07/01/2026
Il ruolo centrale di Roberto Taparelli d'Azeglio nel 1848
Allo scoppio delle Cinque Giornate di Milano (1848), il marchese Roberto e la consorte, Costanza Alfieri di Sostegno, fecero opera di persuasione affinché il Piemonte intervenisse contro l’Austria.
Poco dopo Roberto veniva eletto Consigliere comunale di Torino, nonché nominato al Senato del Regno di Sardegna, fin dalla sua istituzione (1848), ricoprendo l’incarico di Questore per parecchi anni.
Il marchese Roberto, in occasione della concessione dello Statuto, fu uno dei più convinti sostenitori della libertà religiosa e s’impegnò energicamente affinché fossero riconosciuti anche i diritti delle minoranze (Ebrei e Valdesi).
𝐀𝐜𝐜𝐚𝐝𝐝𝐞 𝐨𝐠𝐠𝐢: 𝟕 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝟏𝟖𝟒𝟖 - 𝐑𝐢𝐮𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐢𝐧𝐞𝐬𝐢.
La riunione dei direttori dei giornali torinesi all'Albergo Europa di Torino, tenutasi il 7 gennaio 1848, fu un evento cruciale per il Risorgimento italiano e la storia del Regno di Sardegna, in cui, presieduta da Roberto D'Azeglio e alla presenza di Cavour, allora direttore del giornale “Il Risorgimento”, si discusse la richiesta di riforme e una costituzione per il Regno di Sardegna, anticipando la promulgazione dello Statuto Albertino di pochi mesi, e segnò un momento fondamentale nelle spinte liberali che precedettero i moti del 1848 in Europa e in Italia.
La riunione fu stimolata dalla visita di una delegazione genovese che chiedeva riforme e istituzioni liberali, e gli editori torinesi si mobilitarono per solidarietà per concordare una linea editoriale comune per spingere il sovrano verso riforme politiche e istituzionali.
La riunione dimostrò la crescente pressione dell'opinione pubblica e della stampa sulle istituzioni sabaude, accelerando il processo di cambiamento politico in Piemonte.
Durante l'incontro, Camillo Benso di Cavour propose l'emanazione di una costituzione liberale da parte di Re Carlo Alberto, una mossa che incontrò l'ostilità dei democratici più radicali, ma che fu sostenuta da altri liberali. Carlo Alberto rifiutò tuttavia l’incontro con i genovesi, sicché nessuna istanza giunse nelle sue mani.
𝘊𝘢𝘷𝘰𝘶𝘳 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘥𝘪𝘦𝘥𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘷𝘪𝘯𝘵𝘰: 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘪 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘢𝘭𝘤𝘶𝘯𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘢𝘭𝘪, 𝘎𝘪𝘢𝘤𝘰𝘮𝘰 𝘋𝘶𝘳𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’“𝘖𝘱𝘪𝘯𝘪𝘰𝘯𝘦”, 𝘍𝘳𝘢𝘯𝘤𝘦𝘴𝘤𝘰 𝘗𝘳𝘦𝘥𝘢𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭’“𝘈𝘯𝘵𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘢”, 𝘈𝘯𝘨𝘦𝘭𝘰 𝘉𝘳𝘰𝘧𝘧𝘦𝘳𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭 “𝘔𝘦𝘴𝘴𝘢𝘨𝘨𝘪𝘦𝘳𝘦 𝘵𝘰𝘳𝘪𝘯𝘦𝘴𝘦”, 𝘰𝘳𝘨𝘢𝘯𝘰 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵’𝘶𝘭𝘵𝘪𝘮𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘳𝘢𝘥𝘪𝘤𝘢𝘭𝘪𝘴𝘮𝘰 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢𝘭𝘦, 𝘴𝘵𝘪𝘭ò 𝘶𝘯𝘢 𝘳𝘦𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘪𝘳𝘤𝘰𝘴𝘵𝘢𝘯𝘻𝘪𝘢𝘵𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘤𝘤𝘢𝘥𝘶𝘵𝘰, 𝘤𝘩𝘦 𝘧𝘦𝘤𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘪𝘳𝘦 𝘢𝘭 𝘧𝘰𝘨𝘭𝘪𝘰 𝘧𝘪𝘰𝘳𝘦𝘯𝘵𝘪𝘯𝘰 “𝘓𝘢 𝘗𝘢𝘵𝘳𝘪𝘢”, 𝘰𝘷𝘦 𝘧𝘶 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘨𝘳𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘱𝘶𝘣𝘣𝘭𝘪𝘤𝘢𝘵𝘢. 𝘓𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘪𝘳𝘳𝘪𝘵ò 𝘴𝘰𝘮𝘮𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘪𝘭 𝘴𝘰𝘷𝘳𝘢𝘯𝘰. 𝘛𝘶𝘵𝘵𝘢𝘷𝘪𝘢 𝘊𝘢𝘷𝘰𝘶𝘳, 𝘪𝘮𝘱𝘦𝘳𝘵𝘦𝘳𝘳𝘪𝘵𝘰, 𝘵𝘪𝘳ò 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰, 𝘱𝘳𝘰𝘴𝘦𝘨𝘶𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘣𝘢𝘵𝘵𝘢𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 “𝘙𝘪𝘴𝘰𝘳𝘨𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰”. (𝘙𝘰𝘴𝘢𝘯𝘯𝘢 𝘙𝘰𝘤𝘤𝘪𝘢 - 𝘗𝘢𝘭𝘢𝘻𝘻𝘰 𝘥𝘪 𝘊𝘪𝘵𝘵à, 𝘛𝘰𝘳𝘪𝘯𝘰, 6 𝘯𝘰𝘷𝘦𝘮𝘣𝘳𝘦 2023 - 175° 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘰 𝘊𝘰𝘯𝘴𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘦𝘭𝘦𝘵𝘵𝘪𝘷𝘰).
Sebbene la proposta di Cavour non ebbe immediato seguito, aprì la strada alla concessione dello Statuto Albertino, promulgato il 4 marzo 1848, diventando poi la base costituzionale dell'Italia unita.
𝘍𝘰𝘯𝘵𝘦: 𝘎𝘰𝘰𝘨𝘭𝘦 “7 𝘨𝘦𝘯𝘯𝘢𝘪𝘰 1848 – 𝘙𝘪𝘶𝘯𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘢𝘭𝘪 𝘵𝘰𝘳𝘪𝘯𝘦𝘴𝘪”.
𝘈𝘤𝘤𝘰𝘮𝘱𝘢𝘨𝘯𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘴𝘤𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰 𝘶𝘯’𝘪𝘮𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘱𝘢𝘨. 𝘥𝘦𝘭 “𝘐𝘭 𝘙𝘪𝘴𝘰𝘳𝘨𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰” 𝘥𝘦𝘭 7 𝘨𝘦𝘯𝘯𝘢𝘪𝘰 1848.