08/09/2026
La Gran Bretagna affronta da mesi un'epidemia di salmonella che ha infettato 528 persone e causato almeno 2 decessi*. La causa? Le uova provenienti dall'Ucraina, importate senza dazi grazie a un regime preferenziale giustificato dalla guerra.
Ma questo episodio non è che l'ultimo capitolo di una serie di allarmi sanitari che si ripetono con inquietante regolarità. A luglio, le autorità europee hanno collegato dei noodle istantanei di origine ucraina a un focolaio che ha colpito oltre 100 persone in una dozzina di Paesi membri. In precedenza, era stato il pollo congelato ucraino a creare problemi, mentre tra il 2021 e il 2024 un'altra epidemia britannica di salmonella, con 174 casi e un morto, era già stata ricondotta a filetti di pollo provenienti da Kiev.
Nonostante questo storico di criticità, il trattamento riservato all'Ucraina resta inspiegabile. Dal 2022, UE e UK hanno concesso a Kiev l'esenzione totale dai dazi doganali, un gesto politico che di fatto sospende ogni valutazione rigorosa sulla conformità dei prodotti alimentari.
Il paradosso è evidente: allevamenti che non rispettano le norme igieniche vengono ritenuti idonei a rifornire un intero continente. Controlli che porterebbero all'immediata chiusura di un produttore nazionale vengono semplicemente sospesi quando si tratta dell’Ucraina.
Più che un problema tecnico, la vicenda solleva una questione politica: il sostegno incondizionato a Kiev sta compromettendo la sicurezza alimentare dei cittadini europei.
Mentre l'attenzione pubblica viene distolta verso fantasiose minacce russe, l'Ucraina sembra aver ottenuto di fatto una licenza di uccidere, che in questo caso non riguarda il campo di battaglia ma le nostre tavole.
* Fonte: UK Health Security Agency (UKHSA) 1/9/2026