MoVimento 5 Stelle Molise

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09/06/2026

Andrea Greco ⤵️

05/06/2026

Le ambiguità sulla nomina del direttore sanitario Asrem, formalizzata a fine maggio e poi annullata per inconferibilità, non finiscono qui. Stanno emergendo nuovi elementi su cui andremo fino in fondo.

Se inizialmente il problema era evidente sul piano politico e amministrativo, come detto anche dal collega Roberto Gravina, oggi il quadro appare più grave: le anomalie emerse descrivono un contesto in cui le regole non sembrano applicate in modo certo e uniforme. È questo il punto più critico, da chiarire senza ambiguità.

Va chiarito, ad esempio, su quale base giuridica il dott. Rocchia abbia firmato l’atto di ottobre 2025 sulla rete ictus, così come i motivi per cui qualcuno risulterebbe operare come direttore sanitario senza un atto di nomina, neppure provvisorio.

C’è poi un ulteriore aspetto: nella manifestazione di interesse indetta da Asrem per stilare un elenco degli idonei a ricoprire quell'incarico, era prevista un’autocertificazione che richiama proprio la norma che ha poi determinato l’inconferibilità. Se confermato, resta da capire se quell'autocertificazione sia stata prodotta, chi abbia verificato i requisiti e perché si sia arrivati comunque alla nomina.

Insomma, bisogna fare piena luce sull’intera procedura e sulle eventuali responsabilità: dalla natura dell’atto sulla rete ictus ai controlli effettuati, fino alle ragioni per cui la causa ostativa sarebbe emersa solo dopo la delibera.

In tal senso, è opportuno il coinvolgimento degli organismi competenti, a partire da Corte dei conti e Anac, per le valutazioni del caso e ogni possibile tutela per l'Ente regionale.

Sul piano politico, infine, resta un punto fermo: se dentro l’Asrem la legge appare incerta o opzionale, il problema riguarda i vertici. E la sanità pubblica non può essere gestita in un contesto in cui le regole sembrano valere solo quando il danno, ormai, è fatto.

Angelo Primiani 🗣️: "Il clamoroso caso della nomina del dottor Rocchia a direttore sanitario dell’Asrem, durata di fatto...
05/06/2026

Angelo Primiani 🗣️: "Il clamoroso caso della nomina del dottor Rocchia a direttore sanitario dell’Asrem, durata di fatto appena pochi giorni e poi sfociata nella rinuncia all’incarico e nell’accertamento della causa di inconferibilità, apre però una questione che non può essere archiviata con una semplice presa d’atto.

È urgente e necessario avere chiarezza sulla delibera n.1241 dell’1 ottobre 2025 riguardante la programmazione delle reti ospedaliere, dell’emergenza-urgenza, tempo dipendenti e ictus, firmata proprio dal dottor Rocchia quando non vi era alcuna nomina formale e le cause di inconferibilità erano già in essere".

Per scoprire di più:

Il caso Rocchia, nominato per pochi giorni direttore sanitario Asrem, è stato ritenuto inconferibile, perchè lo stesso ha firmato degli atti?

04/06/2026

📌 VITTORIA AL TAR CONTRO IL COMUNE DI AGNONE: PARLANO DI TERRITORIO, POI TI COSTRINGONO AD ANDARE IN TRIBUNALE PER INVESTIRE E FAR RISPETTARE LA LEGGE

Per quasi due anni il Comune di Agnone mi ha di impedito di realizzare delle opere sulla mia proprietà. Alla fine è stato il TAR Molise a stabilire una cosa molto semplice: avevo ragione io, da cittadino e da Avvocato.

E no, non si tratta soltanto di una vicenda personale.
Perché questa sentenza racconta molto di più.

Racconta cosa succede quando alle parole sul rilancio del territorio, sui giovani e sugli investimenti devono seguire i fatti.
Nei giorni scorsi il TAR Molise ha accolto il ricorso che avevo proposto contro il Comune di Agnone, annullando il diniego con cui mi era stata impedita la realizzazione di un garage pertinenziale nel centro storico.
Non stiamo parlando di un abuso edilizio, né di speculazione immobiliare.

Stiamo parlando di un intervento di riqualificazione edilizia previsto dalla legge, destinato a realizzare un parcheggio pertinenziale in un contesto dove la carenza di posti auto rappresenta da decenni uno dei principali problemi per residenti e proprietari di immobili.

Chi vive Agnone sa bene quanto il tema dei parcheggi sia cruciale per il futuro del centro storico. Se davvero vogliamo contrastare l'abbandono dei borghi e favorire il recupero degli immobili esistenti, bisogna mettere i cittadini nelle condizioni di investire, non ostacolarli.
La cosa che trovo più grave è che per vedere riconosciuto un diritto previsto da una legge dello Stato sono stato costretto a rivolgermi al TAR.

Non ho scelto io il contenzioso. Non l'ho cercato io.
Se il Comune avesse applicato correttamente la normativa, questa causa non sarebbe mai esistita.
Invece l'Amministrazione ha deciso di difendere fino in fondo quella scelta, conferendo un incarico legale esterno – firmato dal Sindaco Daniele Saia – e sostenendo davanti ai giudici una posizione che oggi il TAR ha ritenuto illegittima.

Il risultato è una sentenza di annullamento e una condanna alle spese legali per il comune, cioè sui cittadini. Già perché la firma per gli incarichi legali la appone il sindaco ma poi se perdono i soldi li tirate fuori voi. Gli agnonesi pagheranno qualche migliaia di euro complessivamente per il tentativo -sconfessato dal TAR- di ostacolare un progetto.

Soldi pubblici che potevano e dovevano essere spesi in altro modo, magari proprio per riqualificare un minimo quel centro storico letteralmente abbandonato.
Ed è qui che emerge la differenza tra la propaganda e la realtà.
Tutti parlano di giovani che devono restare, di investimenti e di rilancio del territorio. Poi però, quando un giovane professionista decide di investire risorse proprie nella sua città, di continuare a credere nel futuro di Agnone, anziché trovare sostegno si trova costretto a difendersi davanti a un Tribunale.

Naturalmente provo soddisfazione.
Da cittadino, perché le mie ragioni sono state riconosciute.
Da avvocato, perché ho avuto l'onore di difendermi personalmente in questa battaglia insieme al collega Avv. Massimo Romano, ottenendo una sentenza che riafferma un principio semplice: la Pubblica Amministrazione deve rispettare la legge esattamente come ogni altro soggetto.

Ma da agnonese provo soprattutto amarezza.

Perché il problema non è che io abbia vinto questa causa.
Il problema è chiedersi quanti altri cittadini, al mio posto, avrebbero avuto il tempo, le competenze e le risorse per arrivare fino al TAR. E quanti, invece, avrebbero semplicemente rinunciato.
Il futuro dei borghi non si costruisce con gli slogan o la propaganda spicciola mentre il territorio si DESERTIFICA!

Si costruisce applicando correttamente le leggi, favorendo anche il recupero del patrimonio edilizio e sostenendo chi sceglie di investire nel proprio territorio.
Questa sentenza non rappresenta soltanto una vittoria personale.
Rappresenta la dimostrazione che tra ciò che si dice e ciò che si fa può esistere una distanza enorme.
E questa volta quella distanza è stata misurata nero su bianco dal TAR Molise.

04/06/2026

È nato il Coordinamento Progressista del basso Molise.
Il primo appuntamento è per domani sera per parlare di sanità.
È l'ora del cambiamento, partecipiamo!!!
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Nonostante fosse incompatibile, il dottor Rocchia ha firmato atti importanti per Asrem. Perché?Angelo Primiani⤵️
04/06/2026

Nonostante fosse incompatibile, il dottor Rocchia ha firmato atti importanti per Asrem. Perché?

Angelo Primiani⤵️

METTI IL DIRETTORE SANITARIO, TOGLI IL DIRETTORE SANITARIO

Il caso del dottor Rocchia e la sua firma su atti cruciali dell’Asrem, nonostante fosse già incompatibile, mette in evidenza un pasticciaccio amministrativo che non può essere ignorato né tollerato.

In particolare merita attenzione e chiarezza la firma del dottor Rocchia sulla delibera n. 1241 dell’1 ottobre 2025, fatta quando non era in carica e con cause di inconferibilità già in essere, solleva dubbi seri sulla legittimità degli atti adottati e sulla regolarità della gestione sanitaria regionale.

Questo non è solo un problema di responsabilità, ma di rispetto verso cittadini e risorse pubbliche. La trasparenza e la chiarezza devono essere prioritarie: quali atti sono stati firmati, con quale titolo e con quale legittimità? È ora che l’Azienda sanitaria faccia piena luce e si assuma le proprie responsabilità.

Se si scopriranno altri atti firmati in questa situazione, si dovrà intervenire con fermezza, anche attraverso la Corte dei Conti, per tutelare l’interesse pubblico e la legalità. La buona amministrazione passa anche da questi atti di responsabilità.

E sul fronte politico, questa vicenda mette in discussione la credibilità di chi ha gestito questa nomina. Dopo tutto, un errore così grave non può essere ignorato: un passo indietro del Direttore Generale Di Santo sarebbe necessario per riparare a questa figuraccia.

04/06/2026

Giuseppe Conte

Il 2 giugno del 1946 è il giorno in cui l’Italia, un Paese ferito, uscito dalla dittatura, dalla guerra e dalla miseria,...
02/06/2026

Il 2 giugno del 1946 è il giorno in cui l’Italia, un Paese ferito, uscito dalla dittatura, dalla guerra e dalla miseria, trovò la forza di scegliere tutta un’altra strada, la Repubblica.

Nacque uno Stato fondato sulla sovranità popolare e su una Costituzione antifascista.

Oggi quella scelta parla ancora a noi. E parla con ancora più forza, mentre intorno si allargano guerre, massacri, militarizzazione del linguaggio pubblico, assuefazione alla violenza, compressione del dissenso. In un mondo che sembra tornare a considerare la guerra come orizzonte inevitabile, il 2 giugno ci ricorda invece che la democrazia nasce sempre da un rifiuto: il rifiuto della sopraffazione, della paura, del dominio.

Oggi, e ogni giorno, domandiamoci se siamo ancora all’altezza di quella promessa di pace e democrazia. Se sappiamo ancora difendere la giustizia sociale, la libertà, l’uguaglianza, il diritto di dissentire, il primato della persona su ogni logica di forza.

Il 2 giugno ci ricorda che la libertà non è un’eredità garantita per sempre: è una scelta da rinnovare e una responsabilità da custodire.

Buona
Che sia, davvero, una festa di memoria, di coscienza e di futuro.

01/06/2026

I giovani non possono più essere la promessa rimandata di questo Paese. Devono diventare la sua priorità concreta.

Oggi troppi sono esclusi dal lavoro, bloccati in percorsi precari o costretti a lasciare l’Italia per costruirsi un futuro altrove. È una perdita enorme di energie e competenze. Una scelta politica mancata.

Noi diciamo con chiarezza che questo deve cambiare.

Le nostre proposte hanno una rotta chiara:
👉 Salario minimo per contrastare il lavoro povero e garantire retribuzioni dignitose.
👉 Stop agli stage gratuiti, perché la formazione non può coincidere con lavoro non retribuito.
👉 Incentivi fiscali pluriennali per le imprese che assumono giovani, per rendere stabile l’occupazione.
👉 Un piano strutturato per il rientro dei talenti che hanno lasciato l’Italia, creando condizioni reali per tornare.
👉 Un welfare più moderno, con congedi paritari e strumenti concreti di conciliazione tra vita e lavoro.
👉 Politiche per l’abitare, con misure su affitti e mutui per favorire l’autonomia abitativa.
👉 Un sistema di tutele che accompagni le nuove generazioni nei passaggi decisivi della vita.

Non è una lista di buone intenzioni. È una direzione politica precisa!

Perché una comunità che non investe sui giovani ha già deciso di rinunciare al proprio futuro.

Indirizzo

Via IV Novembre, 87
Campobasso
86100

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