20/11/2020
Ieri si è tenuta presso il poligono di Capo Frasca la manifestazione "Più ospedali meno militari/Stop esercitazioni", per richiedere una moratoria su tutte le esercitazioni militari, il ritiro dei finanziamenti alle attività di natura bellica e il reinvestimento delle risorse in favore della sanità pubblica sarda.
Ogni anno, la cifra stanziata per la spesa militare in Italia raggiunge cifre enormi, per quest'anno ammonta a oltre 26 miliardi di euro. Questo dato tiene conto solamente dei fondi provenienti dal Ministero della Difesa, ma la cifra aumenta vertiginosamente se si considerano gli altri numerosi contribuenti. Questo di fronte ai 37 miliardi tagliati alla sanità pubblica tra 2012 e il 2019.
Ci si sarebbe potuta aspettare una revisione delle priorità da parte dello Stato, perlomeno durante la seconda ondata di un'epidemia devastante, invece dal primo Ottobre sono riprese le esercitazioni militari, mentre nei nostri ospedali mancano ancora troppo spesso i posti letto in terapia intensiva.
È assolutamente necessario che vengano fermate le esercitazioni militari e che avvenga un'inversione di rotta, affinché si smetta immediatamente di finanziare progetti di interesse prettamente bellico, che mascherate sotto il nome di operazioni di pace altro non sono che guerre nei territori e sulle vite di altri popoli, e che quelle risorse siano spese mettendo al centro istruzione, sanità e lavoro per la salvaguardia del nostro futuro.
Non abbiamo più tempo per attendere, perché oggi non è la guerra che uccide l* nostr* concittadin*, ma l'inefficienza della sanità durante una pandemia globale. Perciò le spese per il militare costituiscono un reale pericolo, ma anche per il fatto di portare avanti una politica che deturpa la nostra terra, e mina alla nostra salute, contribuendo a complicare maggiormente la situazione in cui viviamo.
È da decenni che la scuola, il mondo dell'università e la sanità sono state messe in secondo piano, mentre dell'industria bellica non conosce crisi. Non saremmo dovut* arrivare a vivere una pandemia per renderci conto che tutte le risorse che sono state tolte a questi settori in favore del finanziamento l'industria bellica stanno causando un danno irreparabile alla salute de* cittadin*, e al presente e futuro del nostro territorio.
La nostra regione conosce poi fin troppo bene lo stupro della propria terra, e la morte portata anche nelle aree strappate alla nostra vita, che sono state classificate come imbonificabili, e dove troppo spesso si registrano malattie come la teratogenesi, con moltissimi casi nel territorio del poligono di Quirra, per fare un esempio.
Non sopporteremo ancora queste spese, capaci solo di portare morte, e distruggere il futuro, anziché difenderci.