25/08/2026
Quello che leggiamo nel programma di Futuro Nazionale sui diritti civili impone una risposta politica netta, ferma e inequivocabile: non un semplice dissenso, ma una presa di posizione pubblica.
Per noi del Circolo Copernico la questione è politica prima ancora che ideologica: la libertà di espressione non può trasformarsi nella libertà di discriminare né di negare diritti e dignità alle persone. L’articolo 3 della Costituzione traccia un confine inequivocabile: l’uguaglianza non è negoziabile, non è subordinabile e non può essere rimessa in discussione.
Di fronte a proposte che mettono in discussione principi costituzionali, non bastano dichiarazioni o indignazione. Serve una risposta politica, istituzionale e, laddove ne esistano i presupposti, anche giuridica: organizzata, determinata e all’altezza della gravità della sfida.
Come democraticə abbiamo una responsabilità precisa: non lasciare indietro nessunə, stare accanto alle persone i cui diritti sono sotto attacco e usare tutti gli strumenti della democrazia per contrastare discriminazione, razzismo e fascismo. Non possiamo restare spettatori mentre si tenta di restringere lo spazio dell’uguaglianza e della libertà.
Sui diritti possiamo e dobbiamo discutere di come renderli sempre più universali. Non accetteremo che venga messo in discussione il diritto stesso ad averli.