Sinistra Unita bressese

Sinistra Unita bressese soggetto politico promosso che aggrega tutte quelle persone che si riconoscono nei valori della sini A Bresso la SINISTRA UNITA è già una realtà.

Da oltre cinque anni abbiamo avviato un percorso unitario, costruito dal basso che ci ha visti protagonisti dentro l’amministrazione di centrosinistra e sul territorio di Bresso.

• Se si parla di lavoro, la Sinistra dice, in maniera chiara e netta, che il valore e la dignità del lavoro è prevalente rispetto al “valore del mercato”.
• Se si parla di politica fiscale, la Sinistra ha in mente un mod

ello di imposizione progressiva basato sulle ricchezze reali, sulle rendite e sui patrimoni, dove chi ha di più deve pagare di più.
• Se si parla di popoli migranti, la Sinistra ha a cuore la sofferenza del migrante nello spirito di solidarietà tra gli uomini e deve promuovere azioni per una integrazione sociale reale.
• Se si parla di tutela dell’ambiente, la Sinistra dice che bisogna fermarsi e ripensare un sistema di vita e un modello di sviluppo diverso e compatibile, prima che il consumo delle risorse della Terra arrivi al punto di non ritorno.
• Se si parla di welfare locale la Sinistra sostiene che oggi più che mai, in questa fase di crisi, è necessario potenziare e garantire i servizi essenziali per sostenere i più deboli affinchè nessuno venga lasciato indietro.

30/04/2026

COMUNICATO: Metrotranvia Milano-Seregno: basta rinvii, basta alibi. L’opera va completata, non azzoppata.

In questi giorni il dibattito sulla metrotranvia Milano-Seregno è tornato al centro dell’attenzione pubblica, a seguito dell’aumento dei costi necessari per completare l’opera. Ieri, 29/4/2026 se ne è parlato anche in Consiglio Comunale.
Il sindaco di Bresso ha lanciato l’allarme sulla mancata copertura di 120 milioni di euro, sostenendo che tali risorse non debbano gravare sul bilancio comunale e indicando Città Metropolitana come principale responsabile dei ritardi. Ricordiamo che città metropolitana ha già stanziato 13 milioni per coprire i rincari gravanti sui comuni, mentre risulta non pervenuta Regione Lombardia, come anche un serio impegno del ministero dei trasporti a guida Salvini. La maggioranza del Sindaco ha chiesto ieri in Consiglio Comunale che, in caso di mancata copertura degli extracosti, si consideri una modifica sostanziale del progetto: la limitazione della tratta a Calderara o, addirittura, la trasformazione dell’intero percorso con binario unico.

Riteniamo questa impostazione profondamente sbagliata. La metrotranvia Milano-Seregno non può essere ridotta, mutilata o trasformata in un’opera dimezzata. Deve essere completata secondo il progetto originario, da Milano a Seregno, perché solo così potrà rispondere davvero ai bisogni di mobilità dei cittadini, dei lavoratori, degli studenti e dei territori attraversati.

Il Comune di Desio ha già espresso con chiarezza questa posizione, chiedendo che Ministero delle Infrastrutture e Città Metropolitana garantiscano le risorse necessarie per ultimare l’opera. È questa la strada corretta: non riaprire ogni volta la discussione sul progetto, ma trovare le coperture per concluderlo.

Va ricordato che i ritardi accumulati in questi anni non sono stati dovuti soltanto a questioni tecniche o finanziarie. Hanno pesato anche resistenze politiche e amministrative di alcuni Comuni, tra i quali Bresso, che hanno contribuito ad allungare i tempi, ad aumentare i costi e a prolungare i disagi per i cittadini. Questa amministrazione ha indugiato per anni, almeno dal 2020 in poi. In questi anni, ovvero prima dell’inizio ufficiale dei lavori, i prezzi di laterizi, inerti e ferro sono aumentati del 30%, come testimoniano i dati ISTAT o la camera di Commercio. Non va inoltre tralasciato il ritardo con il quale sono state cedute le aree pubbliche per l’avvio dei cantieri. Facciamo, inoltre, rilevare che il progetto della metrotranvia risale alla decisione della giunta leghista del Sindaco di Milano, Gabriele Albertini, che ha costruito la tratta fino al Parco Nord, con il consenso della Regione Lombardia, di Città Metropolitana e del Ministero. Ricordiamo anche che fu il Sindaco milanese Marco Formentini a spostare il progetto di M3 dall’asse centro-nord via Niguarda all’asse nord-ovest via Affori, penalizzando la nostra città.

Oggi, però, non serve cercare nuovi colpevoli. Serve assumersi responsabilità. La proposta di ridurre la metrotranvia a un solo binario è inaccettabile. Non sarebbe una soluzione, ma un nuovo problema: ridurrebbe la frequenza del servizio, creerebbe difficoltà tecniche di gestione, comporterebbe una revisione profonda del progetto e potrebbe determinare nuovi appalti, nuovi costi, nuovi ritardi e cantieri aperti ancora per anni. Inoltre, si ridurrebbe l’attrattività e il coefficiente d’impatto per riuscire a portare nel prossimo futuro altre opere di trasporto pubblico in città.

Nella riunione convocata da Città Metropolitana il 14 aprile con i Sindaci interessati, è stato ribadito che l’opera deve essere completata secondo il progetto iniziale. Le risorse per coprire gli extracosti dovranno essere trovate attraverso un’assunzione condivisa di responsabilità: Ministero, Regione Lombardia, Città Metropolitana e Comuni, ciascuno per la propria parte.
Minacciare oggi di non contribuire significa soltanto rischiare un ulteriore blocco dell’opera, con possibili penali e con costi che, alla fine, ricadrebbero comunque sui cittadini.
Per questo chiediamo al Sindaco e all’Amministrazione comunale di Bresso un cambio di passo: meno propaganda, più collaborazione istituzionale; meno annunci sui social, più lavoro concreto ai tavoli dove si decide il futuro della città.

La campagna elettorale può attendere. I cittadini no. La metrotranvia va completata. Bresso non ha bisogno di altri cantieri infiniti, ma di collegamenti efficienti, scelte responsabili e istituzioni capaci di lavorare insieme.

Sinistra Unita bressese Insieme per Bresso e il Parco Nord - Lista Civica civico - Partito Democratico Bresso

23/03/2026

Allo scadere di questa campagna referendaria, voglio ringraziare quanti si sono spesi per far comprendere il vero fine di questa riforma: non la separazione delle carriere (che poteva realizzarsi con legge ordinaria), non una magistratura libera dalle correnti (che il sorteggio non garantisce), men che meno processi più giusti e più brevi, ma una giustizia prona al governo e in linea con i suoi obiettivi politici. Come del resto più volte "confessato" dalla Presidente del Consiglio, dal Ministro Nordio e da vari esponenti della maggioranza con parole inequivoche:"togliere di mezzo la magistratura". Un obiettivo di rara violenza antidemocratica che –unito alle altre riforme già varate dal governo volte a proteggere i potenti a scapito dei cittadini comuni, alla già preannunciata legge elettorale ipermaggioritaria, al premierato (il prossimo da neutralizzare è il Presidente della Repubblica) – mira a trasformare la nostra democrazia pluralista, fondata sulla separazione dei poteri, in una "democratura assolutista", costruita sulla concentrazione dei poteri in capo alla donna o all'uomo solo al comando.
Non passeranno. Perché c'è un solo sovrano nella nostra democrazia costituzionale, e non è il governo, men che meno il Presidente del Consiglio, ma il popolo italiano.
E' a quel popolo che faccio appello, perché prenda in mano la sua sovranità e si rechi alle urne per votare in massa NO alla deforma della giustizia.
Votiamo per noi e per la nostra Costituzione: non l'hanno votata, non l'hanno mai sopportata, non consentiamogli di stravolgerla. Né oggi, né domani, né mai.
Buon voto a tutte e a tutti 🌹

22/03/2026

Caro Sig. Sindaco Cairo, sapevamo che fosse un sindaco di parte, ma non pensavamo in maniera così manifesta. Un Sindaco quando viene eletto rappresenta tutte le forze presenti in CC espressione di tutti i cittadini di Bresso. Mentre lei, l'altra sera ha portato i suoi saluti istituzionali solo ad una parte di cittadini che hanno promosso la campagna referendaria per il comitato del Si. Non può neppure giustificarsi per la presenza di altre personalità istituzionali, poiché all'assemblea del Comitato No Aeroporto, nonostante presenze istituzionali trasversali, Lei non si e' visto!

Si è costituito il  “Comitato per il NO al Referendum Giustizia”. Aderenti: Anpi, Acli Circolo Grandi, Arci Guernica, Sp...
06/02/2026

Si è costituito il “Comitato per il NO al Referendum Giustizia”. Aderenti: Anpi, Acli Circolo Grandi, Arci Guernica, Spi Cgil, Cgil zona nord, Auser, AVS, Sinistra Unita e Pd.
Stiamo programmando a breve una serata preceduta da un volantinaggio
Chiediamo un aiuto a chiunque voglia o possa darci una mano .
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.
Grazie a tutt*

31/01/2026

Ieri sera l'assemblea su No aeroporto commerciale è stata molto partecipata, al punto che una trentina di persone non sono potute entrare perché è stato superato il numero di sicurezza di 250 presenze. Molte le presenze di rilievo, assessori e consiglieri regionali e parlamentari di tutti gli schieramenti ed in modo trasversale. Unica nota stonata e pertanto, scandalosa, l'assenza del Sindaco di Bresso e della sua amministrazione. Già la sua assenza si era notata al presidio del 23 novembre, quando aveva detto che era dovuto andare in montagna per raccogliere i funghi. In ogni caso, i cittadini hanno preso nota. La battaglia sarà lunga e come ha detto qualcuno nel suo intervento non c'è da fidarsi di Enac, nonostante i comunicati stampa rassicuranti. Noi non molleremo la presa perché il Parco ed i cittadini di Bresso vogliono essere tutelati, da inquinamento ambientale ed acustico nonché dalla sicurezza da incidenti. Ieri sera è stata vinta una battaglia di consenso attorno alla causa che deve far riflettere chi persegue un obiettivo non condiviso dai cittadini di tutto il Nord Milano.

26/11/2025
19/11/2025

📌 Il Ministero di Valditara è sommerso di ricorsi e carte bollate. Rimane infatti solo questa strada a migliaia di lavoratrici e lavoratori della scuola, soprattutto precari, per vedere rispettati i propri diritti.
Valditara si ostina a non applicare sentenze nazionali e norme europee che impongono pari trattamento tra personale precario e personale di ruolo.

Questo significa: niente carta docente per i supplenti, stipendi più bassi a parità di lavoro, mancato riconoscimento del servizio svolto, ferie non pagate, meno tutele economiche e giuridiche.

Il risultato?
Pare che il Ministero potrebbe spendere, per i ricorsi depositati negli ultimi 3 anni, più di un miliardo in spese legali.
L’enorme platea potenziale dei ricorrenti è infatti composta da:

➡️ 110.000 per l’esclusione dei precari dalla carta docente;
➡️ 30.000 per disparità retributiva;
➡️ 70.000 per la mancata equiparazione dei diritti;
➡️ 110.000 per le ferie non monetizzate.

Queste risorse pubbliche potrebbero essere impiegate per stabilizzare gli stessi precari o per finanziare i contratti.

Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro per chiedere di confermare o confutare questi numeri e di spiegare quali iniziative urgenti intenda assumere per ridurre i contenziosi, tutelare i lavoratori precari e mettere fine a uno spreco enorme di denaro pubblico.

La scuola non può più permettersi ingiustizie che generano solo cause, spese e precarietà. Il Paese non può più permettersi un ministro che sceglie di umiliare non solo gli studenti ma anche i loro insegnanti.

Domenica 23 ore 11.00 Presidio davanti Campo volo!
17/11/2025

Domenica 23 ore 11.00 Presidio davanti Campo volo!

Indirizzo

Via San Giacomo 4
Bresso
20091

Sito Web

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