22/06/2026
Pubblichiamo la nota del dirigente dedicata agli studenti e alle studentesse che da domani affronteranno le prove orali del nuovo esame di maturità.
"Domattina gli studenti e le studentesse delle quinte del nostro istituto cominceranno ad affrontare il colloquio degli Esami di Maturità.
Maturità… Cosa significa? Perché non più esami di Stato, perché questo accento sulla maturità, che è certo una sottolineatura condivisibile, se si riflette sul fatto che questo rito di passaggio coincide nella sostanza con il salto anagrafico all’età adulta? Chi ha affrontato l’Esame di Maturità di quarantacinque anni fa, come la mia generazione, ha vissuto un’esperienza non poi così dissimile da quella che proveranno i nostri studenti e le nostre studentesse in questa tornata.
Insomma, le tradizionali prove scritte, con le consuete tipologie, e un colloquio con una
commissione equamente divisa come al solito fra interni ed esterni. Sparisce la terza prova, idea giusta in origine ma logorata dalla banalità di “percorsi” e “collegamenti” che dimostrano il contrario di quello che avrebbero dovuto comprovare: se l’interdisciplinarietà si pratica pochissimo nella scuola, possiamo pretendere che gli studenti si inventino un abito mentale che non abbiamo coltivato?
Si riducono le materie d’esame e il colloquio inevitabilmente diventerà più contenutistico. È una forma di meritocrazia, che è un concetto giusto, ma dovrà trovare un accordo con la valutazione della maturità. Il vecchio “esame di maturità” era frutto delle circostanze e soggetto all’imprevedibile molto di più di quello nato alla fine del Novecento, che per assicurare che l’esito finale fosse rispondente al percorso di studenti e studentesse ha fondato le regole di una valutazione finale che per quattro decimi è già
determinata dai risultati scolastici, attraverso il meccanismo di merito dei crediti scolastici.
Nelle prove scritte, per fortuna, quello che sarà valutato saranno le competenze: in Italiano quelle di elaborare un testo secondo una precisa tipologia, che è ben altra cosa del vetusto tema, in Latino, per stare nel nostro indirizzo, la capacità di riportare nella maniera migliore e con l’inevitabile e del tutto lecita dose di interpretazione personale un brano antico nella nostra lingua. Tante altre competenze che la scuola ha modellato, da laboratorio di esperienze di compenetrazione con il mondo del lavoro, da luogo di costruzione di un orientamento nel futuro con la riflessione sulla propria identità personale e con la scoperta
delle proprie reali inclinazioni, da comunità accogliente in cui persone diversissime si ritrovano in un sentire comune e imparano a convivere, tante altre competenze che la scuola quasi per miracolo e con grande sacrificio di ogni suo operatore, dall’insegnante al collaboratore scolastico, contribuisce concretamente a formare, anche solo con una condotta esemplare di dedizione, correttezza e giustizia, rimarranno fuori dall’esame di ogni studente e di ogni studentessa. Ma rimarranno profondamente incisi nella loro vita…
Affrontato con capacità critica, il liceo classico offre gli strumenti per leggere la realtà. L’amplissimo excursus fra il mondo antico e quello moderno dà a ciascuno la possibilità di consolidare la propria identità sulla base di modelli e idee profondamente diverse da loro; e di farli rivivere criticamente. La brutalità
imperante nelle relazioni fra individui e fra nazioni è frutto dell’ignoranza: ignoranza di classi dominanti abiette o, quando anche bene intenzionate, prive di profondità di analisi. Non esaltiamo la cultura classica con servile conformismo; scegliamo le idee e fermiamo i lampi delle intuizioni che ci vengono dalla lettura
di antichi e moderni, indirizzata ma non guidata dagli insegnanti, che ci danno il supporto della loro cultura Liceo Classico “G.Siotto Pintor”
per cogliere il senso e i nessi ma si mettono al servizio dell’instancabile volontà di conoscere dei giovani. Perché a loro spetta di entrare il prima possibile nei giochi, meravigliosi, crudeli e capaci di inimmaginabili grandi risultati, che governano il mondo, per portare il grano di sale che solo la profonda conoscenza dell’essere umano che dà una cultura umanistico/scientifica può regalare.
Mi dispiacerà molto staccarmi da quei volti, da quelle voci, da quei sorrisi degli studenti e delle
studentesse per cui abbiamo lavorato per cinque anni. Come a me, dispiacerà ai docenti e a tutti gli altri operatori che hanno dato risorse inimmaginabili per offrire il meglio ai nostri studenti e alle nostre studentesse, fin dal loro arrivo a scuola, appena adolescenti. Ma rimarrà un legame indissolubile fondato su un sentire comune. Siamo molto vicini a tutti quegli studenti e quelle studentesse che in questi giorni
vivono piccoli e grandi drammi che la vita ci para improvvisamente davanti.
I nostri ragazzi e le nostre ragazze faranno bene, nella vita. Abbiamo fiducia nei loro mezzi e nella
serietà del loro impegno, per costruire un futuro migliore del presente: perché anche il nostro futuro è nelle loro mani.
Da domani saremo tutti con voi."
Il Dirigente Scolastico
Prof. Aldo Pillittu