Caorleincomuneconvoi

Caorleincomuneconvoi Laboratorio di idee e progetti per la città di Caorle

Un'oretta per capire come affrontare un fenomeno che purtroppo esiste... Vi aspettiamo numerosi.
08/05/2023

Un'oretta per capire come affrontare un fenomeno che purtroppo esiste...
Vi aspettiamo numerosi.

𝗠𝗮𝗳𝗶𝗲 𝗶𝗻 𝗩𝗲𝗻𝗲𝘁𝗼: 𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲
📅 𝗩𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 𝟭𝟮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟳.𝟯𝟬 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗣𝗮𝗿𝗿𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗫𝗫𝗜𝗜𝗜

Caorleincomuneconvoi, con il patrocinio del Comune di Caorle e di Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione organizza il convegno “Mafie in Veneto: azioni sociali e comportamenti per prevenire”.

👉 L'evento è dedicato prettamente alla diffusione di condotte e buone prassi da adottare per scongiurare il rischio di infiltrazioni mafiose.

Al tavolo di confronto parteciperanno Nicola Morra, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, il sociologo Carlo Beraldo, l'ex magistrato Vittorio Borraccetti e Don Giorgio Scatto, priore della Comunità Monastica del Marango di Caorle.
A moderare il dibattito sarà Francesco Rizzante, coordinatore metropolitano di Avviso Pubblico.

👉 Ingresso libero e gratuito

26/04/2023

🛑🛑🛑 A Caorle venerdì 12maggio!!!!

Organizzato dal progetto civico
"Caorle in comune con voi"

NON L'ENNESIMA CONFERENZA SULLO STATO ATTUALE,
bensì un dibattito costruttivo sulla prevenzione con ILLUSTRI RELATORI 🔝🔝🔝🔝

- 🤔 Come riconoscere i primi segnali?
- 🤔 Cosa possiamo fare noi cittadini?
- 🤔 Cosa possono fare le istituzioni?
- 🤔 Quali comportamenti da tenere?
- 🤔 Quali insegnamenti per i nostri ragazzi?

Si ringraziano per il patrocinio Avviso Pubblico l'amministrazione comunale.

Laboratorio di idee e progetti per la città di Caorle

12/03/2022

Intitolazione del parco giochi di Santa Margherita a GINO STRADA

Oggi è stata inviata l'istanza al protocollo del Comune di Caorle.

Se vi fa piacere vi aspettiamo sabato e domenica mattina al gazebo in Rio terrá (Bafile) per la raccolta firme.

Vi aspettiamo.Ricordatevi di portare un documento d'identitàSe vi fa piacere condividere...
12/03/2022

Vi aspettiamo.

Ricordatevi di portare un documento d'identità

Se vi fa piacere condividere...

🌈  Sabato e domenica mattina ti aspettiamo al gazebo davanti all'ufficio IAT (Bafile). ➡️  Ricordati di portare un docum...
08/03/2022

🌈 Sabato e domenica mattina ti aspettiamo al gazebo davanti all'ufficio IAT (Bafile).

➡️ Ricordati di portare un documento d'identità.

Bene, prendiamo atto e siamo più tranquilli. Grazie.
25/02/2022

Bene, prendiamo atto e siamo più tranquilli. Grazie.

24/02/2022

Caorle in Comune con voi

Oggetto: Può coesistere l’intervento di riqualificazione dell’ex colonia di Pordenone con un futuro percorso ciclo pedonale lungomare verso Falconera?

Durante il Consiglio Comunale del 25-02-2021 (amministrazione Striuli) al punto num. 3 dell’ordine del giorno era in previsione la discussione in merito ad una variante al Piano degli Interventi (P.I.) relativa ad una richiesta da parte della società “Cavallino Bianco Family spa”, attuale proprietaria dell’ex colonia di Pordenone. Tale variazione prevedeva l’eliminazione dallo stesso piano (P.I..) della previsione di prosecuzione della strada del lungomare Trieste davanti alla futura struttura alberghiera. La stessa strada che poi, in base al vecchio P.R.G., sarebbe continuata fino a Falconera.
Nella delibera si legge che la ditta Cavallino Bianco Family spa, proprietaria dell’ex colonia, ha richiesto lo stralcio della viabilità di progetto, già prevista a prosecuzione del Lungomare Trieste, entro l’area di proprietà, al fine di consentire un intervento di riqualificazione complessiva dell’intera area mediante la realizzazione di un grand hotel a cinque stelle che conservi l’attuale rapporto tra hotel e spiaggia riducendo al minimo le interferenze, trasformando la stessa area (una striscia nella quale sarebbe dovuta passare la “strada”), in area “D5 per insediamenti alberghieri”.

Ci troviamo ovviamente concordi sul fatto che l’ipotizzata continuazione della strada carrabile, così come prevista dal vecchio P.R.G. del 1991 (previsione confermata dal P.A.T. del 2014), sia un progetto ormai obsoleto.
Inoltre siamo convinti che il Comune debba agevolare gli investitori che, come in questo caso, forniscono soluzioni buone e non speculative a problemi della nostra località, come la “reinterpretazione” delle colonie, senza sconvolgimenti ambientali e senza “cubature aggiuntive assurde” come invece prevedeva il progetto delle terme.
Ci chiediamo, però,se tale modifica possa precludere la futura possibilità di realizzazione di una pista ciclo pedonale fino a Falconera in continuazione con la prevista riqualificazione del lungomare Trieste, attraversando la parte antistante la nuova struttura alberghiera della società in questione.
Il vecchio tracciato insisteva sulla proprietà privata. Dove potrebbe passare ora il tracciato di un percorso ciclo pedonale? Dovrebbe passare necessariamente sull’arenile, quindi in area di demanio marittimo, ma nelle motivazioni della società che ha richiesto lo stralcio, si legge che l’obiettivo è quello di garantire la “continuità tra l’hotel e la spiaggia antistante in concessione limitando al minimo le interferenze”.
L’Amministrazione comunale precedente che ha accolto la richiesta del privato, ha anche implicitamente accettato che non ci possa essere in futuro, in corrispondenza dell’ex colonia di Pordenone, un percorso lungomare per raggiungere Falconera?

Chiediamo, senza polemica, rassicurazioni documentali esplicite da parte dell’Amministrazione comunale, in particolare sul fatto che tale variazione, approvata dalla precedente amministrazione, non precluda la possibilità di futura realizzazione di una pista ciclopedonale necessaria per una fruizione turistica e viabilistica slow e green della zona, al fine del raggiungimento della rinomata e caratteristica zona di Falconera.
Sarebbe a nostro avviso molto grave e non tollerabile se, a causa di questo provvedimento, fosse preclusa questa possibilità al solo fine di soddisfare una richiesta (seppur legittima) di un privato, ma auspichiamo che si tratti solamente di una mancanza di comunicazione.
Attendiamo quindi come cittadini, una rassicurazione pubblica in merito e l’eventuale illustrazione della soluzione che l’Amministrazione ha in mente.

Ricordiamo che uno dei punti di forza di Bibione è la possibilità di percorrere fronte mare a piedi e in bicicletta per circa 8 km senza interruzioni la quasi totalità della sua linea di costa, da porto Baseleghe a foce Tagliamento.
Auspichiamo quindi che anche per Caorle si proceda in questa direzione.

L'articolo si riferisce al Comune di ODERZO.Di seguito il documento presentato dal M5S CAORLE alla ns precedente amminis...
03/02/2022

L'articolo si riferisce al Comune di ODERZO.
Di seguito il documento presentato dal M5S CAORLE alla ns precedente amministrazione il 05-01-2021 senza ricevere alcuna risposta.
Lo stesso documento è stato presentato il 10-01-2022 dal gruppo CAORLE IN COMUNE CON VOI all'attuale amministrazione di Caorle.
Vista la sensibilità dichiarata vs l'argomento attendiamo fiduciosi riscontro.
Al signor Sindaco del comune di Caorle
Marco Sarto
All’Assessore ai Lavori Pubblici, Demanio e Patrimonio, Ambiente ed Ecologia del comune di Caorle
Gianpietro Berardo
Alla presidente del consiglio comunale di Caorle
Elisa Trevisan
Alla consigliera con delega all’ambiente
Elisa Canta
Al segretario del comune di Caorle
Andrea Musto
Caorle, li 10-01-2022
Oggetto: Istanza sull’attuazione di comunità energetiche nel comune di Caorle
Premesso che,
I cambiamenti climatici e il degrado ambientale rappresentano una minaccia enorme per l'Europa e per il mondo.
Una risposta forte a tali sfide viene data dalla Commissione europea con “Il Green Deal europeo” individuando la strategia di crescita mirata a trasformare l'Unione Europea in una società giusta e prospera, dotata di un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, che nel 2050 non genererà emissioni nette di gas a effetto serra e in cui la crescita economica sarà dissociata dall'uso delle risorse;
al fine di sostenere al raggiungimento di tali obiettivi, nell’ambito del pacchetto “Clean Energy for all Europeans” (Energia pulita per tutti i cittadini europei), su proposta della Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio europeo hanno adottato la cd. RED II, la Direttiva europea sulla promozione delle fonti rinnovabili (UE 2018/2001), che riconosce e promuove le configurazioni di Autoconsumo collettivo e di Comunità energetiche;
coerentemente agli indirizzi europei, l’Italia ha adottato il Piano Nazionale Integrato Energia Clima (PNIEC) nel quale vengono individuati gli obiettivi da raggiungere per il 2030: la copertura del 30% dei consumi energetici finali lordi da energia da fonti rinnovabili, incluso il raggiungimento di una quota di energia da fonti rinnovabili nei consumi elettrici pari al 55% del totale;
un target di efficienza energetica che prevede una riduzione dei consumi del 43% dell’energia primaria; la riduzione del 33% delle emissioni di gas a effetto serra in settori non inclusi nell’ETS (sistema per lo scambio delle quote di emissione) dell’Unione europea, mentre permane l’obiettivo di riduzione del 43% per i settori inclusi nell’ETS.
Nell’ambito del PNIEC, tali obiettivi sono perseguiti anche attraverso la promozione dell’autoconsumo e delle comunità dell’energia rinnovabile;
il dibattito sulle modalità per ridurre gli impatti e affrontare i rischi del cambiamento climatico ha determinato la forte presa di posizione delle Istituzioni dell’Unione.
La Commissione europea ha proposto un innalzamento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra al 55% al 2030, mentre il Parlamento Europeo ha rilanciato con un traguardo ancora più ambizioso, pari a una riduzione del 60%. I nuovi target, molto più sfidanti rispetto a quelli già individuati, richiedono un maggior impegno dell'Italia;
la Commissione Europea raccomanda inoltre gli Stati membri di adottare misure adeguate ad affrontare la “povertà energetica” - determinata da una combinazione di basso reddito, elevata spesa per l’energia e scarsa efficienza energetica - una problematica che rischia di affliggere fino all’11% dell’intera popolazione dell’Unione Europea.
Tenuto conto che, in attesa della completa attuazione della disciplina della Direttiva RED II, con le disposizioni contenute all'articolo 42-bis del decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, l’Italia ha disciplinato in anticipo la fase di recepimento rendendo possibile la condivisione dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati a fonti rinnovabili tra più cittadini;
detta condivisione non era realizzabile in precedenza, poiché sussisteva il limite normativo per cui l’energia prodotta da un impianto alimentato da fonte rinnovabile fosse autoconsumata al massimo dall’utente presso il quale l’impianto era installato; attualmente, in virtù delle novelle richiamate in precedenza, i consumatori di energia elettrica potranno quindi associarsi per realizzare configurazioni di:
 Autoconsumo collettivo, che può essere attivato da famiglie e altri soggetti che si trovano nello stesso edificio o condominio, purché i soggetti diversi dalle famiglie non producano energia come attività principale;
 Comunità energetiche, alle quali possono partecipare persone fisiche, piccole e medie imprese, enti territoriali o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali, ubicati in un perimetro più ampio rispetto a quello condominiale, purché siano tutti collegati alla medesima cabina di trasformazione dell’energia di media/bassa tensione e la partecipazione alla Comunità di energia rinnovabile non costituisca l'attività commerciale e industriale principale;
in entrambi i casi, i consumatori di energia elettrica che si associano continuano a mantenere il diritto di scegliere il proprio fornitore e di recedere in qualunque momento dalla Comunità energetica o dagli autoconsumatori collettivi, e possono eventualmente individuare un soggetto delegato, responsabile del riparto dell’energia condivisa; ai membri che aderiscono alle configurazioni viene riconosciuto un beneficio diretto in termini di riduzione dei costi in bolletta di alcune tariffe derivanti dal minor utilizzo del sistema elettrico che è stato quantificato dall’ARERA in €10/MWh, oltre a una diminuzione del costo attribuito al consumo dell’energia essendo questa autoprodotta e autoconsumata;
oltre ai benefici diretti, le configurazioni vengono sostenute anche da una tariffa incentivante individuata dal decreto ministeriale del Ministero dello sviluppo economico in attuazione del summenzionato articolo 42-bis.
La tariffa è erogata per un periodo ventennale dal Gestore dei Servizi Energetici ed è strutturata per promuovere l’autoconsumo anche tramite l’impiego dei sistemi di accumulo: infatti, premia solo la quota parte di energia elettrica prodotta e autoconsumata virtualmente e sarà pari rispettivamente a 100 €/MWh per le configurazioni di autoconsumo collettivo e 110 €/MWh per le comunità energetiche rinnovabili.
La tariffa è riconosciuta agli impianti entrati in esercizio dopo il 1° marzo 2020 e abbiano complessivamente una potenza non superiore ai 200 kW; considerando l’effetto combinato dell’incentivo MISE, il beneficio diretto riconosciuto da ARERA e il PUN (il prezzo all'ingrosso risparmiato dell'energia autoconsumata), si arriva a un valore di 150-160 €/MWh sull’energia autoconsumata da impianti a fonti rinnovabili: si tratta di un valore pari a oltre tre volte il prezzo normalmente pagato “all’ingrosso” dell’energia (circa 50 €/MWh), che spingerà quindi le configurazioni ad orientare i propri consumi in maniera virtuosa e sostenibile per massimizzare l’autoconsumo in loco;
l’articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 (c. d. Decreto Rilancio), in caso di riqualificazione complessa, che includa anche alcuni interventi sugli impianti o sull’involucro (identificati dalle norme come interventi trainanti), stabilisce che è possibile accedere alle detrazioni fiscali del 110% (c. d. Superbonus) anche per la realizzazione di impianti fotovoltaici (o di sistemi di accumulo) nel contesto di Autoconsumo collettivo e di Comunità energetiche, purché l’energia non autoconsumata o condivisa sia ceduta al GSE.
Per gli impianti fotovoltaici che accedono al Superbonus al 110%, la tariffa incentivante ricordata è riconosciuta sulla produzione dovuta alla potenza eccedente quella ammessa al Superbonus (pari a 20 kW di potenza); il summenzionato articolo ha inoltre introdotto ulteriori importanti novità: le configurazioni non costituiranno svolgimento di attività commerciale abituale, con una conseguente riduzione delle pratiche burocratiche necessarie alla loro implementazione e operatività;
la detrazione fiscale del 50% per gli impianti a fonti rinnovabili è estesa da 20 a 200 kW per un ammontare complessivo di spesa non superiore ai 96.000 euro - detrazione cumulabile con la tariffa incentivante.
Considerato che, i Cittadini, gli Enti pubblici e territoriali e le Pmi possono quindi attivarsi collettivamente anche attraverso consistenti strumenti di incentivazione per sostenere la creazione di tali configurazioni, che riducono i costi della bolletta elettrica attraverso lo spostamento delle marginalità economiche del sistema energetico agli aderenti delle configurazioni, alimentando la crescita economica, sostenibile e sociale.
Ciò abbatte le emissioni inquinanti e riduce i conseguenti impatti ambientali e sanitari, fortemente presenti nei centri urbani; la riduzione dei costi in bolletta per i membri che aderiscono alle configurazioni può essere lo strumento efficace da impiegare per affrontare il problema della povertà energetica che colpisce in particolare le famiglie con disagio economico.
Attualmente, l’Italia si colloca alla 19° posizione, su 28, tra i paesi membri dell’Unione europea, nell’Indice europea di povertà energetica 2019 e il bonus energia elettrica e gas, erogato tramite sconto diretto in bolletta, risulta richiesto da appena il 30% degli aventi diritto e, comunque, non appare sufficiente, da solo e nella sua attuale configurazione, a risolvere interamente tale problematica.
Nell'ambito di una indagine realizzata dallo Spi-Cgil e dalla Fondazione Di Vittorio emerge che gli italiani che vivono in famiglie in povertà energetica sarebbero poco più di nove milioni, ossia più del 15% del totale, con un impatto particolarmente rilevante per la popolazione anziana.
Essere "poveri energetici" o rischiare seriamente di diventarlo con forti difficoltà ad acquistare servizi minimi come elettricità e acqua calda e a riscaldare o rinfrescare correttamente le proprie abitazioni riguarda il 47% degli anziani intervistati;
gli Enti pubblici e quelli territoriali pertanto, possono essere promotori sui propri territori di competenza di politiche sociali attive che coinvolgono i cittadini nella promozione e partecipazione nelle diverse forme di configurazioni contribuendo efficacemente ad affrontare e ridurre la povertà energetica tra i cittadini in particolare verso gli anziani.
Potrebbero sostenere la creazione di configurazioni tra cittadini o tra enti e cittadini in cui gli impianti potrebbero essere realizzati dall’Ente anche su aree o coperture di edifici pubblici e l’energia prodotta condivisa.
Ad esempio, si potrebbe realizzare una comunità energetica con un impianto installato sul tetto di una scuola utilizzando l’energia prodotta per la stessa e cedendo l’eccedenza ai cittadini membri della comunità. Teniamo presente che gli Enti possono cumulare la tariffa incentivante anche con altri incentivi (come, ad esempio, quelli derivanti dal Fondo Kyoto, fondo efficienza e fondi di programmi europei).
Tutto ciò premesso e considerato, si impegnano il Sindaco e la Giunta a:
• promuovere nel territorio comunale di Caorle la creazione di Comunità energetiche e di Autoconsumo collettivo, con il coinvolgimento dei cittadini residenti e l’impiego di aree o edifici di proprietà comunale, in particolare sostenendo prioritariamente le forme di configurazioni che generano benefici diretti con la riduzione dei costi in bolletta per i cittadini con maggiore disagio economico che ricadono o rischiano di ricadere nella condizione di povertà energetica;
• assicurare, anche attraverso la creazione di apposito sportello o centro informazioni, la messa a disposizione dei cittadini delle informazioni necessarie a promuovere la creazione di comunità energetiche e sistemi di autoconsumo collettivo.
Nell’attesa ringraziamo.
Caorle in Comune con voi

ASSURDO, IL COMUNE NON AGISCE PER I RISPARMI IN BOLLETTA

Le consento di abbassare le sia localmente sia per tutto il sistema Paese. Sono state approvate all'unanimità in Parlamento, cioè TUTTI i Partiti sono favorevoli. I Comuni hanno una serie di fondi pubblici su cui possono attingere, come hanno già fatto i più virtuosi. Questo Comune lo sa, ne ha discusso, perchè allora non procede? Superficialità? Dolo? A chi giova non autoprodurre parte del proprio fabbisogno energetico?
Questo Comune ritiene che i cittadini non abbiano convenienza nel risparmiare? E a che forze politiche fanno riferimento, dal momento che TUTTI i Partiti in Parlamento invece hanno promosso questo strumento?
Cari cittadini opitergini, informatevi su www.portavocegirotto.it/comunita-energetiche/ e vedrete che questo strumento conviene a moltissimi (non dico tutti perchè non conviene a chi vende gas/petrolio/carbone/nucleare).

"Caorle in Comune con voi" appoggia questa battaglia al fianco dei cittadini e se può essere utile, anche dell'amministr...
14/12/2021

"Caorle in Comune con voi" appoggia questa battaglia al fianco dei cittadini e se può essere utile, anche dell'amministrazione.

Perché certe tematiche non hanno colore politico. Sono battaglie di civiltà.

Noi ci siamo!

AVVISO PUBBLICOOggi 30 novembre 2021 in consiglio comunale si discute la richiesta di reiscrizione del Comune di Caorle ...
30/11/2021

AVVISO PUBBLICO

Oggi 30 novembre 2021 in consiglio comunale si discute la richiesta di reiscrizione del Comune di Caorle ad Avviso Pubblico, l'associazione che riunisce amministrazioni regionali e comunali impegnate contro le mafie.
Il Comune di Caorle fu sospeso (non espulso) perché il sindaco Striuli non avrebbe fornito i chiarimenti che Avviso Pubblico gli avrebbe chiesto in merito alla vicenda delle presunte minacce risalenti a dicembre 2013.

Pertanto, come noto, oggi il Comune di Caorle non figura più tra i soci di Avviso Pubblico.
Perché?
E’ perché la sospensione nel tempo è diventata espulsione, o semplicemente perché l’ex Sindaco non ha più rinnovato l'adesione?

Come chiesto da “CAORLE IN COMUNE CON VOI” durante la campagna elettorale:
1) è stata richiesta la reiscrizione dall’ex amministrazione?
2) se si, perché non è stata concessa dall’ente?
3) se no, perché non è stato fatto?

La nuova amministrazione vuole che il Comune di Caorle ritorni in Avviso Pubblico e ci pare una buona cosa, era anche ovviamente nel nostro programma elettorale, ma ci chiediamo, rispetto all'incidente di percorso del 2013, c'è la volontà e la possibilità da parte della nuova amministrazione di fare luce, laddove l’ex Sindaco Striuli ha preferito non chiarire?

Inoltre ci pare politicamente rilevante che, nello stesso giorno in cui Caorle decide di formalizzare la richiesta di rientrare in Avviso Pubblico, si legga sul giornale (Il Gazzettino) conferma delle opacità che la precedente amministrazione portava in seno.
Sentiremo dai banchi dell'opposizione tra i quali siede anche l’ex Sindaco qualcosa a chiarimento, o si continuerà sulla linea del silenzio?
Crediamo che i cittadini di Caorle meritino delle spiegazioni…

Caorle in Comune con voi le chiede da mesi.

Come più volte ribadito, Caorle in Comune con voi è un progetto e come tale continuerà per collaborare e/o vigilare.
Noi ci siamo.

Indirizzo

Strada Ottava Presa, Caorle VE
Caorle
30021

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