10/07/2026
DICHIARAZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE
Quando un messaggio privato diventa un caso politico, la prima vittima è la verità. Per questo l'Amministrazione comunale sceglie di parlare: non per alimentare una polemica che non abbiamo cercato, ma per riportare la vicenda nella sua giusta dimensione.
I fatti, anzitutto. Al centro di tutto c'è uno scambio di messaggi privati, avvenuto lontano dalla sede comunale e al di fuori di qualsiasi funzione istituzionale. Secondo la ricostruzione dell'assessore Antonio Barbarisi, quelle parole non nascevano come offesa, ma come replica a un epiteto ricevuto per primo, e riprendevano espressioni riferitegli come circolanti in altri contesti, non un giudizio suo, ma la citazione amara di ciò che altri dicevano. Estrapolare una frase dal suo contesto e consegnarla alla pubblica piazza non è fare chiarezza: è strumentalizzare.
Una questione di principio, poi. Chi ricopre un ruolo istituzionale ha il dovere, prima ancora che il diritto, di distinguere la sfera privata da quella pubblica. Un dissapore personale nato in una chat si affronta in privato, con il dialogo. Trascinarlo sotto i riflettori non eleva il confronto istituzionale: lo trasforma in spettacolo. E lo diciamo con rammarico: questa sovraesposizione ha finito per danneggiare in primo luogo proprio la consigliera Taiocchi che, a nostro giudizio, confondendo il piano privato con quello pubblico, ha dato a una vicenda personale una dimensione che non le apparteneva e che non giova a nessuno, non a lei, non alle istituzioni, non al paese.
L'Amministrazione prende quindi le distanze da vicende private che nulla hanno a che vedere con l'attività amministrativa, e rivolge un invito a tutti: si abbassino i toni e si torni a discutere, anche duramente se serve, di ciò per cui i cittadini ci hanno dato fiducia, i progetti, i servizi, il futuro di Calcinate. È lì che questa Amministrazione ha sempre tenuto lo sguardo, ed è lì che continuerà a tenerlo.