02/09/2026
FINE VITA, AVEVAMO RAGIONE
Dopo la Sardegna, anche il Veneto approva la legge sul suicidio assistito: la battaglia per la dignità non si combatte più da soli
🟥 Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi la legge sul fine vita: è la quarta Regione italiana a dotarsi di una norma sul suicidio medicalmente assistito, dopo Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna, e la prima guidata da una maggioranza di centrodestra a farlo.
Per il presidente del gruppo del Partito Democratico nel Consiglio Regionale della Sardegna, l'On. Roberto Deriu, primo firmatario della legge approvata dall'Isola il 18 settembre 2025, è la conferma che la strada intrapresa un anno fa era quella giusta.
«Abbiamo fatto bene - dichiara l'On. Deriu -. Il nostro ragionamento era costituzionalmente corretto, e non lo diciamo noi: lo ha stabilito la Corte Costituzionale lo scorso luglio, quando con la sentenza n. 148 ha respinto le censure sollevate dal Governo e ha salvato l'impianto della nostra legge, quella stessa legge che il Governo aveva impugnato lo scorso autunno con una posizione che allora definimmo preconcetta e ideologica.
Che a compiere questa scelta sia oggi un Consiglio regionale a maggioranza di centrodestra, e che sia lo stesso presidente del Consiglio regionale Zaia a definirla “una discussione complessa e profonda, che ha coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche” dimostra che la dignità nel fine vita non può ascriversi ad un discorso ideologico: è una questione di coscienza, che unisce sensibilità diverse quando si guarda in faccia la sofferenza delle persone. Chi affronta l'ultima fase della propria esistenza non può essere lasciato solo, né dallo Stato né dalla sanità pubblica: per questo le nostre leggi non si limitano a riconoscere un diritto sulla carta, ma costruiscono attorno a quel diritto una rete concreta - ospedali pubblici che si fanno carico del paziente, commissioni mediche con tempi certi e non più infiniti, un Servizio Sanitario Nazionale che resta al fianco della persona e della sua famiglia fino all'ultimo giorno.
Garantire questo accompagnamento è un dovere della Repubblica, sancito dalla Costituzione e ribadito dalla giurisprudenza costituzionale, e in assenza di una legge nazionale è quindi un dovere della Regione interessarsene.
Sono passati sette anni dalla sentenza 242 del 2019 e il Parlamento non ha ancora scritto una riga: chi impugna le leggi regionali sul fine vita - conclude l'On. Deriu - dovrebbe piuttosto assumersi la responsabilità di colmare quel vuoto, invece di scaricarlo sulle Regioni e sui cittadini che non possono più aspettare. Il Veneto lo ha capito, e mi auguro che presto lo capisca anche chi, a Roma, continua a considerare questo tema un tabù.»