UniCa 2.0

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Oggi è l’anniversario della Legge Codignola.Questa legge dell'11 dicembre 1969 ha reso possibile a tutti accedere all’un...
11/12/2020

Oggi è l’anniversario della Legge Codignola.

Questa legge dell'11 dicembre 1969 ha reso possibile a tutti accedere all’università, eliminando il sistema di discriminazione basato sul tipo di diploma ottenuto. La portata straordinaria della legge è evidente: moltissimi di noi possono studiare proprio grazie a essa.

L’università non deve essere centro di formazione per le élites ma un percorso di arricchimento personale al quale tutte e tutti devono poter accedere.

Purtroppo la vera accessibilità dell’Università resta ancora irrealizzata: serve un’università che sia completamente gratuita, e servono molte più borse di studio.

Ma in questo giorno ricordiamoci di chi è venuto prima di noi ed ha lottato per lo stesso ideale di università libera, aperta, gratuita. Ora tocca a noi, e non ci fermeremo!

Domenica si è tenuta l'udienza per decidere se rinnovare o meno la custodia cautelare per Patrick Zaki, in carcere da or...
07/12/2020

Domenica si è tenuta l'udienza per decidere se rinnovare o meno la custodia cautelare per Patrick Zaki, in carcere da ormai dieci mesi.

Oggi arriva la conferma che, purtroppo, temevamo: altri 45 giorni. Secondo quanto riferito, Patrick, che rischia 25 anni di carcere, era presente all'udienza.

Non possiamo accettare che questo abuso continui: l'UE e l'Italia in primis devono intervenire affinché Patrick venga rilasciato immediatamente!

Udienza straordinaria domani: Patrick libero subito!Dopo la liberazione ieri di tre membri della Egyptian Initiative for...
04/12/2020

Udienza straordinaria domani: Patrick libero subito!

Dopo la liberazione ieri di tre membri della Egyptian Initiative for Personal Rights - المبادرة المصرية للحقوق الشخصية che si occupa di diritti umani in Egitto e con la quale collaborava Patrick Zaki, oggi è arrivata la notizia che l'udienza sul rinnovo della custodia cautelare di Patrick, che era prevista per gennaio, è stata anticipata a domani.

Dopo la liberazione dei suoi colleghi, la prigionia del nostro collega non può più continuare.

Patrick libero, subito!

Oggi è la giornata mondiale contro l'Aids. Nonostante i grandi passi avanti fatti negli ultimi anni dalla ricerca medica...
01/12/2020

Oggi è la giornata mondiale contro l'Aids. Nonostante i grandi passi avanti fatti negli ultimi anni dalla ricerca medica in termini di trattamento e prevenzione, lo stigma intorno alle persone sieropositive rimane molto forte.

È necessario adoperarsi per aumentare la consapevolezza e il livello di informazione, soprattutto tra i giovani: per questo motivo, abbiamo bisogno di un'educazione alla sessualità e all'affettività adeguata e che offra gli strumenti per proteggersi e proteggere.

Dopo questa pandemia, dovremmo aver imparato l'importanza della prevenzione e della salute: siamo tutte e tutti sierocoinvolti!

Oggi è il 25 novembre, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La violenza di genere è un problema reale: q...
25/11/2020

Oggi è il 25 novembre, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La violenza di genere è un problema reale: quasi un terzo delle donne, nel corso della propria vita, subisce abusi e violenze almeno una volta.

Quando si parla di questo fenomeno non si intende una violenza legata alla passione, alla gelosia, al malessere di una coppia, ma riguarda una vera e propria dinamica di potere che vede la donna come oggetto di proprietà del marito-padre-fratello-amante-amico o persino di un passante per strada. Purtroppo sappiamo bene quanto questo tipo di violenza sia sommerso, difficile da denunciare e di quanto spesso la legge non tuteli le vittime e non agisca finché non si verifichi un evento grave o fatale.

Nel corso della pandemia, i casi sono aumentati: il lockdown ha esposto maggiormente chi già viveva in condizioni di rischio e di fragilità. L'isolamento all'interno dello stesso ambiente di violenza è pericoloso e mette ancora più a rischio per l'incolumità psico-fisica le vittime.

Discriminazione sul lavoro e catcalling, abusi fisici e plagi psicologici: questo fenomeno ha molte declinazioni e ognuna è un valido motivo per denunciare e protestare, ma non si avranno mai abbastanza tutele se anche nel momento della denuncia non ci si schiera tutt* dalla parte della vittima e non si inizia davvero a riconoscere il sostrato comune a questi "episodi di rabbia/passione".

La prevenzione, che deve partire dalla destrutturazione di un sistema patriarcale e maschilista come quello in cui viviamo, deve iniziare dai luoghi del sapere. Deve iniziare da scuole e università.

Stop alla violenza!

Un barlume di speranza per la verità sulla morte di Giulio Regeni, una buona notizia in un periodo cupo come quello stia...
23/11/2020

Un barlume di speranza per la verità sulla morte di Giulio Regeni, una buona notizia in un periodo cupo come quello stiamo vivendo.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha telefonato al Presidente egiziano Al-SiSi: la procura italiana è in possesso di prove nei confronti dei cinque 007 egiziani probabilmente responsabili della morte di Giulio e si dice pronta a far partire il processo, con o senza la collaborazione egiziana.

Dopo 4 anni di piazze, iniziative, di attivismo per chiedere il 'diritto alla verità', forse si è finalmente sulla buona strada per dare a Giulio e alla sua famiglia la giustizia che meritano.

Negli stessi giorni, però, è stata anche rinnovata di 45 giorni la custodia cautelare per Patrick Zaki, per l'ennesima volta. Non possiamo accettare che i diritti umani vengano messi in discussione in questo modo: continueremo a chiedere giustizia anche per Patrick, ingiustamente incarcerato!

Ieri si è tenuta presso il poligono di Capo Frasca la manifestazione "Più ospedali meno militari/Stop esercitazioni", pe...
20/11/2020

Ieri si è tenuta presso il poligono di Capo Frasca la manifestazione "Più ospedali meno militari/Stop esercitazioni", per richiedere una moratoria su tutte le esercitazioni militari, il ritiro dei finanziamenti alle attività di natura bellica e il reinvestimento delle risorse in favore della sanità pubblica sarda.

Ogni anno, la cifra stanziata per la spesa militare in Italia raggiunge cifre enormi, per quest'anno ammonta a oltre 26 miliardi di euro. Questo dato tiene conto solamente dei fondi provenienti dal Ministero della Difesa, ma la cifra aumenta vertiginosamente se si considerano gli altri numerosi contribuenti. Questo di fronte ai 37 miliardi tagliati alla sanità pubblica tra 2012 e il 2019.

Ci si sarebbe potuta aspettare una revisione delle priorità da parte dello Stato, perlomeno durante la seconda ondata di un'epidemia devastante, invece dal primo Ottobre sono riprese le esercitazioni militari, mentre nei nostri ospedali mancano ancora troppo spesso i posti letto in terapia intensiva.

È assolutamente necessario che vengano fermate le esercitazioni militari e che avvenga un'inversione di rotta, affinché si smetta immediatamente di finanziare progetti di interesse prettamente bellico, che mascherate sotto il nome di operazioni di pace altro non sono che guerre nei territori e sulle vite di altri popoli, e che quelle risorse siano spese mettendo al centro istruzione, sanità e lavoro per la salvaguardia del nostro futuro.

Non abbiamo più tempo per attendere, perché oggi non è la guerra che uccide l* nostr* concittadin*, ma l'inefficienza della sanità durante una pandemia globale. Perciò le spese per il militare costituiscono un reale pericolo, ma anche per il fatto di portare avanti una politica che deturpa la nostra terra, e mina alla nostra salute, contribuendo a complicare maggiormente la situazione in cui viviamo.
È da decenni che la scuola, il mondo dell'università e la sanità sono state messe in secondo piano, mentre dell'industria bellica non conosce crisi. Non saremmo dovut* arrivare a vivere una pandemia per renderci conto che tutte le risorse che sono state tolte a questi settori in favore del finanziamento l'industria bellica stanno causando un danno irreparabile alla salute de* cittadin*, e al presente e futuro del nostro territorio.

La nostra regione conosce poi fin troppo bene lo stupro della propria terra, e la morte portata anche nelle aree strappate alla nostra vita, che sono state classificate come imbonificabili, e dove troppo spesso si registrano malattie come la teratogenesi, con moltissimi casi nel territorio del poligono di Quirra, per fare un esempio.

Non sopporteremo ancora queste spese, capaci solo di portare morte, e distruggere il futuro, anziché difenderci.

Succede a Torino: una maestra d'asilo invia alcune foto private e un video a un uomo con cui si sta frequentando. Poi la...
19/11/2020

Succede a Torino: una maestra d'asilo invia alcune foto private e un video a un uomo con cui si sta frequentando. Poi la relazione finisce, ma lì inizia il calvario: lui invia le foto in un gruppo con alcuni amici, lei viene riconosciuta dalla moglie di uno di loro che la ricatta. Se proverà a denunciare, mostrerà quelle immagini alla dirigente.

La maestra non ci sta e decide di denunciare lo stesso la vicenda ai carabinieri. A quel punto viene licenziata: invece di mostrare solidarietà, la dirigente scolastica la allontana, spiegando in pubblico i motivi di questa scelta, assicurandole inoltre che, così, non troverà mai più lavoro.

La colpevole è, ancora e sempre, la donna: non chi ha diffuso un video privato, condiviso sulla base di un rapporto di fiducia. Non è l'ennesimo caso di revenge p**n a fare scandalo, ma il fatto che una maestra, una donna, possa vivere liberamente la sua sessualità.

Chi sia la vittima è molto chiaro ed è aberrante pensare di addossare a lei una qualche colpa: non possiamo accettare che, nel 2020, una persona possa perdere il lavoro per questo.

Il revenge p**n è un crimine e una violenza: noi saremo sempre dalla stessa parte, quella delle vittime.

Oggi abbiamo inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in occasione della giornata internazionale ...
17/11/2020

Oggi abbiamo inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in occasione della giornata internazionale per il diritto allo studio, per focalizzare l'attenzione su istruzione, università e ricerca.

Grazie al programma Next Generation EU abbiamo l'occasione di cambiare una volta per tutte il volto della scuola. Solo così potremo costruire un futuro migliore e più solido per il nostro paese.

Un nuovo modo di vedere la scuola e l’università è possibile, ma dobbiamo essere consapevoli che non andrà tutto bene se non metteremo insieme le forze, senza lasciare indietro nessuno: noi siamo pronti ad andare diritti al futuro!

UDU - Unione degli Universitari
Rete degli Studenti Medi

Leggi la lettera al link nei commenti!

Oggi,17 Novembre, è la Giornata internazionale de* Student*.In questa occasione non si può non denunciare quella che è l...
17/11/2020

Oggi,17 Novembre, è la Giornata internazionale de* Student*.
In questa occasione non si può non denunciare quella che è la condizione studentesca già a margine della politica regionale e nazionale da più di un decennio, ulteriormente aggravata dall'inefficienza delle amministrazioni nella gestione della pandemia da Covid-19.

Mentre in molti Paesi, nella nostra Europa, l* student* è visto come elemento fondamentale per il progresso collettivo, e pertanto supportato dallo Stato in maniera attiva fino alla conclusione degli studi, in ambito nazionale la nostra figura è vista non come un investimento per il futuro ma come un mero costo. Pertanto, molto spesso accade che gli student* in difficoltà economica non si vedano corrisposti gli strumenti necessari a garantire il loro diritto allo studio.

Nonostante il tema dell’Istruzione sia spesso sfruttato dalla varie parti politiche per dimostrare un interesse verso le esigenze de** giovan*, ogni qual volta un governo abbia intrapreso delle azioni concrete, queste sono state solamente tagli, dimostrando la totale mancanza di conoscenza delle problematiche studentesche o, ancora peggio, un consapevole disinteresse spacciato per ignoranza.

Come in altri atenei in tutta Italia anche a Cagliari i principali problemi sono:
Un sistema di tassazione che si scontra col principio di effettiva accessibilità all’istruzione per ogni ordine e grado. Questo rappresenta il primo grande ostacolo ad un'istruzione libera, generalista, gratuita e ascensore sociale.
Stanziamenti insufficienti per soddisfare il numero di student* idone* alla borsa di studio, lasciando quest* senza la principale forma di sostentamento per garantire un regolare svolgimento delle propria vita accademica.
Un sistema di residenzialità carente e estremamente limitato nel numero di posti, considerato il gran numero di student* fuori sede, che ci obbliga a sottoporci ad una competizione forzata con altr* student* in difficoltà, basata sul rendimento per l’ottenimento di un posto alloggio che dovrebbe essere garantito a tutt*.

Questi problemi, come tanti altri, hanno una soluzione comune: un adeguato finanziamento all’istruzione e all’università.
La nostra lotta è volta a ottenere nuovamente la dignità che a noi student* viene tolta sistematicamente da anni, specialmente dalla riforma Gelmini in poi. È diventato a tutti evidente, più che in passato, come l’istruzione e la ricerca siano fondamentali, ne è un esempio l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

Da troppi anni l’istruzione viene relegata al fondo della agenda politica dei nostri governi. Pretendiamo la totale inversione di rotta, perché un Paese che non investe sull’Istruzione non ha futuro.

UDU - Unione degli Universitari

L'istruzione in Italia è sottofinanziata. Non è una novità, purtroppo. Dalla crisi economica del 2007-2008 e in particol...
12/11/2020

L'istruzione in Italia è sottofinanziata.

Non è una novità, purtroppo. Dalla crisi economica del 2007-2008 e in particolare con le riforme Gelmini, la scuola e l'università sono state considerate unicamente come capitoli di spesa da tagliare.

Oggi, dopo dodici anni, ancora non siamo tornati ai livelli precrisi. L'Italia spende in istruzione il 3,9 del PIL, rispetto alla media europea del 5%, ed è proprio sull'università che il divario è maggiore: 0,9 contro una media di 1,4 che ci relega all'ultimo posto in Europa.

Investire sulla conoscenza significa investire sul futuro del paese, ed è proprio nei momenti di crisi come quello che stiamo attraversando che serve il coraggio di rilanciare e rimettere al centro le studentesse, gli studenti e il diritto allo studio.

L'istruzione gratuita è possibile. Invertiamo subito la rotta e azzeriamo le tasse universitarie per un'università che sia aperta a tutte e tutti. Firma anche tu al link: bit.ly/FirmaIstruzioneGratuita

Istruzione gratuita per il futuro del Paese!

Indirizzo

Via Ospedale 121/bis
Cagliari
09124

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