04/06/2026
📌 VITTORIA AL TAR CONTRO IL COMUNE DI AGNONE: PARLANO DI TERRITORIO, POI TI COSTRINGONO AD ANDARE IN TRIBUNALE PER INVESTIRE E FAR RISPETTARE LA LEGGE
Per quasi due anni il Comune di Agnone mi ha di impedito di realizzare delle opere sulla mia proprietà. Alla fine è stato il TAR Molise a stabilire una cosa molto semplice: avevo ragione io, da cittadino e da Avvocato.
E no, non si tratta soltanto di una vicenda personale.
Perché questa sentenza racconta molto di più.
Racconta cosa succede quando alle parole sul rilancio del territorio, sui giovani e sugli investimenti devono seguire i fatti.
Nei giorni scorsi il TAR Molise ha accolto il ricorso che avevo proposto contro il Comune di Agnone, annullando il diniego con cui mi era stata impedita la realizzazione di un garage pertinenziale nel centro storico.
Non stiamo parlando di un abuso edilizio, né di speculazione immobiliare.
Stiamo parlando di un intervento di riqualificazione edilizia previsto dalla legge, destinato a realizzare un parcheggio pertinenziale in un contesto dove la carenza di posti auto rappresenta da decenni uno dei principali problemi per residenti e proprietari di immobili.
Chi vive Agnone sa bene quanto il tema dei parcheggi sia cruciale per il futuro del centro storico. Se davvero vogliamo contrastare l'abbandono dei borghi e favorire il recupero degli immobili esistenti, bisogna mettere i cittadini nelle condizioni di investire, non ostacolarli.
La cosa che trovo più grave è che per vedere riconosciuto un diritto previsto da una legge dello Stato sono stato costretto a rivolgermi al TAR.
Non ho scelto io il contenzioso. Non l'ho cercato io.
Se il Comune avesse applicato correttamente la normativa, questa causa non sarebbe mai esistita.
Invece l'Amministrazione ha deciso di difendere fino in fondo quella scelta, conferendo un incarico legale esterno – firmato dal Sindaco Daniele Saia – e sostenendo davanti ai giudici una posizione che oggi il TAR ha ritenuto illegittima.
Il risultato è una sentenza di annullamento e una condanna alle spese legali per il comune, cioè sui cittadini. Già perché la firma per gli incarichi legali la appone il sindaco ma poi se perdono i soldi li tirate fuori voi. Gli agnonesi pagheranno qualche migliaia di euro complessivamente per il tentativo -sconfessato dal TAR- di ostacolare un progetto.
Soldi pubblici che potevano e dovevano essere spesi in altro modo, magari proprio per riqualificare un minimo quel centro storico letteralmente abbandonato.
Ed è qui che emerge la differenza tra la propaganda e la realtà.
Tutti parlano di giovani che devono restare, di investimenti e di rilancio del territorio. Poi però, quando un giovane professionista decide di investire risorse proprie nella sua città, di continuare a credere nel futuro di Agnone, anziché trovare sostegno si trova costretto a difendersi davanti a un Tribunale.
Naturalmente provo soddisfazione.
Da cittadino, perché le mie ragioni sono state riconosciute.
Da avvocato, perché ho avuto l'onore di difendermi personalmente in questa battaglia insieme al collega Avv. Massimo Romano, ottenendo una sentenza che riafferma un principio semplice: la Pubblica Amministrazione deve rispettare la legge esattamente come ogni altro soggetto.
Ma da agnonese provo soprattutto amarezza.
Perché il problema non è che io abbia vinto questa causa.
Il problema è chiedersi quanti altri cittadini, al mio posto, avrebbero avuto il tempo, le competenze e le risorse per arrivare fino al TAR. E quanti, invece, avrebbero semplicemente rinunciato.
Il futuro dei borghi non si costruisce con gli slogan o la propaganda spicciola mentre il territorio si DESERTIFICA!
Si costruisce applicando correttamente le leggi, favorendo anche il recupero del patrimonio edilizio e sostenendo chi sceglie di investire nel proprio territorio.
Questa sentenza non rappresenta soltanto una vittoria personale.
Rappresenta la dimostrazione che tra ciò che si dice e ciò che si fa può esistere una distanza enorme.
E questa volta quella distanza è stata misurata nero su bianco dal TAR Molise.