05/09/2023
Oggi, 5 settembre, è la ricorrenza della morte di DAVIDE BIFOLCO, avvenuta nel 2014.
La triste storia di Davide si svolge nel quartiere Traiano a Napoli nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2014.
Sono le 2.30 di quella notte e Davide è fuori in motorino con due suoi amici. Il motorino incrocia una gazzella dei carabinieri. Gli agenti avrebbero riconosciuto in uno dei tre ragazzi un latitante. Intimano l’alt, ma il motorino non si ferma e comincia inseguimento, il motorino cade e i tre ragazzi si ritrovano sull’asfalto, uno dei carabinieri scende dalla macchina pi***la alla mano, accidentalmente parte un colpo che raggiunge Davide in pieno cuore, lo caricano sull’autoambulanza ma arriva morto all’ospedale.
Questa almeno è la versione di carabinieri e organi di stampa, le cose sarebbero andate ben diversamente e già nei giorni successivi al fatto la versione dell’agente viene smontata pezzo per pezzo.
A quanto i testimoni quella notte non ci sarebbe stato nessun posto di blocco e uno dei carabinieri, proprio quello che ha sparato, aveva finito il turno a mezzanotte.
La domanda è cosa ci facesse due ore e mezza dopo ancora sulla gazzella e con il colpo in canna.
Sul motorino non c’era nessun latitante. Equabile (il pregiudicato che dicono i carabinieri di stare seguendo) in un intervista pubblica, nega che quella notte si trovasse alla guida del mezzo.
Il motorino sarebbe stato speronato dalla gazzella e i ragazzi avrebbero fatto un volo di alcune decine di metri, a quel punto due scappano impauriti, Davide mentre cerca di rialzarsi da terra viene raggiunto da un colpo di arma da fuoco.
La madre accorsa pochi istanti dopo afferma che per suo figlio ormai non c’era più niente da fare e non capisce per quale motivo sia stato fatto portare via dall’autoambulanza impossibilitando i rilievi.
I lati oscuri di questa vicenda sono tanti:
– la scena del delitto viene inquinata da subito in quanto macchine e motorino vengono spostati
– sul posto arriva un’autoambulanza che sta ferma quasi cinquanta minuti
– il referto dice che Davide è porto durante il trasporto all’ospedale
– e perché l’autoambulanza non parte subito viste le condizioni gravissime del ragazzo
– alcuni testimoni dicono che è proprio il carabiniere che ha sparato a dire agli operatori dell’autoambulanza “Alzatelo che sennò mi rovinate”
A difesa del carabiniere si sono subito schierati i mass media facendo cattiva informazione con lo scopo di giustificare quello sparo, avvalorando la tesi del posto di blocco, del colpo accidentale, compreso elevare l’età di Davide a 17 anni e abbassare quella del carabiniere da 32 a 22.
Troppi lati oscuri in questa vicenda, l’unica cosa certa è che un ragazzo è morto a soli 16 anni senza un perché.
Gianni Macchiarolo, il carabiniere imputato per l'omicidio del ragazzo viene condannato in primo grado a 4 anni e 4 mesi. I giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Napoli ridurranno però quella condanna: due anni con la pena sospesa.