26/08/2026
🇮🇹Grazie a “Viaggiare in Brianza”per questo bellissimo percorso tra memoria arte e identità alla scoperta di Cabiate. Un racconto accurato e originale, capace di mostrare con occhi curiosi la bellezza, la storia e le tante sorprese del nostro paese. Un prezioso invito a guardarlo con occhi nuovi.
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🇬🇧Thank you for this wonderful journey through Cabiate. An accurate and original story, able to reveal, with a curious eye, the beauty, history and many surprises of our town. A precious invitation to see it with fresh eyes.
+++CABIATE: IL PAESE DA VISITARE SE SIETE PERSONE CURIOSE E CON VOGLIA DI ESPLORARE +++
La mappa di Cabiate è più ricca di quanto possiate immaginare: selvaggia, artistica e sfacciata.
Tra un tributo alla "cadrega" e sculture al limite dell'avanguardia, questo piccolo paese della Brianza comasca vi dimostra che anche la provincia sa essere cool e sorprendente.
Situata a 16 km da Monza e a circa 20 km da Como, Cabiate è circondata dai boschi della Brughiera Briantea, ed è bagnata dal Torrente Terrò (o Tarò) e dai suoi affluenti: la Roggia Vecchia, la Valle di Mezzo e la Valletta.
Vi va un tour del paese? Vi propongo di iniziare da via Anderloni 14, per osservare un dipinto della Sacra Famiglia risalente alla fine dell’Ottocento e restaurato nel 2001 da Federico Pillan, grazie alla collaborazione del circolo Arci Il Filologico.
Lasciatevi il dipinto sulla sinistra e andate fino in fondo a via Anderloni, per poi girare a destra in via Magenta: qui al civico 10 sorge Villa Anderloni, dove visse Pietro Anderloni, copista e pittore del XIX secolo. Sulla facciata dell’edificio sono presenti tre medaglioni in terracotta che raffigurano Galileo, Raffaello e Michelangelo.
Poco oltre, di fianco al civico 2 di via Magenta, trovate il dipinto di una Madonna addolorata di fine Ottocento, di autore ignoto, restaurato da Serena Nigido e Stefania Boido nel 2001.
Al termine di via Magenta girate a sinistra in via Tasso e poi subito a destra in via Ponte: giungete così in piazza Umberto I, dove c’è l’ingresso di Villa Padulli. Costruita sulla cima di una collina in posizione dominante rispetto al centro del paese, la villa è in stile tardo neoclassico e ospitò in più occasioni Alessandro Manzoni. Al momento l’edificio non può essere visitato; potete, però, osservare la deliziosa architettura della portineria che si affaccia sulla piazza.
Pochi metri più in là, all’incrocio tra piazza Umberto I e via Vittorio Emanuele II, c’è il Santuario di Santa Maria Annunciata.
Lasciandovi il santuario sulla destra, imboccate via della Resistenza. Nel giardino che separa questa strada da via Carso, alla vostra destra, notate deliziose sculture in legno donate dall’intagliatore cabiatese Maurizio Colombo e realizzate direttamente sui tronchi di alcuni alberi.
Ora proseguite lungo via della Resistenza e andate sempre dritto, fino a quando non incrociate sulla vostra destra via Piave. In questa strada accanto al civico 3 potete ammirare il murale "Ombre Cabiatesi". Lungo 60 metri, è stato creato da Enrico Cazzaniga, e riproduce le ombre di diversi abitanti del paese: uomini, donne e bambini che si sono messi a disposizione per un progetto di arte collettiva.
A questo punto proseguite fino alla fine di via Piave, e poi girate a destra in via Roma; giunti in piazza Libertà, vedete sulla rotonda la scultura "Proposta" dell’artista medese Osvaldo Minotti. Contraddistinta da volumi puri ed essenziali, l’opera è stata concepita per essere goduta da tutti i punti di vista: il titolo scelto vuol mettere in evidenza la libertà di lettura e interpretazione da parte di chi osserva.
Dalla rotonda superate il passaggio a livello; continuate in via Vittorio Veneto, e – arrivati in fondo – girate a sinistra in via Padulli. Raggiunto il civico 51, fermatevi ad ammirare i murales che decorano l’edificio che ospita la Scuola d’Arte di Cabiate. Intitolata “Cabiate, l’artigianato e la cadrega”, l’opera è stata progettata da Marco Minotti e realizzata da Akila Porage, Silvano Villa, Saviana Brivio e Mauro Calvi, con la collaborazione di Gianluca Liuzzi. Come riportato sulla targa esplicativa a corredo dei murales, “mediante colori e forme si racconta la storia da un paesaggio bucolico d’altri tempi all’insegnamento, dalla lavorazione artigianale all’utilizzo delle nuove tecnologie: la ‘cadrega’, prodotto iconico, si fa sedia, è design”.
Superata la Scuola d’Arte, girate a sinistra in via Battisti e poi a destra in via Manzoni, per andare a osservare un altro murale, che abbellisce l’edificio della scuola media del paese, al civico 51. Anche questa opera è stata realizzata da Akila Porage, con la collaborazione di Silvano Villa.
A questo punto tornate indietro lungo via Padulli; proseguite in via Rossini e poi girate a sinistra in via Dante. Qui, all’incrocio con via Don Canali, sorge la Chiesa di Santa Maria Nascente, costruita tra gli anni ’40 e ’50 del secolo scorso su progetto di Ottavio Cabiati (architetto anche della Basilica dei Santi Filippo e Giacomo a Giussano e della Chiesa dei Santi Nazaro e Celso di Verano Brianza).
Ora proseguite la vostra passeggiata lungo via Dante; superato il semaforo, girate nella terza via a sinistra, via Baracca. Al civico 4 c’è l’ingresso del Centro Giovanile San Luigi, nel cui cortile potete ammirare un’altra opera di Osvaldo Minotti, la scultura “Altius Age Iter”. Il titolo fa riferimento a un verso delle “Metamorfosi” di Ovidio dedicato a Icaro (“Altius Egit Iter”, “Andò troppo in alto”, che poi diventò anche il titolo di una poesia di Gabriele D’Annunzio), trasformandolo in un invito a mirare verso l’alto: “Age” è, appunto, imperativo. Il granito triangolare che si protende verso il cielo è un’allusione alla Divinità; il bronzo raffigura la Vergine Odigitria intenta a indicare la via, contemplata da San Luigi Gonzaga (a cui il centro giovanile è intitolato); la rappresentazione è completata da due giovani, simbolo di tutta la gioventù di Cabiate.
Continuate a camminare in via Baracca, e allo stop girate a destra in viale Brianza; giunti alla rotonda, girate a sinistra in via Paolo VI: così accedete al Parco della Pace (alla vostra sinistra) e al Parco Unità d’Italia (alla vostra destra). All’interno del Parco Unità d’Italia potete anche provare l’esperienza di addentrarvi in un labirinto di arbusti!
Ora ritornate indietro lungo viale Brianza e girate nella prima strada a sinistra, via Fermi, percorrendola fino in fondo: giunti di fronte all’ingresso del cimitero, notate il Monumento all’Avis, realizzato sempre da Osvaldo Minotti. Il monumento fu inaugurato il 29 aprile del 1973, in occasione del 15esimo anniversario di fondazione della sezione
Accanto c’è il Monumento ai Caduti, il cui autore è lo stesso Minotti. L’opera, inaugurata nel 1974, rappresenta tre bambine in cerchio impegnate a giocare. In origine questo monumento era stato collocato davanti alla scuola media del paese; poi è stato trasferito nella posizione in cui si trova ancora oggi. Il basamento riporta una frase che si immagina pronunciata da una bambina della scuola media: “Il tuo sacrificio per la nostra libertà”.
Da qui, girate a destra in via Fermi, poi svoltate a sinistra in via Milano e subito dopo a destra in via Giovanni XXIII, per andare ad ammirare da vicino (di fronte al civico 7) la Chiesa di San Giorgio. Risalente al Settecento e progettata da Giacomo Antonio Quadrio, sotto la finestra di facciata accoglie una scultura che raffigura il santo, opera – anche in questo caso – di Osvaldo Minotti. Accanto al portale di ingresso, invece, le due finestrelle sono caratterizzate da teche che accolgono teschi e ossa, con tutta probabilità appartenenti a vittime della peste.
Ed eccovi arrivati ai titoli di coda di questa passeggiata!
Cabiate si rivela una piccola galleria a cielo aperto in cui la comunità celebra sé stessa attraverso la bellezza dell'incontro: le ombre dipinte sul muro di via Piave raccontano che nessuno di noi cammina mai da solo, perché siamo tutti parte della medesima trama.
La bellezza è tale solo se la si condivide con gli altri.
[Nella foto: uno scorcio del Parco Unità d'Italia]