22/08/2026
🚌⚠️ 𝗔𝗺𝘁: 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮 𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝘀𝗲𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗶
Caro Davide Natale, segretario Pd Liguria
e caro Francesco Tognoni, segretario metropolitano Pd Genova
ci vuole una certa sagacia politica per litigare su una questione lasciata in eredità dagli avversari. Ma come è stato per la pista ciclabile in sponda destra del Polcevera, ancor più, sta succedendo per la vicenda dei tagli Amt sulle corse extraurbane. Gavuglio, Piciocchi e Bucci ridono, voi perdete il controllo.
Il centro destra in carica per quasi un decennio tra Regione, Comune di Genova e Città Metropolitana sui bus ha condotto anni di gratuità per gli anziani, ha ampliato le corse in molti bacini d'entroterra e avviato servizi a chiamata. Il centro sinistra, poi, ha vinto Comune e Città Metropolitana scoprendo buchi, premessa di urgenti tagli, ridimensionamenti e aumenti di contributi economici per le casse dei singoli Comuni.
Sebbene i bilanci ufficiali non ci siano, una simile ricostruzione non è stata ancora smentita perché nessun amministratore, si diceva, è così tafazziano da farsi maledire dai suoi concittadini.
Ma voi, vertici del Partito Democratico, siete riusciti, comunque, in un'ulteriore impresa autolesionista. In un unico comunicato stampa, rivolto ai giornalisti, avete attaccato tutti i sindaci d'alta Valpolcevera senza distinzione perché si erano permessi di far notare la seguente anomalia: "Questa situazione arriva da chi c'era prima, ma un piano come quello prospettato da Amt va rivisto perché i nostri paesi rischiano l'isolamento sociale". No, non è consentito.
In sostanza, il vertice del Pd genovese e ligure ha utilizzato una nota pubblica per criticare apertamente chi difende il proprio territorio. Gente a voi alleata. La scelta è stata quella di prendersela con chi ha fatto il pieno di voti. Uomini e donne eletti a più riprese con valanghe di consensi, non nominati. Il passaggio è fondamentale per un partito alla ricerca di popolarità.
Non è mai una buona idea criticare chi ci mette la faccia, lo è ancor meno farlo pubblicamente, magari, per questioni di qualche correntina interna o per compiacere una sindaca di Genova che non avrebbe gradito la levata di scudi dei colleghi, ma senza essere presente ai tavoli di trattativa tanto dolorosi quanto bisognosi di presenza in carne e ossa come richiesto da ogni momento di difficoltà.
Talvolta, poi, in un forza politica che sventola il doveroso vessillo della memoria come valore bisognerebbe ascoltare anche i più vecchi. Da quelle parti, sotto il Figogna (che è il monte del Santuario della Guardia, nota geografica a beneficio di chi parla della Valpolcevera da via XX Settembre) governa uno di quelli che l'hanno chiamato pure killer della sanità ligure. Magari non sarà il prototipo dello spasso, ma non ha mai perso un'elezione. Come si fa? "Con la gente devi parlarci. Noi quando siamo arrivati in Regione, avevamo dovuto gestire il buco lasciato da Biasotti. Lo abbiamo fatto con fatica e sacrifici, spiegando i motivi a tutti con riunioni e pazienza. Dopo cinque anni, abbiamo di nuovo vinto".
Si chiama Claudio Montaldo, gli altri e le altre sono Giancarlo Campora, Sara Dante, Michele Malfatti e Angela Negri. Nessuno dei cinque ambisce a posti alle politiche 2027. Del Pd possono fare a meno, il Pd senza di loro può avere qualche problema in più.
𝗚𝗶𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗩𝗼𝗹𝗽𝗮𝗿𝗮