07/05/2026
CALVELLO, GUARDIAMO AVANTI!
Cari concittadini di Calvello,
abbiamo letto il lungo intervento di Rinascere Insieme, gruppo solitamente molto silenzioso, che però, curiosamente, ritrova la parola soprattutto quando deve attaccare la minoranza, più che quando dovrebbe spiegare ai cittadini lo stato reale della propria maggioranza.
E già questo basterebbe.
Perché davanti a un post che poneva una questione politica precisa, cioè la crisi evidente di una squadra di governo falcidiata da ricatti e pressione interne ci saremmo aspettati almeno una risposta sul punto.
E invece niente. Silenzio.
E quando non si può rispondere sul merito, naturalmente, si prova a spostare l’attenzione.
Prima di addentraci nel merito dei contenuti, però, consentiteci una precisazione necessaria.
Porte aPer_Te è un comitato civico, autonomo e indipendente. I consiglieri di minoranza sono consiglieri comunali, ciascuno con la propria responsabilità politica, la propria autonomia decisionale e il proprio ruolo istituzionale. Rispondere a noi attaccando loro è quantomeno curioso, ma tant’è: a ognuno le proprie ossessioni.
Entriamo nel merito del comunicato.
La solita liturgia dell’“abbiamo fatto”, “abbiamo approvato”, “abbiamo programmato” non può essere scambiata per un bilancio politico serio.
Anche perché, volendo giocare allo stesso gioco, si potrebbe rispondere con l’elenco dei servizi chiusi, delle promesse rimaste sospese e delle questioni irrisolte da quattro anni.
Ma non vogliamo prestarci a questo giochino.
Perché un’analisi seria non parte dall’elenco delle cose fatte, ma da come un’amministrazione ha cambiato o migliorato la vita reale dei cittadini di Calvello.
Oggi i cittadini vivono meglio di 4 anni fa?
Siamo un paese più unito o più diviso?
Siamo un paese più fiducioso o più rassegnato?
Siamo un paese che offre più possibilità ai giovani?
Un bilancio politico responsabile deve rispondere a queste domande.
E anche nel merito dell’elenco, davvero ci sarebbe tanto da dire. Quando in un comunicato si arriva a rivendicare perfino la scarpetta rossa, la chiusura dello Spendi a Calvello con i buoni spesa e la pista dell’ex binario, allora forse c’è proprio un problema serio di percezione della realtà.
Quanto al bilancio, se il silenzio della minoranza era così grave, poteva essere la maggioranza ad aprire la discussione ma, fortunatamente, non lo ha fatto.
In quattro anni non hanno mai accettato una critica, una proposta, un’apertura alla collaborazione.
L’ottusa chiusura mentale è stata l'unica, costante strategia politica di questa maggioranza (cit.).
E allora perché aprire l’ennesimo inutile dibattito? In fondo, come insegna la saggezza popolare, a lavare la testa all’asino si perde acqua e sapone!
In questo caso, con tutto il rispetto per l’animale, naturalmente.
Ed arriviamo alla grande proposta dello sci sull’erba.
In Consiglio comunale non è arrivata una semplice idea da discutere serenamente. È arrivato un atto concreto che vincolava quasi un milione di euro, fondato su uno studio con numeri imbarazzanti, conti quantomeno discutibili, previsioni poco credibili e una sostenibilità che la maggioranza non è stata in grado di dimostrare.
Uno studio che di “studiato” non aveva niente.
Davanti a un atto del genere non aveva alcun senso dire: approviamo e poi vediamo, non si agisce con leggerezza con i soldi dei cittadini.
Prima si studia, si approfondisce, si verifica. Poi si vota e si approva.
È così che si amministra con serietà.
La proposta della minoranza era di rinviare, almeno di una settimana, approfondire, correggere, e migliorare l’idea insieme, far quadrare i conti, e poi tornare in Consiglio e approvare anche all’unanimità.
Vi sembra una non proposta?
La verità, cari concittadini, è molto più semplice.
Questa maggioranza non ha mai convocato un Consiglio aperto, mai promosso una discussione pubblica con i cittadini, mai invitato la minoranza a lavorare insieme sulle questioni che riguardano l’intera comunità, nemmeno sui regolamenti.
Questi sono fatti!
Per questo, da oggi, nemmeno noi perderemo più tempo a incalzare chi, di fatto, non può capire, anche perché, come dicevamo sopra, a lavare la testa all’asino non si perdono solo acqua e sapone, ma anche tempo ed energie.
Continueremo a vigilare, certo, e se dalla saga Cantisani arriverà qualche nuova perla degna di nota la racconteremo ai cittadini.
Ora, però, il compito è più grande.
È tempo di guardare avanti, oltre una maggioranza consumata dai propri rancori, oltre una propaganda fatta di banalità, oltre un modo di amministrare che ha spaccato una comunità.
Ora è tempo di fare un passo avanti. È tempo di costruire il futuro.
È arrivato il tempo di costruire un programma realizzabile, una proposta politica responsabile, una classe dirigente seria, onesta e credibile, capace di restituire a Calvello fiducia, partecipazione e dignità.
Per farlo però serve una reazione da comunità, un moto di orgoglio calvellese, serve partecipazione.
A chi crede ancora in Calvello, a chi pensa che questo paese possa avere un futuro diverso, a chi non si arrende alle prepotenze diciamo: non restate a guardare!
Partecipate! Dite la vostra! Portate idee, energie, competenze, coraggio!
Per cambiare davvero il futuro di Calvello servono costruttori del futuro, non spettatori del declino.
E anche se non dovessimo farcela, almeno potremo dire di averci provato a testa alta, senza compromessi, senza calcoli, senza rimpianti.
Perché l’unica vera sconfitta è restare a guardare.
Noi ci siamo.
Porte Aperte c’è e ci sarà.
Calvello, guardiamo avanti!