Butera attiva

Butera attiva Siamo un gruppo di cittadini giovani e volenterosi, uniti dall'esigenza di salvare la nostra casa.

Siamo un gruppo di cittadini giovani e volenterosi, uniti dall'esigenza di salvare la nostra casa, abbandonata dalle precedenti generazioni e sul punto di crollare.

Dedica al mio amato borgo Butera.A te, Butera, che dalle tue rupi scorgi l’Africa e custodisci il segreto dei Re.A chi t...
26/04/2026

Dedica al mio amato borgo Butera.
A te, Butera, che dalle tue rupi scorgi l’Africa e custodisci il segreto dei Re.
A chi tra le tue strade strette e tortuose ancora sente il profumo del miele e della cannella, eco di un tempo in cui eri giardino e fortezza.
A chi cammina sui tuoi chilometri di spiaggia solitaria, dove il Castello di Falconara m***a la guardia a un mare che non dimentica, e a chi porta la tua polvere dorata nelle scarpe, ovunque la vita lo abbia condotto.
Questa memoria è per i tuoi figli emigrati: perché sappiano che le loro radici affondano in una terra di Principi e Imperatori, e che il sentiero del ritorno è sempre tracciato dal volo dei falchi di Federico.
E a chi resta, custode di pietre che non sanno tacere: a voi il compito di risvegliare il gigante, di trasformare il silenzio in canto e la nostalgia in visione. Perché Butera non è un borgo che muore, ma una sovrana che attende il suo tempo per tornare a splendere.
Per l’orgoglio di ieri, per la forza di oggi, per la gloria di domani.
Rocco Alberto Caltavituro
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Sulle alture che dominano il cuore della Sicilia, Butera non appare come un semplice borgo, ma come una vedetta sospesa tra le nuvole e la polvere dorata di una terra che sembra non avere fine. Il suo territorio è un oceano solido, uno dei più vasti dell’intera isola, dove le colline si inseguono come onde di grano fino a tuffarsi improvvisamente nel Mare Mediterraneo. Qui, la terra si arrende all’azzurro profondo in un abbraccio lungo nove chilometri di spiaggia selvaggia, sorvegliata dal profilo austero del Castello di Falconara, mentre il vento che spira dall’Africa porta con sé il respiro di millenni di storia.
Tutto ebbe inizio sulle rupi scoscese di Monte Muculufa. In quel tempo lontano, quasi cinquemila anni fa, il monte non era solo un rifugio, ma un santuario sacro dove i primi abitatori dell’isola onoravano gli dèi tra rocce ciclopiche. Quella civiltà della prima Età del Bronzo pose la prima pietra dell'orgoglio buterese, creando un legame indissolubile tra l'uomo e la pietra. Secoli dopo, quelle stesse alture avrebbero ospitato la mitica Omphake, la capitale inaccessibile dei Sicani. È qui che il mito si tinge di sangue e leggenda: il potente re cretese Minosse, il signore del Labirinto, attraversò il mare Africano alla disperata ricerca di Dedalo, ma finì per trovare la sua tomba proprio in queste valli. Tradito dal re Kokalos tra i vapori di Fontana Calda, Minosse divenne il primo, tragico ospite illustre di una terra che non avrebbe mai smesso di attirare sovrani, lasciando il suo spirito intrappolato tra i megaliti del Dolmen di Piano della Fiera.
Con l'arrivo dei Greci, Butera divenne un ponte tra le civiltà indigene e la cultura ellenica. Le colline si popolarono di templi e mercati, come testimoniano i ritrovamenti straordinari di Monte Greguccio, dove la terra ha restituito i resti di possenti fortificazioni e abitazioni del V secolo a.C. A Piano della Fiera, le necropoli stratificate hanno svelato corredi ricchissimi e rituali raffinati, mentre a Fontana Calda il terreno ha offerto statuette votive e ceramiche preziose, segni di un legame spirituale profondo con le sorgenti sacre. Questo splendore proseguì nell'epoca romana, quando Butera divenne uno dei granai più preziosi dell'Impero. Sotto il vessillo di Roma, la vastità delle sue terre fu messa a frutto per sfamare la capitale del mondo: distese sconfinate di biondo frumento che dai colli scendevano verso il mare, rendendo Butera un fulcro economico vitale, celebrato dai consoli per la sua inesauribile fertilità.
Al tramonto dell'Impero Romano, Butera passò sotto il controllo dei Bizantini, divenendo un presidio cruciale per l'Impero d'Oriente. Ma la pace non era destinata a durare. Quando le prime ondate dell'invasione musulmana iniziarono a scuotere l'isola, Butera non cadde subito; fu anzi teatro di uno scontro epocale che ancora oggi riecheggia tra le sue vallate. Tra l'845 e l'846 si combatté la sanguinosa Battaglia di Butera: un contingente di oltre 10.000 soldati bizantini tentò disperatamente di fermare l'avanzata saracena, ma subì una sconfitta devastante. Solo dopo questo immenso tributo di sangue la città capitolò, venendo ribattezzata dai vincitori Bùtirah — luogo scosceso e inespugnabile.
Sotto il dominio musulmano, durato fino al 1089, Butera non fu solo una roccaforte militare, ma un centro agricolo raffinatissimo. Le vallate si riempirono di nuovi sistemi di irrigazione e fiorì l'allevamento delle api per la produzione di un miele purissimo, che divenne presto un ingrediente principe dell'economia locale. L'eredità più dolce di questo periodo è sopravvissuta fino a noi in una pietanza esclusiva al mondo: la pasta con il miele. Un piatto che racchiude l'anima saracena di Butera in un equilibrio perfetto di miele, cannella, buccia d'arancia e mandorle tostate: sapori orientali che parlano di un tempo in cui la città era un giardino di delizie. La struttura urbana stessa conserva l'originario impianto arabo, un labirinto di strade strette e tortuose nate per trattenere la frescura e confondere i conquistatori.
Fu proprio questo labirinto a sfidare l'ambizione dei Normanni. Un primo attacco al territorio di Butera da parte delle truppe del Gran Conte Ruggero avvenne già nel 1063, ma la rocca si dimostrò una sfida titanica. L’assedio si trascinò per ben ventisei anni, un tempo infinito in cui la città resistette con un orgoglio incrollabile. Quando infine, nel 1089, Butera capitolò definitivamente, Ruggero riconobbe l'immenso valore strategico e simbolico della conquista assegnandole il prestigioso titolo di Contea. Butera fu la penultima fortezza a resistere e il fragore della sua caduta fu tale che a Noto non servì nemmeno combattere: vedendo crollare il gigante arabo-siculo, gli abitanti aprirono le porte per evitare la distruzione. L’eredità normanna fu poi raccolta dallo Stupor Mundi Federico II di Svevia, che scelse questa vastità per la sua passione più grande: la falconeria. Egli soggiornava nei castelli di Butera e di Falconara, liberando i suoi falchi sopra i chilometri di costa, in un rito sacro tra terra e cielo.
L'ascesa definitiva di Butera nell'olimpo della nobiltà europea avvenne nel 1563, quando il re di Spagna Filippo II, riconoscendo il prestigio e la fedeltà della casata, concesse ad Ambrogio Branciforte il titolo di Principe di Butera. Questo atto non fu una semplice onorificenza: fu l'istituzione del Primo Principato di Sicilia. Da quel momento, il Principe di Butera acquisì il diritto legale e cerimoniale di essere il "Primo del Regno", colui che sedeva alla destra del Viceré e che, nel Braccio Militare del Parlamento Siciliano, aveva il diritto di voto e di parola prima di chiunque altro.
Sotto il loro principato, il Castello di Falconara subì la trasformazione più suggestiva. Se prima era una rigida torre di difesa contro le incursioni dei pirati barbareschi, i Branciforte lo resero una residenza di piacere e di rappresentanza. Qui la famiglia trascorreva i mesi estivi, godendo dei chilometri di spiaggia privata e organizzando banchetti che restarono leggendari. Si narra che nelle cucine del castello si fondessero le antiche ricette saracene (come la pasta con il miele) con la raffinatezza della cucina sp****la, creando un’ospitalità che stordiva gli ospiti per opulenza.
Eppure oggi, tra quegli stessi vicoli, si respira un silenzio che taglia il cuore. È un silenzio amaro, drammatico, che urla dalle piazze dove i passi di imperatori e nobili sembrano un ricordo sbiadito. Le pietre secolari sembrano piangere la partenza dei loro figli, giovani carichi di sogni costretti ad abbandonare questa terra immensa per cercare altrove un futuro. È il dolore di una madre che vede svuotarsi il proprio grembo, mentre il grano continua a biondeggiare solitario sotto il sole. Eppure, proprio in questo vuoto lacerante, arde ancora una scintilla di speranza indomabile. Come la Fenice che sorge dalle proprie ceneri, Butera attende il suo risveglio. La sua rinascita è scritta nella forza della sua roccia, nel sapore antico della sua pasta col miele e nella vastità dei suoi nove chilometri di spiaggia. Il futuro è già qui, nascosto nel ritorno alle radici: perché una terra che ha superato assedi millenari e ha dato i natali a principi non può spegnersi; sta solo trattenendo il fiato prima del prossimo, regale balzo verso la gloria.
Rocco Alberto Caltavituro

04/12/2025

Venite a Butera per il presepe vivente

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27/07/2025

Quest'anno festeggio il mio 10° anniversario su Facebook. Grazie per il continuo supporto. Non ce l'avrei mai fatta senza di voi. 🙏🤗🎉

02/06/2024
12/01/2024

La legge Bianchetto

(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – La penultima porcata delle quattro destre FdI, Lega, FI e Iv impone agli inquirenti di sbianchettare i non indagati nelle intercettazioni. Per non trovare sui giornali i propri nomi senza il disturbo di smetterla di frequentare noti criminali, i “legislatori” chiudono il rubinetto alla fonte: quando la polizia giudiziaria fa le trascrizioni. Così non solo i cittadini, ma anche avvocati, pm e giudici non sapranno più con chi e di chi parlano gli indagati intercettati. Giudici e pm lavoreranno al buio, su verbali monchi e pieni di cancellature (chi non è indagato oggi può esserlo domani e, se uno dice in un’indagine per droga che Tizio ha ucciso Caio, non lo saprà nessuno). E gli avvocati non potranno più svolgere indagini difensive: per sentire un teste devi sapere chi è.

Poi c’è quello che non sapremmo più noi. Nel caso Anas il socio dei Verdini telefona: “Guarda caso stasera è arrivato l’invito a cena… guardacaso dopo che Salvini si è insediato (come ministro dei Trasporti che controlla Anas, ndr)! Che tempistiche, ragazzi! Vergognoso!”. ”Salvini” verrà sbianchettato, così nessuno capirà chi si è insediato (e tutti quelli che si sono insediati diventeranno sospetti), né il senso delle “tempistiche”. Nell’inchiesta sui bunga-bunga, col testo originario della schiforma, avremmo saputo che B. faceva le orge, ma non con chi, e che chiamava da Parigi la Questura da Parigi per far liberare la nipote di un capo di Stato africano: Ruby, non indagata, non sarebbe stata citabile, e tantomeno Mubarak. Così il Parlamento, avallando la maxi-balla, ci avrebbe fatto un figurone. Poi avremmo appreso che un tizio domandava a Consorte “Siamo padroni di una banca?” e pensato a un banchiere o a un mitomane, non a Fassino. Mancino voleva dirottare il processo Trattativa e chiamava un tizio al Colle che si dava da fare, ma il consigliere D’Ambrosio sarebbe rimasto coperto: tutti avremmo pensato a Napolitano. Palamara incontrava deputati e membri del Csm all’hotel Champagne per pilotare nomine di procuratori, ma chi fossero gli altri non l’avremmo saputo. Il lobbista indagato Gemelli parlava con la fidanzata- ministra Guidi non indagata per spingere una norma pro domo sua, ma chi fosse la donna che gli rinfacciava i favori fatti e il trattamento da “sguattera del Guatemala” sarebbe rimasto un mistero: tutte le ministre di Renzi sarebbero state degradate a sguattere. Moggi pilotava le designazioni arbitrali pro Juve, ma i nomi degli arbitri (e le relative partite che li avrebbero resi identificabili) sarebbero rimasti coperti da omissis: così nessun tifoso avrebbe saputo chi aveva fatto cosa. È la legge Bianchetto, così detta anche perché chi l’ha scritta e votata dev’essere ubriaco fradicio.

12/01/2024

tutte le ministre di Renzi sarebbero state degradate a sguattere. Moggi pilotava le designazioni arbitrali pro Juve, ma i nomi degli arbitri (e le relative partite che li avrebbero resi identificabili) sarebbero rimasti coperti da omissis: così nessun tifoso avrebbe saputo chi aveva fatto cosa. È la legge Bianchetto, così detta anche perché chi l’ha scritta e votata dev’essere ubriaco fradicio.

22/06/2022

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