06/07/2026
𝐋'𝐈𝐋𝐋𝐔𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐃𝐄𝐂𝐑𝐄𝐓𝐎 "𝐒𝐈𝐂𝐔𝐑𝐄𝐙𝐙𝐀": 𝐑𝐄𝐆𝐎𝐋𝐄 𝐀𝐒𝐅𝐈𝐒𝐒𝐈𝐀𝐍𝐓𝐈 𝐏𝐄𝐑 𝐆𝐋𝐈 𝐎𝐍𝐄𝐒𝐓𝐈, 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐃𝐄 𝐋𝐈𝐁𝐄𝐑𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐈 𝐂𝐑𝐈𝐌𝐈𝐍𝐀𝐋𝐈.
È ormai sotto gli occhi di tutti il totale fallimento dell'ennesimo provvedimento di facciata. Il cosiddetto 𝐃𝐞𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐒𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚, con la sua 𝐬𝐛𝐚𝐧𝐝𝐢𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢, sta naufragando miseramente davanti alla dura realtà dei fatti.
A chi ha complicato la vita questa norma? Esclusivamente a chi si muove nella legalità. Cittadini perbene, lavoratori, appassionati di outdoor, escursionisti e chiunque utilizzi un semplice strumento da taglio per motivi leciti, professionali o sportivi, oggi rischiano sanzioni penali sproporzionate e la rovina personale per una dimenticanza o per un'interpretazione rigida della legge. La burocrazia punisce chi è facilmente tracciabile, chi rispetta le regole e compila i moduli.
𝐍𝐞𝐥 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢, 𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐞̀ 𝐝𝐞𝐬𝐨𝐥𝐚𝐧𝐭𝐞. 𝐍𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚 𝐡𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧'𝐢𝐦𝐩𝐞𝐧𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐫𝐢𝐬𝐬𝐞, 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐨𝐦𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢.
E allora la domanda sorge spontanea: dove sono i controlli?
𝐋𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐠𝐢𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐚𝐦𝐚 𝐢𝐧 𝐭𝐚𝐬𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐧𝐪𝐮𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐞𝐦𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐥'𝐢𝐧𝐚𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐚. Sa perfettamente che i controlli nelle zone calde, nelle stazioni, nelle piazze dello spaccio e nei quartieri degradati sono fin troppo blandi, se non inesistenti. Chi delinque di professione scommette sull'impunità di fatto, forte di un territorio non presidiato a sufficienza.
È l'eterno paradosso italiano: si stringono le maglie della burocrazia per dare l'impressione di fare qualcosa, colpendo chi è già nella legalità, mentre chi vive fuori dalle regole continua a fare ciò che vuole. La vera sicurezza non si fa disarmando i cittadini onesti nei boschi o nei furgoni da lavoro, ma riprendendosi il controllo delle strade.