27/08/2026
🎤 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗧𝗼𝗱𝗱𝗲, 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗮' 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘀𝗹𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮. 𝗦𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲?
«Io parto sempre da un presupposto: se mi dessi un voto sarei presuntuosa. Il voto dovranno darmelo i sardi, con informazioni alla mano».
🎤 𝗤𝘂𝗮𝗹 𝗲' 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝘃𝗮 𝗽𝗶𝘂' 𝗳𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗱𝘂𝗲 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗲 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲?
«Ci sono diverse cose che mi rendono particolarmente orgogliosa. Tra le prime sicuramente, l’aver mantenuto l’acqua pubblica, che era un punto qualificante della campagna elettorale: basta pensare che Abbanoa ha restituito alla Regione 231 milioni di euro, mentre quando sono arrivata era una società con pochi mesi di vita e all’orizzonte incombeva una gara che rischiava di farla diventare privata. E poi sono orgogliosa delle bonifiche alla Maddalena, dei cantieri portati a termine dopo tanto tempo: penso a Monte Pino, alla Sassari-Alghero, ai viadotti della 131 dcn. E poi c’è un altro tema che mi rende orgogliosa, anche se potrebbe sembrare un controsenso...».
🎤 𝗘 𝗰𝗶𝗼𝗲'?
«La sanità. C’è ancora tantissimo lavoro da fare, ma in questi mesi siamo riusciti a recuperare 120 medici di medicina generale. È vero, ne mancano ancora molti, ma averne convinti 120 in due anni e mezzo è un risultato importante. E poi abbiamo riaperto decine di guardie turistiche che hanno dovuto fare fronte a una invasione senza precedenti. E poi, forse la cosa più importante, grazie alla Vertenza entrate nella variazione di bilancio abbiamo potuto mettere tante risorse per i sardi».
🎤 𝗘 𝗰’𝗲' 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗵𝗲, 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝗱𝗼 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼, 𝗳𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲?
«Premesso che a nessun presidente eletto danno il manuale del presidente perfetto, di errori se ne fanno, anche in ottima fede. Se c’è una cosa che mi rammarica è vedere un servizio sanitario non all’altezza sia per quanto spendiamo che per problemi complessi che non possono essere risolti velocemente. Non è facile fare capire a un cittadino che serve tempo per risolvere problemi che vengono da lontano. Ogni volta che affronto questo tema ammetto di essere in difficoltà, ma quello che non accetto è ricevere paternali quotidiane da chi ha avuto responsabilità per trent’anni. Chi ha avuto quelle posizioni, se vuole, può contribuire, ma le paternali le rispedisco al mittente».
🎤 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗮 𝘃𝗮𝗿𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗯𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼 𝗱𝗮 𝟮 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗲 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼. 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗼𝘃𝗿𝗮?
«È una manovra di ampio respiro che interviene sui temi cardine di questa legislatura. Abbiamo stanziato un miliardo per la sanità: una cifra imponente visto il già importante budget che le riserviamo. Abbiamo pensato a misure come “Ritornare a casa” o le Dimissioni protette o il fondo per le integrazioni delle rette per le comunità integrate, ascoltando la richiesta di quei sindaci che non possono permettersele. E poi incentivi per i medici, per l’edilizia sanitaria. E ancora 500 milioni per quei giovani che già stanno in Sardegna ma devono essere aiutati a mettere su un progetto di vita, o anche per quei sardi di tutto il mondo che vorrebbero tornare nell’isola. Sono misure una tantum molto importanti. E poi c’è una grande attenzione per i lavori pubblici, per le strade provinciali, per la sicurezza. E per la scuola, troppi istituti vecchi e datati: 85 milioni da investire su edifici moderni e palestre».
🎤 𝗜𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗼𝘃𝗿𝗮 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗽𝗼𝘁𝘂𝘁𝗼 𝘂𝘀𝘂𝗳𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝟭,𝟯 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗰𝗰𝗼𝗿𝗱𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗩𝗲𝗿𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼.
«Sono risorse che hanno influito parecchio in un momento così complicato. Il nostro Pil sta crescendo più della media italiana, anche i dati dell’occupazione sono positivi, ma ancora scontiamo un divario importante e avere la possibilità di investire queste risorse per la nostra isola è fondamentale».
🎤 𝗗𝗮 𝗱𝗶𝗲𝗰𝗶 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗹𝗲𝗶 𝗲' 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗮𝘀𝘀𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮'. 𝗘' 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗲𝘃𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗻𝗲𝗮. 𝗥𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗮' 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘀𝗹𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮?
«Credo sia importante garantire i risultati che ci eravamo prefissati. Con i fondi del Pnrr abbiamo attivato le case di comunità e gli ospedali di comunità. Abbiamo fatto un piano straordinario di 1500 assunzioni. Stiamo lavorando alla riforma del Cup. Sono orgogliosa di essere assessora alla Sanità e di confrontarmi quotidianamente con i direttori generali, spiegando loro quali sono i nostri obiettivi: questo è un metodo di lavoro nuovo. Ora, però, quelle scatole che abbiamo costruito vanno riempite: nelle case e negli ospedali di comunità servono i medici, gli infermieri. Abbiamo creato una sanità territoriale che deve cambiare passo. Io potrò sentirmi tranquilla solo quando questi progetti saranno avviati. I sardi mi valuteranno su quello. Anche i miei detrattori più accaniti hanno riconosciuto che abbiamo cambiato registro...».
🎤 𝗗𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲, 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗮𝘀𝘀𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗮?
«Io ho lavorato tantissimo su una squadra che si sta spendendo tantissimo su questi temi. Oggi conta dare stabilità. Il cambiamento di un assessore può essere impattante, può impiegare mesi per capire dove è seduto e i sardi non possono permetterselo».
🎤 𝗟𝗮 𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮' 𝗲' 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗽𝗶𝘂’ 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗶 𝘀𝗮𝗿𝗱𝗶: 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗮𝗳𝗳𝗼𝗹𝗹𝗮𝘁𝗶, 𝗿𝗲𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘀𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗰𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗯𝗮𝘀𝗲, 𝗹𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗱’𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝗮 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗵𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗲. 𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗹𝘃𝗲𝗿𝗲?
«Dare garanzie ai professionisti dell’emergenza-urgenza. Questa estate abbiamo retto il fatto di non avere più i gettonisti grazie ai professionisti che si sono sacrificati. Ora dobbiamo passare alla stabilizzazione, all’aumento degli organici: è impensabile che Olbia questa estate abbia avuto il 30 per cento in più di accessi e stia andando avanti con lo stesso organico dell’anno scorso. E l’altra cosa è la presa in carico dei cittadini: la sanità deve tornare sui territori, perché se funzionano le case di comunità si svuotano gli ospedali e si dà respiro ai reparti».
🎤 𝗦𝘂𝗹 𝟰𝟭 𝗯𝗶𝘀 𝗶𝗻 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗹𝗲𝗶 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼. 𝗢𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗡𝗼𝗿𝗱𝗶𝗼 𝗵𝗮 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶. 𝗟𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲' 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗮 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲?
«Abbiamo combattuto per avere l’insularità nella Costituzione, una battaglia che a cui ho contribuito anche io. Ora vediamo che il Governo ci discrimina perché siamo un’isola. E in quanto isola dobbiamo essere candidati a ospitare detenuti invasivi che pesano non solo sull’inquinamento dell’economia, della società, ma anche sulla sanità. Vogliono scaricare questo peso sui sardi. Al di là degli sgarbi istituzionali, da parte del ministro Nordio non c’è stata alcuna proposta di discutere sull’impatto. Di recente abbiamo fatto un accesso agli atti al ministero: useremo qualsiasi strumento possibile contro questa ingiustizia. La sentiamo come una punizione».
🎤 𝗦𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗹𝗲𝗶 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗳𝗿𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗰𝘂𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗿𝗲𝗲 𝗶𝗱𝗼𝗻𝗲𝗲. 𝗤𝘂𝗮𝗹 𝗲' 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮?
«La transizione energetica è necessaria, ma va portata avanti capendo che bisogna rispettare ambiente e bellezza. Noi abbiamo deciso di governare il processo e non subirlo, definendo le aree per lo sviluppo delle rinnovabili. Ma vorrei ricordare a quei detrattori che urlano tutti i giorni che hanno la memoria corta. A portare le pale eoliche sono stati loro con le loro delibere, le loro decisioni. Non c’è una pala eolica messa dalla giunta Todde. La nostra giunta ha messo un miliardo per la transizione energetica: noi rivendichiamo il nostro diritto a pianificare. Certo, ancora una volta dobbiamo scontrarci con l’arroganza del Governo, che ci ha bastonati sulla co-pianificazione: un metodo che va bene solo quando devono pianificare loro».
🎤 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼 𝗮𝗲𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶: 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗲' 𝘂𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲.
«Va ripristinata con chiarezza la verità dei fatti. La Finanza ha acquisito documenti in Regione su richiesta della Corte dei conti, come lo ha fatto anche in Consiglio regionale, alla Camera di commercio, nelle società degli aeroporti. È tutto all’interno dell’istruttoria. Di altre visite non ne abbiamo avute, anche perché la Regione era chiusa».
🎤 𝗠𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲' 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗳𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮' 𝗮𝗲𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗵𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗻𝘃𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲?
«Partiamo da un fatto. Quando siamo arrivati, nel 2024, c’erano due aeroporti privati - Alghero dal 2017, decisione della giunta Pigliaru, e Olbia, dal 2020, giunta Solinas - e quello di Cagliari, con socio di maggioranza la Camera di commercio e in cui la Regione ha quote marginali. Non si capisce, dunque, cosa dovrebbe privatizzare la Regione. Non ha alcuna voce in capitolo. A quel punto potevamo scegliere se stare alla finestra come un qualsiasi spettatore oppure intervenire nell’interesse della Sardegna per avere una rete aeroportuale con l’obiettivo di una migliore e più robusta continuità territoriale. L’interesse della Regione è trasparente e dichiarato e l’acquisto di eventuali quote è rivolto a questo. Non è pensabile che la Regione entri su un singolo aeroporto: perché Cagliari sì e Alghero e Olbia no?».
🎤 𝗘 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲' 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗻𝘃𝗶𝗼?
«Banalmente per rispettare un cronoprogramma. C’è bisogno di indire una gara europea per selezionare l’advisor e non saremmo riusciti a farlo nei tempi previsti. Non abbiamo alcune fretta».
🎤 𝗦𝘂𝗹 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗖𝗮𝗹𝗮 𝗙𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗹 𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗵𝗮 𝗽𝗼𝗶 𝗿𝗲𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗹’𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗭𝗲𝘀 𝗹𝗲𝗶 𝗵𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮. 𝗟𝗮 𝘃𝗶𝗰𝗲𝗻𝗱𝗮 𝗲' 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗶𝘂𝘀𝗮 𝗼𝗽𝗽𝘂𝗿𝗲 𝘁𝗲𝗺𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮?
«Il Governo ha utilizzato la Zes per bypassare la legge regionale. Già dal novembre 2025 la Regione si è posta in maniera molto critica verso quel progetto. Non abbiamo né cambiato idea né espresso pareri discordanti. È un progetto che non si poteva fare. Ora sarà importante vigilare su quello che succederà davanti al Tar o negli altri gradi di giudizio. Noi siamo pronti a difenderci in qualsiasi sede: non intendiamo derogare al Ppr. Ma le regole paesaggistiche valgono per tutti. Cala Finanza è emerso agli onori della cronaca, ma ci sono progetti che vengono portati avanti anche nel Sud Sardegna. Mi auguro la stessa attenzione per progetti che possano violare il Ppr e creare problematiche ambientali».
🎤 𝗘𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗮 𝗿𝗲𝗰𝗼𝗿𝗱, 𝗺𝗮 𝗲' 𝗿𝗶𝗲𝗺𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝘂𝗼𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹’𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮. 𝗡𝗼𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗲𝘀𝗰𝗲 𝗮𝗱 𝗮𝘁𝘁𝗶𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂' 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗼' 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗮?
«Bisogna fare una cosa che in questa regione non è così popolare: programmare. Sui treni stenderei un velo pietoso: solo slogan e zero investimenti. La giunta ha approvato il Piano dei trasporti regionale che deve servire non solo a chi viaggia per lavoro, ma anche per ragioni di sanità. Pensiamo anche agli studenti: avere dato la possibilità agli under 14 di viaggiare gratuitamente va in questa direzione. Va cambiata la mentalità: il trasporto pubblico va adattato alle esigenze dei cittadini. Per questo stiamo lavorando a modificare gli orari dell’Arst, a un servizio per le spiagge più efficiente...».
🎤 𝗜 𝗱𝗮𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗶. 𝗠𝗮 𝗹𝗲𝗶 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗵𝗮 𝗽𝗶𝘂' 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗶 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶 𝗿𝗶𝗺𝗮𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶. 𝗤𝘂𝗮𝗹 𝗲' 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼?
«Dobbiamo dare la possibilità a tutti di crearsi un progetto di vita. In Sardegna abbiamo un lavoro povero e il piano dell’assessorato va proprio nella direzione di creare più lavoratori qualificati che possano avere un progetto di futuro».
🎤 𝗟’𝗘𝗶𝗻𝘀𝘁𝗲𝗶𝗻 𝗧𝗲𝗹𝗲𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲 𝗲' 𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘀𝗹𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮. 𝗔 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼?
«Quello che dobbiamo fare capire ai sardi è che già questo percorso sta cambiando la Sardegna. I fondi ai quattro comuni interessati per la rigenerazione urbana, tre milioni per l’ospitalità, gli investimenti sulle strade provinciali, sulla sede Engv a Nuoro. L’Einstein è già un’opportunità di cambiamento per il territorio. La vera scommessa è la ricaduta economica reale che la popolazione può vedere».
🎤 𝗘𝗽𝗽𝘂𝗿𝗲 𝘀𝗶 𝗹𝗲𝘃𝗮𝗻𝗼 𝘃𝗼𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗲: 𝗰’𝗲' 𝗰𝗵𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘁𝘂'.
«La Sardegna è allergica al cambiamento, soprattutto il mio territorio. Non voglio essere generalista, ma credo che questo progetto vada spiegato bene per fare capire la sua importanza. È un progetto che convive con la biosfera riconosciuta dall’Unesco, che si svolge interamente sottoterra, che ha già visto un laboratorio iniziare il proprio lavoro. L’Einstein non è un progetto di Lula, ma di tutti i comuni sardi. Cambierà la Sardegna intera. Non è l’ennesima servitù, l’ennesimo tentativo di abusare del nostro territorio. A me ha colpito molto l’intervento di una giovane divulgatrice a Lula in consiglio comunale: “Chi è contro l’Einstein sta dicendo ai giovani laureati di non tornare in Sardegna perché non c’è posto per noi”».
🎤 𝗜𝗻 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗹’𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗮𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗵𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲' 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼𝘀𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲. 𝗜𝗹 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗹𝗮𝗿𝗴𝗼 𝗽𝘂𝗼' 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻'𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗮𝗹 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗠𝗲𝗹𝗼𝗻𝗶?
«I nostri elettori sono più pronti di noi. Recentemente sono stata in Lombardia, in Toscana e da tutti mi viene chiesto: unità. Condividiamo gli stessi valori al di là delle singole sensibilità: contro la guerra, contro le diseguaglianze sociali, per l’equità fiscale».
🎤 𝗟𝗲𝗶 𝗳𝘂 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗮𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗠𝟱𝗦 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮𝗿𝗶𝗲: 𝗾𝘂𝗮𝗹 𝗲' 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲?
«Io credo che si debba interpretare la sensibilità dei partiti della coalizione. Nel mio caso si decise che le primarie non fossero la strada migliore. A livello nazionale se ne sta discutendo. Io sono laica: un progetto credibile e riuscire ad arrivare a governare sono le uniche due cose che devono guidare la scelta».
🎤 𝗦𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝘀𝘀𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗶 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶. 𝗖𝗵𝗶 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗮' 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗮' 𝗱𝗶𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗼?
«L’ho detto chiaramente da subito: i sardi non hanno necessità di campagne elettorali fatte sulla loro pelle. Ambire a un percorso nazionale è più che legittimo, ma ho bisogno di continuità, che non è compatibile con una campagna elettorale. Sono stata eletta per governare la Sardegna e voglio stabilità. I miei assessori lo sanno e se si candidano faranno un passo indietro».
🎤 𝗖’𝗲' 𝗰𝗵𝗶 𝗶𝗽𝗼𝘁𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗰𝗵𝗲, 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗹𝗮𝗿𝗴𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗲 𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲, 𝗹𝗲𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮.
«Credo che i sardi meritino serietà. Il mio patto con loro deve essere onorato».
🎤 𝗗𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲, 𝗲' 𝘂𝗻 𝗻𝗼?
«Guardi, non ci penso lontanamente: manco morta».