02/02/2024
È arrivato il momento di fare i conti. ⏳⚖️
Il 65% delle servitù militari d'Italia ricade in Sardegna: un peso sproporzionato a carico dell'Isola.
Oltre 30.000 ettari sono impegnati dal demanio militare, di cui 13.000 sono gravati strettamente da servitù militari vere e proprie.
80 chilometri di costa non sono accessibili alle attività economico-turistiche, oltre tutti gli spazi di sicurezza.
Abbiamo il diritto di conoscere la reale situazione economica della presenza delle basi militari: costi in termini di mancato sviluppo, danni all’ambiente e alla salute. E i ricavi - quelli degli altri - derivanti dall’affitto dei poligoni ad eserciti di tutto il mondo per decine di migliaia di euro all’ora. ☢️
A conti fatti, siamo abbastanza sicuri che lo Stato risulterà debitore e che la Sardegna gioverà della graduale riduzione dell’attività militare italiana sull'Isola, nella prospettiva di un totale smantellamento di tutte le installazioni militari italiane e NATO. ⛏
In quest'ottica, due azioni sono necessarie:
1) identificare un soggetto terzo, autorevole, di prestigio scientifico, riconosciuto ufficialmente, anche a livello internazionale, che valuti in maniera indipendente gli impatti della presenza delle basi militari in Sardegna negli ultimi 50 anni: costi-benefici, impatto sociale, ambientale ed economico; 👨⚖️👩⚖️
2) interrogare il Governo e il Ministero della Difesa per conoscere a quanto ammontano i ricavi dello Stato derivanti dall’affitto dei poligoni ad eserciti e aziende private di tutto il mondo. 🔍🔦
In seguito, si avvierà una vertenza regionale coraggiosa per ridurre il peso delle servitù militari.
Obiettivo: la restituzione alla comunità sarda, entro 10 anni, di almeno due basi di addestramento (su tre) attualmente utilizzate dal MInistero della Difesa, con bonifiche a carico dello Stato italiano. 🏖
La Sardegna che vogliamo: terra di pace, non più poligono militare dello Stato italiano. 🏳️🌈☮️
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