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💧 ACQUA: È TEMPO DI CAMBIARE STRATEGIAIl dibattito sul Pozzo del Burano non può essere affrontato come una questione iso...
26/08/2026

💧 ACQUA: È TEMPO DI CAMBIARE STRATEGIA

Il dibattito sul Pozzo del Burano non può essere affrontato come una questione isolata. Il vero tema è più ampio: come vogliamo gestire una risorsa sempre più preziosa nei prossimi decenni?

Il cambiamento climatico impone di superare un vecchio modello fondato prevalentemente sull'aumento dell'offerta e sullo sfruttamento di nuove fonti. Oggi occorre intervenire contemporaneamente su più fronti, ossia ridurre le perdite delle reti, recuperare la capacità degli invasi esistenti, realizzare nuovi bacini anche con funzione di laminazione delle piene, raccogliere e riutilizzare le acque meteoriche, diminuire gli sprechi e differenziare gli usi dell'acqua.

Non ha senso continuare a utilizzare acqua potabile per gli scarichi dei bagni, per lavare le automobili o per irrigare i giardini, quando per queste funzioni possono essere impiegate acque recuperate e opportunamente trattate.

In questo quadro va affrontata anche la questione del Pozzo del Burano, non come risposta automatica alla crescente domanda d'acqua potabile, ma come riserva strategica da preservare per le situazioni di emergenza.

📰 Su Il Resto del Carlino di oggi, 26 agosto, l'intervento del Capogruppo di Fare Comune Alberto Mazzacchera.

L'acqua non è una risorsa infinita. Prima di cercarne sempre di nuova, dobbiamo imparare a gestire meglio quella che abbiamo.

MA IL POZZO DEL BURANO DEVE RESTARE UNA RISERVA.MAZZACCHERA CONTRARIO A UN UTILIZZO STRUTTURALE Il Pozzo del Burano deve...
25/08/2026

MA IL POZZO DEL BURANO DEVE RESTARE UNA RISERVA.
MAZZACCHERA CONTRARIO A UN UTILIZZO STRUTTURALE

Il Pozzo del Burano deve restare una riserva strategica da utilizzare nelle emergenze, non diventare una fonte ordinaria per rinviare ancora una volta le soluzioni strutturali ai problemi dell'approvvigionamento idrico.

È la posizione ribadita da Fare Comune e dal Capogruppo Alberto Mazzacchera nell'articolo pubblicato oggi, 25 agosto, dal Corriere Adriatico.

Ma c'è un punto sul quale occorre accendere con forza l'attenzione, ossia prima di parlare di nuove captazioni bisogna riverificare l'equilibrio e gli effetti di quelle già esistenti sul Monte Nerone.

Dal 2018 l'acquedotto del Monte Nerone è stato esteso verso la valle del Foglia. Nel frattempo, il Bosso tra Pianello e la sorgente della Romita durante l'estate è ormai quasi a secco, mentre a monte insistono le captazioni del Nerone.

È quindi necessario conoscere con dati aggiornati le effettive portate degli emungimenti del sistema Nerone-Pianello, la loro incidenza sull'equilibrio idrico del territorio e l'efficienza della rete a valle.

La risposta alla crescente siccità non può essere semplicemente quella di attingere sempre più acqua dalle sorgenti profonde.

Occorre invece cambiare impostazione: ridurre le perdite della rete, recuperare la capacità degli invasi esistenti – il cui progressivo interramento ne riduce da decenni l'efficacia – e valutare anche nuovi invasi, capaci di raccogliere l'acqua quando c'è e di contribuire contemporaneamente alla prevenzione delle alluvioni.

Tutto questo diventa ancora più importante alla luce del nuovo Piano Regolatore Generale degli Acquedotti della Regione. Uno strumento di tale rilevanza non può essere approvato senza dati aggiornati e senza un serio confronto con i territori interessati.

L'acqua è una risorsa sempre più preziosa. La vera sfida non è continuare ad attingerne di più, ma imparare a raccoglierla, conservarla e utilizzarla meglio.

TRASCRIZIONE DELL'ARTICOLO DI CHIARA AZALEA

Il dibattito

«Ma il pozzo del Burano deve restare una riserva»
Anche Mazzacchera contrario a un utilizzo più strutturale

CAGLI «Siamo totalmente contrari al collegamento strutturale del pozzo del Burano all’acquedotto del Montefeltro». Si conferma netta la posizione di Alberto Mazzacchera, capogruppo consiliare di minoranza del Comune di Cagli, sul futuro della riserva strategica idrica tra Cagli e Cantiano, in linea con quanto espresso ripetutamente in consiglio comunale dal 2024, inclusa la seduta del 29 luglio scorso. «Una riserva strategica, utilizzabile nelle emergenze, non può diventare una fonte ordinaria» spiega.

Mazzacchera chiede prima di tutto di verificare l’attuale equilibrio delle captazioni: «Occorre riverificare quelle del Monte Nerone e le scelte compiute dal 2018, che hanno portato a estendere quell’acquedotto verso la valle del Foglia. Il Bosso, tra Pianello e la sorgente della Romita, in estate è ormai quasi a secco, mentre a monte insistono le captazioni del Nerone. Occorre quindi verificare questo equilibrio».

Contrario a utilizzare il Burano come soluzione strutturale, aggiunge: «Pensare semplicemente di agganciare l’acquedotto del Nerone al Pozzo del Burano è un modo vecchio che non considera il cambiamento climatico. Non possiamo rispondere alla crescente siccità aumentando gli emungimenti dalle sorgenti profonde. Dobbiamo imparare a trattenere l’acqua quando cade, recuperando la capacità degli invasi esistenti, il cui sfangamento si discute inutilmente da almeno quattro decenni, come nel caso del Furlo».

La partita si intreccia con il nuovo Piano Regolatore Generale degli Acquedotti. «È un momento molto delicato. Un simile Piano non può essere approvato senza dati e studi aggiornati e senza un serio confronto con i territori. Occorre conoscere le vere portate degli emungimenti del sistema Nerone-Pianello, l’efficienza della rete a valle e le sue possibilità di miglioramento, affrontare la questione degli invasi Enel esistenti e valutare nuovi invasi, come quelli proposti dal sindaco di Cantiano, che possano svolgere anche una funzione contro le future alluvioni».

«Su questi presupposti porteremo la questione in Consiglio comunale – conclude Mazzacchera –. Il pozzo del Burano deve restare una riserva strategica per le emergenze, non una scorciatoia per rinviare le soluzioni strutturali. L’acqua sarà una risorsa sempre più preziosa: occorre una rivoluzione culturale nel modo di raccoglierla, conservarla e utilizzarla».

Chiara Azalea

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'ORDINANZA DEI BARBECUE Ordinanza sindacale n. 158 del 07.08.2026 del Comune di Cagli
17/08/2026

L'ORDINANZA DEI BARBECUE

Ordinanza sindacale n. 158 del 07.08.2026 del Comune di Cagli

🔥 INCENDIO SUL MONTE DI SANTA MARIA: LO SCAMPATO PERICOLO DEVE SERVIRE DA LEZIONE (POST N. 2 DEL 17.08.26)Questa mattina...
17/08/2026

🔥 INCENDIO SUL MONTE DI SANTA MARIA: LO SCAMPATO PERICOLO DEVE SERVIRE DA LEZIONE (POST N. 2 DEL 17.08.26)

Questa mattina, Alberto Mazzacchera quale Capogruppo consiliare di Fare Comune, si è confrontato con i Vigili del Fuoco che stanno continuando a monitorare il fronte dell’incendio sviluppatosi ieri.

Il quadro è ormai chiaro nella sua gravità. Il fuoco è partito dall’area del fiume Bosso (stracolmo all'inverosimile di villeggianti) e si è esteso lungo la fiancata del Monte di Santa Maria.

Le fiamme sono arrivate fino alla sommità del crinale.
La rapidità dell’intervento dei Vigili del Fuoco e la pioggia provvidenziale hanno evitato quello che avrebbe potuto trasformarsi in un disastro. Infatti superato il crinale l’incendio avrebbe potuto agevolmente propagarsi sul versante del monte rivolto verso la città di Cagli.

Uno scampato pericolo che deve però servire da lezione.
Non basta mettere un cartello di divieto e ritenere così assolto il compito dell'Amministrazione. Occorre una vigilanza attiva. Occorre organizzare la presenza sul territorio nei giorni nei quali da tempo sappiamo in anticipo che molte centinaia di persone raggiungeranno i nostri fiumi e le nostre montagne.

Dal 2024, Fare Comune (con interrogazioni e interpellanze) chiede un sistema organico di gestione dei fiumi Bosso e Burano nonché di monte Petrano, soprattutto nei periodi di massimo afflusso turistico.

Serve finalmente un Regolamento complessivo a tutela delle aste fluviali, perché questo straordinario patrimonio naturale sia innanzitutto protetto e, proprio perché protetto, possa poi essere valorizzato e messo a frutto anche economicamente, con equilibrio, programmazione e una visione rivolta al futuro.

In questo quadro diventa difficile comprendere anche l'organizzazione della Polizia Locale.
Il 16 agosto, nel pieno dell'afflusso turistico, risultava in servizio un solo agente, a fronte di un Corpo composto da 7 agenti oltre alla Comandante. E, per quanto ci risulta, non si tratterebbe affatto di un episodio isolato perché sarebbero diversi i giorni della prima metà di agosto nei quali è stato presente in servizio un solo agente.
È questa l'organizzazione dei controlli prevista dalla Giunta comunale per il periodo dell'anno nel quale il territorio registra una delle maggiori pressioni turistiche?

Ma è soprattutto l'approccio complessivo del laissez-faire comunale che deve cambiare.
Il buon senso individuale è importante, ma quando diverse centinaia di persone frequentano contemporaneamente luoghi naturali delicati il buon senso non può sostituire regole chiare, prevenzione e controlli.

Per questo continua a lasciare perplessi l’Ordinanza sindacale n. 158 del 7 agosto 2026. Nel provvedimento si afferma espressamente di voler uniformare Monte Petrano al Monte Nerone e al Monte Catria per quanto riguarda la disciplina dell’accensione di fuochi per la cottura di alimenti durante i picnic e, conseguentemente, si autorizza nei giorni 14, 15 e 16 agosto “la possibilità di poter accendere fuochi solamente ed esclusivamente su appositi barbecue alzati da terra”.
Ma il problema è che sul pianoro di Monte Petrano non risulta siano state predisposte apposite strutture pubbliche per l'accensione dei fuochi. A quali “appositi barbecue”, dunque, si riferisce l'ordinanza?
E soprattutto, in giornate di massimo afflusso, con temperature elevate e un territorio esposto al rischio incendi, era davvero opportuno ampliare la possibilità di accendere fuochi senza rafforzare prevenzione e controlli?

Quanto accaduto sul Monte di Santa Maria deve segnare un cambio di passo.
Bosso, Burano, Monte Petrano i monti Catria e Nerone non sono spazi da utilizzare in maniera selvaggia. Sono un patrimonio paesaggistico e ambientale di enorme valore che deve essere governato.

Tutela, regole, controlli, valorizzazione e fruizione non sono concetti contrapposti.
Sono parti della stessa politica del territorio.
Ed è tempo che Cagli cominci finalmente ad averne una.

🔥 INCENDIO SUL MONTE DI SANTA MARIA: SERVONO RISPOSTE CONCRETE NON IMPROVVISAZIONINel pomeriggio di oggi 16.08.26 un gra...
16/08/2026

🔥 INCENDIO SUL MONTE DI SANTA MARIA: SERVONO RISPOSTE CONCRETE NON IMPROVVISAZIONI

Nel pomeriggio di oggi 16.08.26 un grave incendio ha interessato il Monte di Santa Maria, propagandosi, per quanto al momento è dato sapere, dall’area del fiume Bosso, in prossimità della 'Gorga' dei Cavalli.

Quando alle 16:15 il Capogruppo Mazzacchera è giunto sul posto, il fronte del fuoco stava per scavalcare il crinale del Monte di Santa Maria sul versante rivolto verso la città di Cagli.

La situazione è particolarmente preoccupante anche perché in quell’area non esiste una viabilità che consenta ai normali mezzi antincendio di raggiungere agevolmente il fronte delle fiamme. Fondamentale è stato quindi il tempestivo intervento degli elicotteri, insieme a Vigili del Fuoco, Polizia Stradale e Protezione Civile, ai quali va il ringraziamento per l'immediata operatività.

In questo momento anche la pioggia che sta finalmente cadendo su Cagli potrebbe risultare determinante per fermare definitivamente l’incendio.

Ma quanto sta accadendo impone alcune domande che non possono essere eluse.

Questa mattina il fiume Bosso era strapieno di turisti. Un sopralluogo effettuato dal Capogruppo Mazzacchera tra le ore 12:00 e le 14:00, proseguendo fino a Pianello, ha restituito l'immagine di una straordinaria pressione turistica lungo il corso d'acqua, ancora una volta senza quelle regole di fruizione che Fare Comune chiede ormai dal 2024.

E proprio in giornate caratterizzate da temperature elevate, vegetazione secca e migliaia di persone presenti nelle nostre aree naturalistiche, appare ancora più difficile comprendere la scelta contenuta nell’Ordinanza sindacale n. 158 del 7 agosto 2026.
L'ordinanza autorizza infatti, per i giorni 14, 15 e 16 agosto, «la possibilità di poter accendere fuochi solamente ed esclusivamente su appositi barbecue alzati da terra».
Ma dove sono questi “appositi barbecue”? Quali sarebbero gli spazi individuati, attrezzati e messi in sicurezza?
Se tali spazi non esistono, una disposizione formulata in questo modo rischia concretamente di essere interpretata come una sorta di “liberi tutti” nell'accensione dei barbecue, proprio nei giorni di massimo afflusso e di massimo rischio.

C'è poi un'altra questione sulla quale si chiede una risposta immediata.
Il Corpo di Polizia Locale del Comune di Cagli dispone di 7 agenti. Perché ieri (giorno di Ferragosto) risultavano in servizio soltanto 2 agenti e oggi addirittura uno solo, proprio nel fine settimana di Ferragosto, quando Monte Petrano, il Bosso, il Burano e le altre aree naturalistiche del territorio registrano una presenza eccezionale di persone?

Chi della Giunta doveva sovrintendere alla programmazione dei servizi?
Quale piano straordinario di controllo del territorio è stato predisposto dalla Giunta?

Non è accettabile continuare ad affidarsi alla fortuna.

Da due anni Fare Comune chiede regole, prevenzione e controlli per la fruizione delle aree naturalistiche più frequentate del territorio comunale. Quanto accaduto oggi dimostra quanto queste richieste siano concrete e quanto sia pericoloso rinviare ancora.

Il patrimonio ambientale di Cagli va tutelato per prevenire anche gli incendi. La prevenzione viene prima dell'emergenza e la tutela del patrimonio paesaggistico precede la sua valorizzazione e la sua messa a frutto sotto il profilo socio-economico.

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ORE 17.55 Gli elicotteri dei Vigili del Fuoco sono ancora in azione per spegnere gli ultimi focolai.

MONTE PETRANO: ARRIVA FERRAGOSTO, LE PROMESSE RESTANO PAROLEA quasi due anni dalla prima interrogazione di Fare Comune, ...
14/08/2026

MONTE PETRANO: ARRIVA FERRAGOSTO, LE PROMESSE RESTANO PAROLE

A quasi due anni dalla prima interrogazione di Fare Comune, Monte Petrano si prepara ad affrontare uno dei giorni di maggiore afflusso dell’anno senza che gli impegni assunti dall’Amministrazione comunale abbiano trovato concreta attuazione.

❌ La segnaletica per impedire l’accesso ai prati non è stata ripristinata.
❌ Il Regolamento per l’utilizzo e la gestione del pianoro non è stato predisposto.
❌ La Commissione Ambiente non è stata neppure costituita.
❌ La Casetta e i bagni pubblici attendono ancora gli interventi necessari.

Eppure non si chiedono opere invasive o grandi investimenti. Si chiedono regole chiare, tutela dei prati, controlli adeguati, servizi essenziali dignitosi e una gestione stabile e rispettosa di uno dei luoghi naturalistici più importanti del nostro territorio.

Nel Consiglio comunale del 29 luglio gli stessi Assessori competenti hanno dovuto riconoscere che i principali problemi sollevati da Fare Comune sono ancora irrisolti.

Alla vigilia di Ferragosto, dunque, torniamo a chiedere ciò che chiediamo dal 2024 ossia passare dalle promesse ai fatti.

Monte Petrano va tutelato oggi e valorizzato per il futuro, anche attraverso le scelte che dovranno essere compiute con il nuovo PUG.

📰 Su NonSoloFlaminia l’articolo dedicato alla nostra iniziativa pubblicato il 14.08.26.

A quasi due anni dalla prima interrogazione depositata dal Capogruppo Alberto Mazzacchera in Consiglio comunale la Giunta ha dovuto ammettere che gli interventi annunciati non sono stati realizzati…

PIÙ TUTELA PER IL POLO CULTURALE DI CAGLIIl patrimonio culturale non si tutela soltanto organizzando eventi. Si tutela i...
10/08/2026

PIÙ TUTELA PER IL POLO CULTURALE DI CAGLI

Il patrimonio culturale non si tutela soltanto organizzando eventi. Si tutela innanzitutto conservando documenti, libri e fotografie che raccontano la storia della nostra comunità.

Per questo il Capogruppo Alberto Mazzacchera ha depositato un'interpellanza dedicata al Polo Culturale di Eccellenza, chiedendo due interventi non più rinviabili:

✔️ la soluzione definitiva del problema dell'umidità di risalita che interessa i locali destinati alla conservazione del patrimonio archivistico e librario, semplicemente riattivando l'apparecchiatura esistente dal 2012 ;

✔️ la nomina di una direzione stabile per Biblioteca Comunale, Archivio Storico e Fototeca.

La recente sentenza del TAR sul Teatro Comunale ha dimostrato quanto la ricerca archivistica possa essere decisiva per tutelare gli interessi della città. Gli archivi non custodiscono soltanto il passato ma sono uno strumento fondamentale per costruire e difendere il futuro di Cagli.

Per il Gruppo consiliare Fare Comune la tutela del patrimonio culturale richiede programmazione, competenze e una visione di lungo periodo.

📰 L'articolo pubblicato oggi da NonSolo Flaminia illustra i contenuti dell'interpellanza depositata in Consiglio Comunale.

https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2026/08/10/gruppo-fare-comune-consiglio-comunale-cagli-piu-tutela-per-il-polo-culturale-la-sentenza-del-tar-dimostra-il-valore-degli-archivi/

Il Capogruppo Alberto Mazzacchera di Fare Comune ha depositato un’interpellanza dedicata al Polo Culturale di Eccellenza di Cagli, ponendo all’attenzione dell’Amministrazione due …

ROTTAMAZIONE-QUINQUIES PER I TRIBUTI COMUNALI. FARE COMUNE PROPONE, LA MAGGIORANZA DICE NOIl Consiglio comunale ha respi...
30/07/2026

ROTTAMAZIONE-QUINQUIES PER I TRIBUTI COMUNALI. FARE COMUNE PROPONE, LA MAGGIORANZA DICE NO

Il Consiglio comunale ha respinto la proposta di Fare Comune di aderire alla Rottamazione-quinquies dei tributi locali, lo strumento previsto dalla legge che avrebbe consentito a cittadini e imprese di regolarizzare la propria posizione eliminando sanzioni e interessi, senza alcuna riduzione delle somme dovute al Comune.

La nostra proposta nasceva da una considerazione semplice dopo gli anni della pandemia, il caro energia e le difficoltà economiche che ancora interessano molte attività produttive. Fatte tali considerazioni era doveroso offrire una possibilità concreta in particolare alle imprese economiche che sono in difficoltà di mettersi in regola con la rateizzazione lunga.

La definizione agevolata avrebbe favorito il recupero dei crediti comunali e consentito, infatti, una rateizzazione fino a nove anni, uno strumento che oggi il Comune non è in grado di offrire.

La maggioranza ha invece scelto di non aderire, sostenendo che la misura non fosse necessaria e richiamando le valutazioni della società concessionaria del servizio di riscossione (Andreani Tributi). Fare Comune ritiene, al contrario, che una decisione di questa importanza dovesse essere assunta esclusivamente nell'interesse della comunità e delle imprese del territorio in tempi economici molto difficili.

Continueremo a presentare proposte concrete, fondate sulla normativa vigente e orientate a sostenere cittadini, famiglie e attività economiche, che significa avere posizioni diverse da quelle della maggioranza.

📰 L'articolo di NonSolo Flaminia ripercorre il dibattito e le ragioni della proposta presentata da Fare Comune.

Il Gruppo consiliare Fare Comune ha presentato una mozione con la quale chiede al Comune di Cagli di aderire alla Rottamazione-quinquies dei tributi locali (TARI, etc.), ossia la definizione agevol…

UNESCO: LA PARTITA PER IL TEATRO DI CAGLI PROSEGUEL'approfondimento pubblicato dal Corriere Adriatico (27.07.26) conferm...
29/07/2026

UNESCO: LA PARTITA PER IL TEATRO DI CAGLI PROSEGUE

L'approfondimento pubblicato dal Corriere Adriatico (27.07.26) conferma il punto fondamentale che la sentenza del TAR (a seguito della recente istituzione del sito UNESCO dedicato ai Teatri condominiali delle Marche) apre una nuova fase per il Teatro Comunale di Cagli.

L'obiettivo non è mettere in discussione la decisione dell'UNESCO, ma fare in modo che il Teatro di Cagli venga valutato sulla base di un quadro storico e scientifico corretto, come riconosciuto dal TAR.

La Relazione di Alberto Mazzacchera (Capogruppo di Fare Comune) basata su un'attenta ricerca archivistica, il ricorso del Comune stimolato da una forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica, hanno creato le condizioni per proseguire questo percorso.

Per Fare Comune la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale per lo sviluppo sociale, culturale ed economico non sono uno slogan, ma un impegno concreto fondato sulla conoscenza, sul rigore scientifico e sulla difesa degli interessi della comunità.

UNESCO E TEATRO DI CAGLI: UNO SPIRAGLIO SI RIAPRELa sentenza del TAR Marche rappresenta un passaggio di grande importanz...
04/07/2026

UNESCO E TEATRO DI CAGLI: UNO SPIRAGLIO SI RIAPRE
La sentenza del TAR Marche rappresenta un passaggio di grande importanza per il Teatro Comunale di Cagli e per l'intera città.
È giusto ricordare che, senza la mobilitazione di questi anni, i numerosi articoli di stampa e gli interventi della Consigliera Micaela Vitri che hanno acceso l'attenzione sull'ingiusta esclusione del Teatro e senza la raccolta di oltre 15.000 firme promossa da Paolo Ragni, il Comune difficilmente avrebbe deciso di promuovere il ricorso al TAR.
Dopodiché un ricorso si vince con i documenti. In questa vicenda, la Relazione storico-artistica stilata da Alberto Mazzacchera e consegnata al Comune in qualità di Capogruppo di Fare Comune, fondata su un'approfondita ricerca d'archivio e su un'inedita lettura del programma decorativo del Teatro, ha consentito di dimostrare gli errori presenti nella documentazione predisposta per la candidatura UNESCO e di ricostruire correttamente la storia e il significato culturale del nostro Teatro. La ricerca restituisce il Teatro Comunale come uno dei più significativi manifesti culturali del Risorgimento marchigiano ossia un luogo concepito come tempio laico di elevazione dello spirito umano, espressione degli ideali dei patrioti della Repubblica Romana, dell'Unità d'Italia e della cultura massonica risorgimentale.
La sentenza riconosce che il Teatro Comunale avrebbe dovuto essere ricompreso nella candidatura originaria e apre ora una prospettiva nuova.
La battaglia, però, non è ancora conclusa. Ora spetta al Comune in primis, alla Regione Marche e al Ministero della Cultura attivarsi senza indugio affinché vengano rimossi gli effetti dell'illegittima esclusione accertata dal TAR cosicché il Teatro Comunale possa essere valutato e valorizzato secondo quanto stabilito dalla sentenza.
È un risultato di cui la città può andare orgogliosa, nato dalla capacità di fare squadra, quando tutto sembrava perduto, attorno a un obiettivo condiviso. Cittadini, istituzioni, professionisti e amministratori hanno contribuito, ciascuno con il proprio ruolo, a costruire questo importante traguardo.
Adesso occorre proseguire con la stessa determinazione fino al riconoscimento definitivo.
📎 Articolo di Antonella Marchionni – "Il Resto del Carlino", 4 luglio 2026

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Cagli
61043

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