IPSSS 'Morvillo Falcone-Bassi' di Brindisi

IPSSS 'Morvillo Falcone-Bassi' di Brindisi Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di IPSSS 'Morvillo Falcone-Bassi' di Brindisi, Scuola pubblica, Via Galanti, 1, Brindisi.

☕✨ Welcome Coffee: un nuovo anno, nuovi incontri, nuove energie!Un momento semplice e informale per dare il benvenuto ai...
03/09/2026

☕✨ Welcome Coffee: un nuovo anno, nuovi incontri, nuove energie!

Un momento semplice e informale per dare il benvenuto ai nuovi colleghi e iniziare insieme questo nuovo anno scolastico, in un clima di cordialità, apertura e collaborazione. 🤝😍

Perché una scuola è prima di tutto una comunità: si cresce, si condivide e si costruisce insieme. ❤️🏫

Un piccolo gesto di accoglienza che racconta ciò che siamo e ciò che vogliamo continuare a essere: una scuola che accoglie, ascolta e crea relazioni. ✨

Benvenuti e buon anno scolastico a tutti! 🥂📚



📚 Si apre un nuovo anno scolastico!Oggi il primo Collegio dei Docenti ha inaugurato il nuovo anno scolastico: un momento...
03/09/2026

📚 Si apre un nuovo anno scolastico!

Oggi il primo Collegio dei Docenti ha inaugurato il nuovo anno scolastico: un momento di confronto, condivisione e visione comune, per guardare insieme alle sfide e alle opportunità che ci attendono.📚

✨ Buon anno scolastico a tutti!
Siamo pronti a ripartire, a progettare e soprattutto a creare nuove opportunità per i nostri studenti.✨



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29/08/2026

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Al termine dello scorso anno scolastico un premio per undici diplomati, tutti accomunati dall’aver conseguito il massimo dei voti all’esame di matutità

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28/08/2026

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Brindisi – Si è tenuta il 10 luglio 2026, nell’ambito della cerimonia “Diploma Day”, la consegna delle borse di studio istituite in memoria di Melissa Bassi dai suoi genitori, Rita e Massimo

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28/08/2026

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10/08/2026

Ovunque tu sia auguri di buon onomastico Lorenzo ❤️

03/08/2026

Il chiosco di fronte alla scuola alla periferia di Brindisi è ancora lì, con la telecamera che riprese l’assassino e fu decisiva per arrestarlo e fargli confessare la tentata strage. «Il panino dei desideri – Paninoteca, friggitoria, creperia, kebab», recita l’insegna multicolore. La facciata dell’istituto professionale di Stato, invece, è cambiata; ora i nomi a cui è intitolata sono due: «Francesca Laura Morvillo Falcone – Melissa Bassi». Alla moglie del giudice antimafia morta con lui a Capaci il 23 maggio 1992, dallo scorso anno s’è aggiunta la studentessa quindicenne uccisa dalla bomba fabbricata e fatta esplodere la mattina del 19 maggio 2012 da Giovanni Vantaggiato, un commerciante di carburanti che voleva vendicarsi di presunte ingiustizie subite.
L’incubo del ’92
Nell’immediatezza, e per qualche ora, si pensò al ritorno della strategia della tensione mafiosa. La doppia coincidenza della scuola intitolata a una vittima illustre di Cosa nostra e l’imminente anniversario della strage del ’92 divenne subito un suggestivo indizio, insieme alla possibile reazione della criminalità locale a una recente retata nella vicina Mesagne, da dove era partito il pullman da cui erano appena scese Melissa e le sue sette compagne rimaste ferite. Si parlò di Sacra corona unita, ma anche di terrorismo, persino di matrice islamica.

Melissa, uccisa dalla bomba nella scuola di Brindisi che ora porta il suo nome: «Teniamo viva la memoria»
Il imosaico con il volto di Melissa nel luogo in cui avvenne l’esplosione.
Le istituzioni reagirono ai più alti livelli, centinaia di uomini delle forze dell’ordine furono spediti a presidiare il territorio; il fior fiore degli investigatori antimafia e antiterrorismo si mise immediatamente al lavoro. Ma nel giro di due settimane prese forma tutt’altra storia, a partire dalle immagini immortalate dalla telecamera della panineria.
Nel video comparve la figura di un uomo mentre s’avvicinava al chiosco con le mani in tasca, guardando in direzione della scuola; poi estrasse la sinistra che stringeva un telecomando e lo premette due volte, assisté all’esplosione e girò l’angolo allontanandosi a passo svelto dal luogo del delitto. Che oggi è pieno di richiami a Melissa Bassi.
Il parco e le rose
Il piccolo parco-giochi accanto alla panineria è intitolato a lei, adornato di ulivi, palme e una particolare qualità di rose piantate dal Comune nel 2020 «per ricordarla e onorarla insieme a tutte le vittime della violenza sulle giovani donne». Nel punto in cui scoppiò la bomba, lungo il muro di cinta della scuola, c’è un grande mosaico col ritratto di Melissa, simile agli altri che la ricordano nel cortile e all’interno dell’istituto dove si studia per lavorare nei settori della moda, dell’odontotecnica, dell’ottica e dei servizi sociali. E dove tutti gli anni, ogni 19 maggio, si svolge un’iniziativa in sua memoria. Come pure dopo gli esami di maturità, durante il Diploma Day.
Le borse di studio
Anche quest’anno ad attribuire le borse di studio a chi ha ottenuto il voto 100/100 sono venuti Massimo e Rita Bassi, i genitori di Melissa. Lei porta al collo un ciondolo con il volto spensierato della figlia unica che il prossimo 26 novembre avrebbe compiuto trent’anni e invece non è arrivata a festeggiarne 16; lui s’è tatuato il nome della ragazza sul braccio sinistro e il viso sulla schiena. Con sorrisi dolenti, stringono la mano ai neodiplomati.
«Nella soddisfazione di questi ragazzi immagino quella di Melissa – dice mamma Rita –, e anche se fa male provo una sensazione di orgoglio. Desideravamo da tempo che la scuola venisse intitolata a lei, perché è un modo per tenerne viva la memoria». Pure l’accostamento con Francesca Morvillo uccisa dalla mafia, secondo la signora, non è forzato né stonato: «Tutte e due sono morte perché facevano il loro dovere, non sono state sfortunate per essersi trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato; erano al posto giusto nel momento giusto, la giudice al fianco del marito magistrato e Melissa nella scuola dove studiava per diventare psicologa. Quel sabato mattina era venuta proprio per affrontare la verifica in Psicologia e alzare il voto in quella materia».
Melissa, uccisa dalla bomba nella scuola di Brindisi che ora porta il suo nome: «Teniamo viva la memoria»
I i genitori di Melissa Bassi con un’amica di Melissa durante il processo
«Fu terrorismo»
Nonostante l’assassino non sia risultato collegato ad alcuna organizzazione, per i genitori Melissa resta una vittima del terrorismo «perché colpire la scuola significa colpire lo Stato, e questo è l’obiettivo dei terroristi». Dal 19 maggio 2012 sulla vita di queste due persone è sceso il buio, «la luce non s’è più riaccesa», mormora papà Massimo. Lui faceva il piastrellista, lei la parrucchiera, ma dopo la perdita della figlia non hanno trovato più la forza di continuare a lavorare. Sopravvivono nel suo ricordo, e la strada dove abitano a Mesagne ora si chiama via Melissa Bassi. Un altro modo per coltivare la memoria, come l’insegna della scuola.
«Melissa vive nei sogni e nelle fatiche dei ragazzi che frequentano oggi l’istituto, è una presenza quotidiana che respiriamo tra queste mura», spiega la preside Irene Esposito chiudendo la cerimonia del Diploma Day. I ragazzi e i professori presenti si stringono ancora una volta intorno ai genitori della studentessa uccisa 14 anni fa, che salutano con sofferta gratitudine.
Quaranta chilometri più a sud, chiuso nella cella del carcere di Lecce, un uomo prosegue la sua esistenza di detenuto guardando la tv e facendo le parole crociate. È Giovanni Vantaggiato, l’assassino di Melissa, che a 82 anni d’età sta scontando l’ergastolo senza alcuna prospettiva di uscita. Quando fu arrestato, la notte tra il 6 e il 7 giugno 2012, ne aveva 68 e da allora vive in un isolamento. Frequenta (poco) solo il personale penitenziario. Non riceve visite nemmeno dai parenti, la moglie l’ha abbandonato e così le figlie che hanno chiesto di cambiare cognome. I contatti con l’avvocato difensore sono diventati più che sporadici, quasi interrotti. Non lascia la cella nemmeno per l’ora d’aria, non lavora né ha mai presentato istanza per un permesso o avviare il pur minimo programma di reinserimento.
La telecamera
A lui gli inquirenti arrivarono attraverso la telecamera del chiosco e le altre puntate sulle strade della città, che ripresero le due macchine a sua disposizione (la propria e quella della moglie) arrivare intorno alla scuola, la mattina dell’attentato e la sera prima. Fu una delle prime indagini svolte con questo metodo.
All’inizio Vantaggiato provò a negare, ma di fronte all’evidenza finì per confessare in due drammatici interrogatori. Ma senza rispondere alla domanda di fondo: perché quell’ordigno costruito artigianalmente con tre bombole del gas e tanta determinazione? Impiegò mesi a recuperare tutti gli elementi, consultò l’enciclopedia alla voce «esplosivi», acquistò il telecomando cercando il negozio giusto sulle Pagine gialle, fece le prove nel campo attiguo al magazzino in cui lavorava a Copertino, il suo paese, in provincia di Lecce.
Nessuna spiegazione
«È stato un momento di rabbia personale», ha sempre ripetuto l’uomo. Facendolo passare per un delitto d’impeto, che invece non fu. «Ce l’avevo con tutti – ha insistito senza spiegare –, è stata una pazzia tutta mia... La politica non c’entra né c’entra nessun altro, è Vangelo… Ho voluto sfogarmi così… ho sbagliato». Ha provato a sostenere che non voleva uccidere e a chiedere perdono, ogni tanto ha pianto arrivando a indispettire gli interlocutori che cercavano spiegazioni più sensate: «Dopo potrà piangere quanto vuole, adesso è inutile».

Giovanni Bianconi Estratto Corriere

Per non dimenticare! 🌹❤🌹Oggi il Corriere della Sera, nello speciale "Il Corriere dell'Estate – Un luogo, un delitto", de...
03/08/2026

Per non dimenticare! 🌹❤🌹
Oggi il Corriere della Sera, nello speciale "Il Corriere dell'Estate – Un luogo, un delitto", dedica un intenso e toccante approfondimento, firmato dal giornalista Giovanni Bianconi, una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano, alla memoria di Melissa Bassi.
Con grande sensibilità viene ripercorsa la tragica vicenda che ha spezzato la sua giovane vita, il dolore che continua ad accompagnare i suoi genitori e il valore della memoria custodita dalla nostra comunità scolastica, che porta con orgoglio anche suo nome.
Un sentito ringraziamento a Giovanni Bianconi e al Corriere della Sera per aver contribuito, ancora una volta, a mantenere vivo il ricordo di Melissa.❤🌹

Indirizzo

Via Galanti, 1
Brindisi
72100

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