Futuro Nazionale Campobello di Licata CC 1616 AG

Futuro Nazionale Campobello di Licata CC 1616 AG Comitato Costituente 1616
Referente Salvatore Valenti

04/09/2026

VANNACCI, LA PROCURA MILITARE FA CHIAREZZA: NESSUNA INDAGINE PER RICOSTITUZIONE DEL PARTITO FASCISTA

La Procura Militare di Roma interviene direttamente sulle notizie circolate nelle ultime ore e precisa un punto fondamentale: non è stata avviata alcuna indagine nei confronti del generale Roberto Vannacci per la presunta ricostituzione del partito fascista.

Non solo.

La Procura chiarisce che Vannacci non risulta formalmente iscritto nel registro delle notizie di reato ex art. 335 c.p.p. e che, allo stato, non è stata avviata nei suoi confronti un’indagine penale.

E cosa c’è allora nell’esposto presentato dal Sindacato dei Militari?

Anche su questo la Procura è molto chiara: nell’esposto non viene formulata alcuna ipotesi di ricostituzione del partito fascista e non viene fatto alcun riferimento alla legge Scelba.

Gli accertamenti preliminari disposti riguardano invece la posizione di appartenenti alle Forze Armate all’interno della struttura organizzativa di Futuro Nazionale, con l’obiettivo di verificare l’eventuale esistenza di fatti di competenza della giurisdizione militare.

La stessa Procura sottolinea quindi che presentare la vicenda con titoli come “Procura Militare avvia indagine su Vannacci per ricostituzione del partito fascista” significa fornire una rappresentazione che non trova riscontro negli atti della Procura.

La distinzione, sottolineano i magistrati militari, “non è formale, ma sostanziale”.

Quindi, allo stato dei fatti:

➡️ Nessuna indagine su Vannacci per ricostituzione del partito fascista.
➡️ Nessuna iscrizione di Vannacci ex art. 335 c.p.p. indicata dalla Procura.
➡️ Nessun riferimento alla legge Scelba nell’esposto.
➡️ Sì ad accertamenti preliminari sulla posizione di appartenenti alle Forze Armate nella struttura di Futuro Nazionale.

Quando si parla di accuse così gravi, prima dei titoli vengono i fatti. E soprattutto vengono gli atti ufficiali.

04/09/2026
28/08/2026

🔥 Roberto Vannacci torna all’attacco del governo Meloni e questa volta al centro dello scontro ci sono le armi destinate all’Ucraina. 🇮🇹🇺🇦

Il leader di Futuro Nazionale prende spunto da un’inchiesta pubblicata oggi da Repubblica, secondo cui l’Italia starebbe preparando un nuovo pacchetto di sostegno militare a Kiev con sistemi Samp-T, missili Aster e radar, mentre nella comunicazione pubblica sarebbe stato dato maggiore risalto all’invio di generatori elettrici.

Vannacci accusa quindi l’esecutivo di non informare in modo sufficientemente trasparente gli italiani sulle decisioni prese in materia di aiuti militari. Secondo lui, i cittadini avrebbero il diritto di sapere quanto viene speso, quali armamenti vengono inviati e quali conseguenze queste scelte possano comportare per il Paese. ⚡

L’ex generale respinge inoltre l’idea che chiedere maggiore chiarezza sugli aiuti a Kiev significhi automaticamente assumere posizioni filorusse. Per Vannacci, pretendere trasparenza significherebbe invece difendere gli interessi nazionali e il diritto degli italiani a conoscere le decisioni assunte dal proprio governo.

Nel mirino finisce anche il metodo utilizzato per autorizzare gli aiuti militari. Repubblica riferisce infatti della preparazione di un tredicesimo decreto sugli aiuti all’Ucraina, mentre il governo sarebbe pronto a rafforzare soprattutto le capacità di difesa aerea di Kiev.

🔥 Vannacci chiede quindi che Giorgia Meloni e il governo spieghino apertamente in Parlamento le proprie scelte, accusando l’esecutivo di evitare un vero confronto pubblico su una questione così delicata.

Secondo voi il governo dovrebbe rendere completamente pubblici tutti i dettagli sugli armamenti inviati all’Ucraina oppure alcune informazioni devono necessariamente restare riservate per motivi di sicurezza? 🤔👇

27/08/2026

😜😜

26/08/2026

IL FUTURO È NOSTRO.

Chi lavora, merita di scegliere.
Chi costruisce una famiglia, merita di essere riconosciuto.
Chi ha lavorato una vita, merita una pensione giusta.



26/08/2026

Non crediamo ai sondaggi ma ogni tanto ci diamo una sbirciatina…. E ci davano sepolti 🔥😂

Buongiorno 🖤
26/08/2026

Buongiorno 🖤

19/08/2026

Stamattina La Nazione, riportando un’analisi della CNA, mette nero su bianco un dato che dovrebbe far riflettere:
in Italia la vita lavorativa dura appena 33 anni, contro i 37,5 della media europea.
Quattro anni e mezzo in meno.
E allora viene spontanea una domanda.
Quando proponiamo di permettere ai ragazzi di avvicinarsi al lavoro già a 14 anni, naturalmente in modo compatibile con la scuola, tutelato e formativo, si scatena lo scandalo.
Sfruttamento! Medioevo! Ritorno al passato!
Poi però lo stesso sistema tiene i giovani fuori dal mondo del lavoro sempre più a lungo, li parcheggia tra precarietà, stage e attese infinite e, alla fine, gli spiega che dovranno lavorare fino a 70 anni.
A 14 anni? SCANDALO.
Fino a 70 anni NORMALITÀ.
Il paradosso è tutto qui.
A 14 anni non si va in miniera.
Si può fare qualche ora d’estate in un bar, in un negozio, in un’attività di famiglia. Si può cominciare a imparare cosa significano responsabilità, puntualità, sacrificio, autonomia e merito.
Parole che evidentemente fanno più paura del precariato.
Il vero problema italiano non è chi vuole cominciare prima.
È un sistema che impedisce ai giovani di partire e agli anziani di fermarsi.
E i dati pubblicati oggi da La Nazione lo raccontano meglio di tante prediche.
Contro chi vuole iniziare. Zitti su chi non può smettere.
Questa non è tutela. È ipocrisia.

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Via Vittorio Emanuele, 84
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92023

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