ACLI Provinciali di Brindisi Aps

ACLI Provinciali di Brindisi Aps Da 80 anni al servizio dei più fragili, dei lavoratori, dei disoccupati, delle famiglie, della democrazia, del vangelo, del futuro, della pace.

Diario di bordo di Rino Spedicato ---Le parole di don Tonino Bello di seguito riportate, mi portano a riflettere sul val...
21/08/2026

Diario di bordo di Rino Spedicato
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Le parole di don Tonino Bello di seguito riportate, mi portano a riflettere sul valore della politica, sul mio e sul nostro impegno nei percorsi feriali di cittadinanza, ed anche, sul problema della lunga e complessa transizione politica italiana, rappresentato dalla qualità e dalla statura della classe politico-dirigente.
Pensavo alle nostre realtà cittadine e al dibattito politico-culturale segnato ancora da personalismi, mediocrità intellettuale e progettuale, veti, veleni e incomprensibili giochi di potere e di fazioni, mentre le attese vere delle comunità, della povera gente, dei giovani non sono più al centro dell’analisi, della progettualità politico-sociale, di uno sforzo corale ed unitivo.
E’ carente la formazione sociale e politica, mancano obiettivi nobili e concreti da offrire alla città; mancano speranze da suscitare nella società civile per stimolare più partecipazione, più responsabilità civica, più progettualità sociale.
Peraltro sarebbe quanto mai opportuno chiamare a nuova responsabilità civica per risvegliare potenzialità e risorse sopite o emarginate; per restituire ai cittadini e all’associazionismo possibilità politiche e sociali negate nel corso degli anni.
Ed intorno a queste priorità, che si potrà, a mio parere, non solo scommettere su un salto di qualità della politica locale, ma si potranno creare le condizioni per appassionare alla politica e alla cosa pubblica quanti, fino ad oggi, sono rimasti alla finestra, per scelta o per mancato coinvolgimento.
E’ necessario, comunque, riscoprire la dimensione ordinaria dell’impegno politico come strumento per rimuovere le cause delle disuguaglianze e per promuovere il bene comune degli uomini.
E' urgente comprendere grazie all'intelligenza degli avvenimenti di morotea memoria, che solo attraverso un rinnovato impegno politico e sociale, sarà possibile sollecitare una sorta di “contagio”, in grado di spingere tutti a superare l’indifferenza, la rassegnazione, e a rimboccarsi le maniche nei cantieri della storia.
Rino Spedicato

Diario di bordo di Rino SpedicatoRITROVARSI COMUNITA'Comunità, parola da ri-scoprire, legame da ri-costruire giorno dopo...
21/08/2026

Diario di bordo di Rino Spedicato
RITROVARSI COMUNITA'
Comunità, parola da ri-scoprire, legame da ri-costruire giorno dopo giorno, nella storia, tra la gente, ovunque ... Siamo chiamati a partecipare, ascoltare, prendere la parola, fare il primo passo, domandare e domandarci: quale cittadinanza? quale politica? quale scuola? quale volontariato? quale famiglia? quale chiesa? quale umanità? Verso quale mondo dirigiamo i nostri passi, orientiamo i nostri sguardi, apriamo i nostri cuori?
E' urgente costruire un nuovo inizio, non rassegnarsi ad una cultura di guerra, ad un'economia di guerra, ad uno stato di guerra che sta già restringendo gli spazi di libertà, i processi di partecipazione, le conquiste in ambito socio-sanitario, i diritti alla salute, al lavoro, alla scuola educante. E non ricordiamoci delle guerre solo quando sale il prezzo della benzina. Ripartiamo dagli stili di vita, riflettiamo sui cambiamenti climatici ormai in atto che rappresentano segnali forti di un mondo "sull'orlo del precipizio", come più volte affermava Papa Francesco.
Ritrovarsi comunità, organizzare la speranza, disarmare pensieri e parole, armonizzare e valorizzare "le differenze" in ogni ambito della nostra umana avventura, edificare insieme un mondo di pace ri-partendo dalle nostre case, dai nostri vissuti, dal nostro piccolo, dai nostri gruppi, dai nostri Comuni.
Dobbiamo crederci ancora di più, dobbiamo osare!
Buon lavoro. Buona vita. Buon cammino.
"Che Giustizia e Pace scorrano ... come un torrente perenne"... il nostro augurio, il nostro impegno.
Rino Spedicato

Diario di bordo di Rino Spedicato---A Trento dinanzi al monumento dedicato ad Alcide De Gasperi deceduto il 19 agosto 19...
20/08/2026

Diario di bordo di Rino Spedicato
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A Trento dinanzi al monumento dedicato ad Alcide De Gasperi deceduto il 19 agosto 1954.
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E’ più semplice costruire palazzi, marciapiedi e strade, che far crescere la coscienza civile, senza dimenticare che dal rafforzamento della coscienza civile dipende il rafforzamento della democrazia e la vera forza di una comunità. Ma occorre impegno e pazienza.
Alcide De Gasperi, statista e uomo di fede, amava ripetere che “la democrazia è pazienza” e, pertanto, non è solo un sistema di governo e di partecipazione, è anche virtù di fortezza, mitezza, responsabilità, abnegazione. Pazienza e fiducia anche nei tempi lunghi e nei percorsi formativi necessari ad una cittadinanza libera ed attiva, nonché alla crescita di una classe dirigente che non può improvvisarsi tale.
Alcuni miei amici ritengono ormai "superati" questi argomenti per la politica di oggi. Pertanto, secondo costoro, saranno "superate" anche le persone che credono e, nel loro piccolo, si battono per questi argomenti, valori e scenari. A questi amici ribadisco il mio invito a studiare e a riflettere seriamente sulle cause che hanno portato alla crisi, alla disgregazione sociale e alla mortificazione della politica. E' un passo importante per chiudere una lunga e nefasta stagione politica che nel Paese ed in molte sue contrade è stata caratterizzata dal modus operandi "arruola yes man e comanda", che in dialetto si potrebbe tradurre con una colorata espressione in voga un pò di anni fa, riferibile, purtroppo, a diversi ed ancora attuali ambienti e contesti: "circondati ti fessi e cumanna".
Rino Spedicato
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LA POLITICA COME MISSIONE
Di seguito un brano di Alcide De Gasperi:
"Ci sono molti che nella politica fanno una piccola escursione, come dilettanti, ed altri che la considerano, e tale è per loro, come un accessorio di secondissima importanza. Ma per me, fin da ragazzo, era la mia missione".

Il 19 agosto 1954 fa concludeva la sua vita terrena Alcide De Gasperi. Pongo alla vostra cortese attenzione alcune parol...
20/08/2026

Il 19 agosto 1954 fa concludeva la sua vita terrena Alcide De Gasperi. Pongo alla vostra cortese attenzione alcune parole davvero profetiche di De Gasperi, di grande attualità per il tempo che stiamo vivendo.
Rino Spedicato
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"Ce la faremo? Rispondo: certissimamente, purché lo vogliamo. Con fermezza, con tenacia, con solidarietà. È inutile che una categoria voglia sopraffare l'altra per arrivare al traguardo. O tutti o nessuno. Ci vuole disciplina, solidarietà ed onestà".
Alcide De Gasperi

PAPA FRANCESCO E L’ELOGIO DELLA POLITICA ---“…..la lotta politica è una cosa nobile, perché la politica è una delle atti...
20/08/2026

PAPA FRANCESCO E L’ELOGIO DELLA POLITICA
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“…..la lotta politica è una cosa nobile, perché la politica è una delle attività più nobili della persona, per il bene comune, per far crescere la società, è nobilissima e i partiti ne sono gli strumenti”. A tal punto che: “Imporre la propria politica del partito, della società è un vero e proprio diritto”. Lo affermò Papa Francesco in una intervista concessa a Fabio Marchese Ragona, lo scorso anno.
In questo inizio dell’ anno nuovo, nel giorno che Paolo VI, cinquantacinque anni fa, ha voluto dedicato alla pace, possiamo leggere queste parole come un incoraggiamento, anzi un invito, brusco, a non lavarcene le mani. E senza tanti convenevoli. Adottando lo strumento classico del partito politico. Certo, si tratta di discuterne la forma, adattandola al momento storico, ma la sostanza è pur sempre quella: si tratta di mettersi in gioco, in prima persona, secondo l’inveterato costume della “militanza politica”, accettando di stare in una partita in cui è la propria personale coscienza ad essere messa alla prova.
Soprattutto per coloro che hanno un alto concetto di sé e ci tengono, anche alla propria immagine ed al proprio prestigio. Senza tanti siparietti, senza la “pruderie” di chi teme – piuttosto farisaicamente – di compromettere l’immacolata immagine che coltiva di sé stesso, in un percorso di mediazioni o di compromessi che si devono pur mettere in conto, senza, peraltro, che ciò alteri il profilo etico del proprio impegno. L’analisi del dato sociale e la cultura, il pre-politico e la formazione delle coscienze: ottime cose, necessarie, indispensabili che, però, se devono essere orientate al “bene comune” bisogna che siano contestuali all’ impegno politico, diretto, esplicito. Non c’è un prima ed un dopo.
Un contenitore ideale pre-formato e poi, via via, segmenti di azione politica da deporvi graziosamente dentro.
La politica non è una disciplina accademica che si studia a tavolino. Si apprende “in re ipsa”, esercitandone dal vivo il compito e le funzioni. “Militanza politica” è un termine desueto, evocativo di scontri epocali, guidati da leader di straordinaria statura, sul terreno di visioni complessive della storia, combattuti senza esclusione di colpi, avanzando proposte e soluzioni politicamente contrastanti, perfino antitetiche. Eppure – qui il vero punto di forza di quella stagione – erano forze che, sia pure in cagnesco, si riconoscevano una comune radice popolare e, dunque, una reciproca legittimazione.
Oggi viviamo tutt’altra stagione, pallida e rissosa, esangue e confusa. Eppure “militanza” è una parola che deve conservare diritto di cittadinanza perché è tuttora severa ed esigente, allude al superamento del proprio solipsistico, carezzevole punto di vista, all’abbandono di quella orgogliosa autosufficienza di pensiero che spesso si traduce in un intellettualistico compiacimento di sé, paralizzante. Esige capacità d’ascolto, più di quanto non sembri a prima vista, l’umiltà necessaria, se del caso, a mutare avviso, ad intrecciare il proprio pensiero con quello altrui, in una reciproca fecondazione di idee, di intuizioni, di progetti.
Un partito non è una mera somma di soggettività distinte e singolari, va oltre la stessa mediazione e deve, piuttosto, attestare una collegialità, un concorso corale in cui al radicamento convinto in una visione condivisa a fondo ed effettivamente comune corrisponda una vasta articolazione di apporti. Vien da chiedersi come si collochi questo sostanziale “elogio della politica” pronunciato da Papa Francesco nel contesto di altre, più ricorrenti affermazioni che attestano la sua visione del mondo, degli sviluppi cui va incontro, del futuro possibile.
Il tema delle “periferie”; del degrado ambientale che documenta come “tutto si tiene”; l’impegno della “fratellanza” che intanto, più umilmente, prenda avvio da un sentimento di vicinanza; la consapevolezza, maturata nel tempo della pandemia, che nulla potrà essere più come prima, perché siamo tutti sulla stessa barca e, quindi, nessuno si salva da solo; il rifiuto della politica “dello scarto”. Dette così, estrapolate dai contesti che le hanno ospitate, fatte proprie dal linguaggio corrente, si tratta di affermazioni che sembrerebbero confinate nella dimensione di uno slogan.
Al contrario, sono squarci che consentono di cogliere il panorama complesso di un pensiero che prova ad inquadrare il nostro futuro. Come se fossero fili disposti sull’ordito di un telaio in attesa di una nuova cultura politica, di un “intelligenza” dei processi sociali in corso che li sappia comporre in una trama che dia conto di un possibile governo degli eventi. Del resto, è tempo che la politica, le forze che la interpretano, i suoi “strumenti”, come li chiama, appunto, Papa Francesco, cioè i partiti cerchino il riscatto, il loro stesso riscatto, l’inversione di una china di discredito su cui da troppo tempo scivolano.
In fondo, vien da chiedersi, non è forse vero che il giudizio severo che oggi la politica ed i partiti meritano dovrebbe, pur senza assolverli, tener conto che ad essi, più che ad altri soggetti civili, tocca affrontare in presa diretta, quel modo nuovo d’essere del nostro contesto sociale che, sbrigativamente, ascriviamo alla “complessità’”? E poiché per quanto ci illudiamo con ciò’ di aver detto tutto, in effetti non abbiamo affermato nulla, non è forse comprensibile che anche la politica ne sia frastornata ed ancora fatichi a costruire quelle nuove categorie interpretative indispensabili a ridarle il respiro che oggi ancora le manca?
Domenico Galbiati
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02/01/2022 - Politica Insieme

Non dimentichiamo che non sono i muscoli, la voce grossa, le prepotenze, gli atteggiamenti padronali a fare il bene dell...
20/08/2026

Non dimentichiamo che non sono i muscoli, la voce grossa, le prepotenze, gli atteggiamenti padronali a fare il bene delle nostre comunità. C'è bisogno di saggezza, pazienza, studio, discernimento, dialogo continuo, cultura del rispetto, politica come servizio, pace come missione.
Potrà essere difficile, ma occorre farlo, anche perché non abbiamo molto tempo a disposizione.
Rino Spedicato

17/07/2026
12/07/2026

🕊️ Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale delle ACLI, ha sottoscritto la proposta di legge di iniziativa popolare "Un'altra difesa è possibile" e lancia il suo appello per la raccolta firme.

Le ACLI - Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani sono da sempre impegnate nella promozione della pace, della giustizia sociale e di una cultura della nonviolenza. Con questa adesione, Manfredonia porta la voce di una delle più grandi realtà associative cattoliche italiane a sostegno di una proposta concreta e costituzionalmente fondata.

La proposta chiede di istituire un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta presso la Presidenza del Consiglio, coordinando Corpi civili di pace, Servizio civile universale, Protezione civile e un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo - finanziato anche con il 6 per mille dell'IRPEF.

Sono già ad oltre 15.000 le firme raccolte. Ne servono 50.000 entro il 15 settembre 2026.

✍️ Firma anche tu con SPID o CIE:
🔗 www.difesacivilenonviolenta.org
🔗 firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008

La campagna è promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo CNESC - Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile Sbilanciamoci

La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo.

Indirizzo

Corso Umberto I, 124
Brindisi
72100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Martedì 08:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Mercoledì 08:00 - 13:00
Giovedì 08:30 - 13:00
15:00 - 18:00
Venerdì 08:30 - 13:00
15:00 - 18:00

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