Canicattì Futura

Canicattì Futura Guardare avanti, immaginare una città diversa, costruire la Canicattì Futura.

In questi giorni uscire di casa a Canicattì è fisicamente faticoso. Davanti a quel 49°C sul termometro, viene naturale r...
19/07/2026

In questi giorni uscire di casa a Canicattì è fisicamente faticoso. Davanti a quel 49°C sul termometro, viene naturale rassicurarsi dicendo che "qui a luglio ha sempre fatto caldo".

Eppure i dati (guardate il grafico nella seconda slide) ci confermano che le ondate di calore sono diventate molto più lunghe e intense. A peggiorare tutto ci pensano le nostre strade: decenni di asfalto, cemento e zero alberi hanno trasformato la città in un'enorme stufa che trattiene il calore anche di notte.

Ma subire questa situazione non è una condanna inevitabile. Nel carosello vi raccontiamo tre soluzioni urbanistiche concrete (dalla depavimentazione ai rifugi climatici) che tante città stanno già adottando per proteggere la salute delle persone e farci tornare a respirare.

"Cu nesci, arrinesci."Per decenni al Sud, in Sicilia, e nei nostri paesi ci hanno cresciuti con questo mantra. Una narra...
13/07/2026

"Cu nesci, arrinesci."

Per decenni al Sud, in Sicilia, e nei nostri paesi ci hanno cresciuti con questo mantra. Una narrazione spietata: l'idea che per realizzarsi, per avere un futuro dignitoso o semplicemente per vivere in un posto “normale”, l'unica soluzione sia fare le valigie e andarsene.

Leggendo alcuni commenti in questi giorni e osservando il dibattito sulla nostra città, emerge però un nemico ancora più pericoloso dell'emigrazione: la rassegnazione. Quel “tanto non cambierà mai nulla”, quel “qui non si può fare”, il famoso "niente ci fa" siciliano.

La rassegnazione è un veleno silenzioso. Non ci protegge dalle delusioni, ma logora i territori dall'interno. Li fa spegnere lentamente, abituandoci al brutto e al degrado, condannando i nostri paesi a morire di inedia prima ancora che di spopolamento.

Eppure, arrendersi non è l'unica opzione. Dobbiamo iniziare a rivendicare con forza un'altra narrazione: il diritto a restare, il diritto a tornare, il diritto a fare.

Non deve essere un atto di eroismo o un sacrificio romantico, ma una scelta possibile. La possibilità di costruire qualità della vita, spazi pubblici dignitosi, lavoro e comunità a Canicattì, così come nelle tante aree interne e marginalizzate del nostro Paese.

Non siamo gli unici a crederci e non è un'utopia per sognatori. Oggi la stessa Unione Europea sta mettendo al centro delle sue agende politiche proprio la rinascita dei margini, programmando strategie e fondi enormi per i territori periferici. L'Europa ha capito che il futuro non si gioca solo nelle grandi metropoli, ma nel ricucire i territori lasciati indietro.

La narrazione sta cambiando e le risorse (economiche e umane) per costruire un'alternativa esistono. Ma nessuna politica potrà salvarci se prima non sconfiggiamo il cinismo e non torniamo a credere che un'alternativa sia possibile.

Iniziamo a smettere di dire "è impossibile" e cominciamo a chiederci "come si fa?".

Come si cambia in meglio una città? Non servono per forza cantieri infiniti fin dal primo giorno. Scorrete le foto. OGGI...
12/07/2026

Come si cambia in meglio una città? Non servono per forza cantieri infiniti fin dal primo giorno. Scorrete le foto.

OGGI: Via Carlo Alberto la conosciamo tutti. Una grande distesa di asfalto e calore, pensata quasi solo per le auto.

DOMANI (intervento temporaneo): Prima di fare i grandi lavori, le città usano l'urbanistica Tattica. Con un po' di colore, sedute mobili e verde in vaso, si crea uno spazio temporaneo, un "pop-up". A cosa serve? A testare il cambiamento strada per strada. Si coinvolgono i residenti, si portano le persone a vivere il quartiere e si sostengono le attività commerciali locali, abituando tutti alla nuova viabilità. Se qualcosa non funziona, si sposta e si corregge.

DOPODOMANI (intervento permanente): Solo dopo aver co-progettato lo spazio insieme a chi lo vive ogni giorno, arriva il cantiere vero. Marciapiedi larghi, alberature piantate a terra, panchine fisse e parcheggi ordinati.

La rigenerazione è un processo che si accompagna dolcemente, passo dopo passo, ascoltando i commercianti e i cittadini.

È così che si costruiscono le città di domani. Vi piacerebbe sperimentare questo metodo a Canicattì? 🔥

Sì, l'immagine in basso è generata dall'Intelligenza Artificiale. Ma vi assicuriamo che la visione che c'è dietro è frut...
17/06/2026

Sì, l'immagine in basso è generata dall'Intelligenza Artificiale. Ma vi assicuriamo che la visione che c'è dietro è frutto di intelligenza (e volontà) tutta naturale.

Guardate questo scorcio del nostro centro storico. Oggi è un vuoto urbano abbandonato. Noi crediamo in una valorizzazione diversa: riprenderci questi luoghi per creare spazi pubblici vivi, restituiti alla comunità.

E non è solo una questione di bellezza. Con estati sempre più torride, la nostra città ha un bisogno vitale di "rifugi climatici". Servono piazze alberate, zone d'ombra e pavimentazioni verdi per contrastare le alte temperature e tornare a respirare.

Vi piace questa idea di futuro?

Scorrete le slide di questo post. Dal 2018 al 2021, la Democrazia Partecipata ha portato a Canicattì una vera ventata d'...
03/05/2026

Scorrete le slide di questo post. Dal 2018 al 2021, la Democrazia Partecipata ha portato a Canicattì una vera ventata d'aria fresca: palestre all'aperto, murales, eventi culturali, la riqualificazione del campetto di Via Inghilterra. Erano progetti pensati, proposti e scelti direttamente da chi vive il territorio.

Poi, il buio. Nel 2022-2023 le priorità sono cambiate, e tra il 2023 e il 2024 di questi fondi non si ha più alcuna notizia.

Scegliere di azzerare la partecipazione cittadina significa togliere ossigeno alla nostra comunità. Quei fondi erano idee, bellezza, sport e aggregazione che prendevano vita.

La cultura è respiro. E noi abbiamo il dovere di non far spegnere quella scintilla di partecipazione, anche (e soprattutto) nei momenti di crisi.

La nostra fiducia non si misura in numeri.La nostra fiducia è risposta altrove: nelle energie nuove di questa città, nel...
10/04/2026

La nostra fiducia non si misura in numeri.

La nostra fiducia è risposta altrove: nelle energie nuove di questa città, nelle persone che si sono stancate degli slogan, nella necessità vitale di costruire infrastrutture sociali e sportive, nel diritto di vivere spazi pubblici di qualità e di avere un'offerta culturale degna di questo nome.

La Canicattì Futura sta nascendo.

È uscita la notizia di un'inchiesta che coinvolge l'Università di Palermo e riguarda anche una persona di Canicattì.Chia...
01/04/2026

È uscita la notizia di un'inchiesta che coinvolge l'Università di Palermo e riguarda anche una persona di Canicattì.

Chiariamo subito: non facciamo giustizialismo. I processi si svolgono nei tribunali, non sui social.

Ma il dibattito politico ha il dovere di guardare le carte e di fare domande scomode. E c’è un documento pubblico, firmato dall’amministrazione Corbo, che spiega perfettamente perché Canicattì è bloccata.

Si tratta di un "Protocollo d'Intesa" con lo STEBICEF, il Dipartimento di Scienze Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche dell'UniPa (Delibera G.C n. 37 del 2022). Ci aspetteremmo un accordo su questioni biologiche e chimiche. Invece no: il Comune ha firmato un accordo con biologi e chimici per occuparsi di rigenerazione urbana, sviluppo territoriale, turismo, cultura, digitalizzazione, competitività, economia circolare.

La domanda (totalmente politica) è: perché? Che senso ha affidare l'urbanistica e lo sviluppo del territorio a un dipartimento di Chimica?

Senza fare insinuazioni su ciò che ci sia dietro, sappiamo bene cosa c'è davanti: il nulla. È il classico "Metodo Canicattì": protocolli altisonanti e parole vuote per muovere carte, mentre le strade franano e l'acqua non arriva.

È ora di smontare questo modo di fare politica. Pezzo per pezzo. 💛

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Canicattì
92024

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