12/11/2023
Il governare ed il projet - financing
Il rapporto tra un principio generale ed una possibilità è la chiave di lettura da applicare alla necessità di effettuare investimenti e la capacità di realizzarli ma non solo, in molti casi anche la possibilità e/o la capacità di gestire gli investimenti da fare.
Abbiamo assistito ad una “illustrazione” di un progetto di finanza proposto all’amministrazione comunale di Capalbio.
Della questione si parla da molti mesi essendo in itinere già da molto tempo e sussistendo una evidente collegamento tra i “futuri proponenti” e l’amministrazione che deve decidere se accettare la proposta che, è stata o sarà presentata ed avviare l’iter legato a tale proposta.
La prima domanda che ci si può fare è sul perché, essendo l’amministrazione a perfetta conoscenza della intenzione del proponente abbia atteso di definire , immagino anche concordandone i contenuti, la proposta per renderla pubblica - anche se il Sindaco ha ritenuto che non era cosa dovuta ma un plus da parte dei proponenti ( ed è vero) e da parte dell’amministrazione ( e su questo potremmo aprire un dibattito) Infatti il farlo prima avrebbe potuto consentire ad altri proponenti di avviare altre proposte tra le quali l’amministrazione avrebbe potuto scegliere.
Si afferma che questa possibilità sarà ancora possibile in quanto, una volta fatti i dovuti passaggi ai aprirà un “bando” al quale chiunque potrà partecipare e quindi tra quelli che verranno presentati si sceglierà quello ritenuto migliore (vedremo se saranno predisposti preliminarmente anche i criteri e quali saranno) Tuttavia mi assumo la responsabilità di affermare che non ci saranno ulteriori proposte e quindi la questione è definita.
Perché affermo questo? perché basta valutare, con un minimo di buon senso che l’attuale progetto è sicuramente una iniziativa di alcuni componenti del gruppo proponente e che da almeno ( ma credo anche di più) 6/7 mesi è gestito con studio di ipotesi ed interlocuzioni continue tra i proponenti e l’amministrazione comunale che ritengo cosa anche legittima e ragionevole ma negandone la minimale pubblicità dell’ipotesi in corso ha sostanzialmente negato ad altri possibili proponenti di valutare negli stessi tempi e con gli stessi modi, la stessa possibilità. Questo non fa parte di questioni di legittimità o di regolarità ma, a mio avviso del modo con il quale l’amministrazione si raffronta con i suoi cittadini.
Ma la questione, che potrei definire Politica, riguarda, appunto, la scelta del percorso che viene sposato dall’amministrazione, per la riattivazione del complesso sportivo.
La versione è: abbiamo visto il progetto e ci piace, i proponenti sono ritenuti affidabili, l’investimento è interessante e ci consente di ripristinare l’impianto senza esborso di danaro da parte del Comune riottenendo al termine della convenzione un impianto in buone condizioni perché nel frattempo i proponenti provvederanno a mantenerlo in perfetta condizione ed a norma ed infine ( ma forse c’è anche altro) sono state garantite agevolazioni per i residenti, per i giovani, per gli anziani, per gli handicappati, ecc. ecc.. Cosa chiede in cambio il proponente? Di poter rientrare del proprio investimento in 40 anni durante i quali verserà al Comune un canone di alcune migliaia di euro.
L’ipotesi alternativa era che l’investimento da fare nel complesso sportivo, venisse effettuato direttamente dal Comune che avrebbe potuto gestirlo direttamente o come in passato affidarlo tramite bando a soggetti idonei i quali avrebbero versato al comune un importo con il quale far fronte all’investimento con cui il comune pagherebbe le rate del mutuo per effettuare l’investimento.
Quali sono le differenze tra le due cose? A mio avviso economicamente nessuna e forse nemmeno sul piano della realizzazione dell’adeguamento dell’impianto.
Non penso nemmeno che l’amministrazione comunale abbia problemi ad accendere un mutuo adeguato per l’investimento e non credo che questo, avrebbe impedito, come afferma il sindaco, di sottrarre fondi ad altri interventi. Il comune ha ampio spazio per l’indebitamento destinato agli investimenti.
Ma le differenze sostanziali stanno invece nel fatto che la Finanza di progetto determina un impegno quarantennale del quale ne questa amministrazione ne i proponenti ne nessuna pubblica amministrazione successiva è in grado di dare garanzie di continuità e soprattutto di controllo e verifica del corretto rispetto degli accordi principalmente perché:
a) possiamo escludere che la composizione della società proponente non vari e diventi meno affidabile?
b) possiamo immaginare che i tempi di realizzazione siano stabiliti, ma soprattutto rispettati per l’intero periodo?
c) possiamo garantire che le esigenze del complesso rimangono quelle attuali per 40 anni?
d) possiamo supporre che le tariffe non siano soggette ad adeguamenti nel corso del quarantennio?
e) possiamo immaginare che l’utilizzo degli impianti per la popolazione locale sia corretto ed adeguato per l’intero periodo?
Ma soprattutto
f) possiamo veramente credere che l’Amministrazione attuale (ma anche quelle future) siano in grado di vigilare adeguatamente su tutto questo?
Le mie risposte sono intuibili ma lascio ad ognuno la propria e sottolineo che, le conseguenze della scelta, vengono rimandate alle future amministrazioni.
L’ipotesi di realizzazione da parte del Comune dell’intervento avrebbe consentito certamente modalità più condivisibili e l’affidamento della gestione avrebbe comunque consentito di avere interlocutori affidabili (avrebbero potuto anche essere gli attuali proponenti) ma per un periodo molto più breve (ad es. 5 anni) magari rinnovabile. E forse avrebbe consentito maggiore possibilità di controllo da parte dell’amministrazione (attuale e futura)
La questione Politica è, a mio avviso, tutta raccolta in una scelta tendente a favorire indirizzi di strutturazione del territorio capalbiese in modo diverso dall’attuale e da me non condivisi ed inoltre nella cronica e talvolta colpevole, incapacità dell’amministrazione comunale di svolgere un adeguato controllo sulle strutture pubbliche e principalmente quelle affidate a terzi.
Credo che compito dei cittadini sia di essere ragionevolmente vigili su queste cose e segnalare eventuali situazioni di scorrettezza nell’uso del bene pubblico ed in generale sull’attività dell’amministrazione.
Non è la prima volta che altre amministrazioni di questo comune hanno percorso questa strada e mi dedicherò a verificarne i risultati e gli effetti, credo che sarà una analisi interessante.
BRUNO PICCOLOTTI
SEGRETARIO AMMINISTRATIVO