine marocchina mentre si trovava ammanettato e in custodia dello Stato.
«Convocare una manifestazione pubblica quando le indagini erano appena iniziate ha dato a molti cittadini l'impressione che le responsabilità fossero già state attribuite agli agenti di polizia. Una scelta che riteniamo imprudente e irresponsabile e che, come purtroppo era prevedibile, ha contribuito ad alimentare un clima di forte tensione sfociato in scontri, devastazioni e nel ferimento di numerosi appartenenti alle Forze dell'Ordine.»
«Bologna ha bisogno di un sindaco capace di unire, di ascoltare e di rappresentare tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro idee politiche.
La fascia tricolore non è il simbolo di una parte: è il simbolo dell'intera comunità.
È questa la differenza tra un sindaco e il capo di una parte politica. Ed è una differenza che, troppo spesso, in questi anni è sembrata ve**re meno.»