02/04/2026
(Fonte Repubblica Bari - di Davide Carlucci)
Sanità, i privati alla Regione: “Via i tetti di spesa, vedrete che poi spariràla mobilità passiva”
“Accusano le nostre cliniche di fare shopping di pazienti dal pubblico. La verità è senza quei limiti di budget la gente non andrebbe a Milano”, dice Fabio Margilio, presidente dell’Aiop, l’associazione delle cliniche private
Svuotano gli ospedali pubblici. Inducono i pazienti a preferire le cliniche del Nord. Non pagano abbastanza gli infermieri. I privati rischiano di passare per i “cattivoni” della sanità. Fabio Margilio, presidente regionale dell’associazione italiana ospedalità privata, sospira: «È paradossale».
Dov’è il paradosso?
«Sono almeno due anni che mi batto contro la mobilità passiva. E ora sembra che la colpa di tutto sia delle cliniche pugliesi».
Come si è battuto?
«Fin dall’inizio ho chiesto, in ogni occasione, come un disco rotto, l’attuazione della delibera 315 del 2022, l’eliminazione dei tetti di spesa per le nostre prestazioni. Abbiamo scoperto che la Puglia ha sborsato 48mila euro per una lungodegenza in Sicilia. Cose pazzesche. Ma il problema non sono le cliniche private accreditate che stanno in Puglia. Non solo non sono responsabili ma, anzi, se non avessero il limite del tetto di spesa, potrebbero accogliere queste persone senza farle andare via, anziché mandare fuori i pugliesi».
Molti si rivolgono invece ai poliambulatori privati.
«Stanno proliferando, è vero. Nascono come funghi anche nei piccoli Comuni, lo noto nel Salento. Non sono accreditati. In questi centri vengono medici, in buona parte da fuori regione. È diventata una forma di marketing per chi si appoggia in cliniche private, del Nord o del Centro Italia. A Bari è un fenomeno molto presente».
Perché succede?
«Non credo sia solo un problema di liste d’attesa. È anche legato ad aspetti come il comfort».
In Puglia non si riesce a garantire questi standard?
«Assolutamente sì, le cliniche private accreditate in Puglia hanno un comfort alberghiero di livello molto adeguato».
E allora perché i pazienti vanno via?
«Perché a noi non è consentito di andare oltre i tetti di spesa. E parliamo di 320 milioni di euro su un budget regionale di 8 miliardi. Se ce lo consentissero, i pugliesi non avrebbero bisogno di andare a Milano. E poi i gruppi imprenditoriali del Nord sono molto più forti e possono permettersi macchinari e robot che qui pochi hanno».
Ma è vero che ci sono gruppi privati che una volta esauriti i tetti in una regione spostano i pazienti in altre regioni?
«Non mi sento di poterlo escludere. Ma in ogni caso non vedo lo scandalo. Se ho una clinica a Brindisi, ho finito il mio tetto di spesa e un paziente vuol essere ricoverato, cosa dovremmo dirgli? Amiamo tutti la Costituzione, ma poi dobbiamo leggerla tutta. Tutela anche la libertà dei pazienti di scegliersi i luoghi dove curarsi».
I sindacati dicono che utilizzate il ricatto occupazionale per ottenere risorse dalle Regioni.
«È un vecchio difetto storico delle parti datoriali, dire nei tavoli delle trattative “altrimenti licenzieremo...”. Io non l’ho mai detto».