29/11/2024
Oggi Sinistra Con e PD tutti in difesa del diritto ai contributi affitto. Nel 2020 scrivevamo così dopo lo sgombero di via dell'Angelo custode. Nessuno ci rispose mai.
Lucca, 30/04/2020
Al sindaco di Lucca Alessandro Tambellini
All’assessora al sociale Valeria Giglioli
All’assessore alla protezione civile e alla sicurezza Francesco Raspini
Per conoscenza: Ai capigruppo di maggioranza Renato Bonturi, Daniele Bianucci, Claudio Cantini
Al dirigente dei servizi di hoousing sociale Graziano Angeli e al responsabile Aldo Intaschi
Egregio sindaco, egregi assessori
E’ passata ormai più di una settimana da quando Potere al Popolo, sull’onda di un ben noto fatto di cronaca cittadina, ha denunciato pubblicamente l’esistenza nella nostra città di una rete di dormitori abusivi finalizzati a taglieggiare e tenere in una situazione di ricattabilità e vulnerabilità decine di senzatetto e irregolari, ai quali una associazione a delinquere avrebbe spillato soldi ed estorto servizi poco leciti.
Ci auguriamo che l’autorità giudiziaria agisca, silenziosamente e rapidamente, per perseguire i vari profili penali che sono emersi dalle nostre ricostruzioni, ma dobbiamo purtroppo constatare che sul piano politico e amministrativo il vostro tacere si è fatto tristemente assordante.
Per giorni abbiamo aspettato un timido segnale del fatto che l’amministrazione cittadina avesse ammesso il problema e preso in carico la questione, esprimendo almeno un commento di qualsiasi tenore sulla lista di proposte politiche precise e circostanziate che abbiamo stilato per affrontare la questione.
Oggi dobbiamo constatare che purtroppo, come accade di frequente, questa amministrazione preferisce tacere e mettere una pezza piuttosto che affrontare e risolvere direttamente i problemi.
Ancora una volta ci troviamo quindi a dover ribadire come gli strumenti messi in campo finora, per quanto a volte singolarmente encomiabili, siano totalmente inadeguati nel dare il giusto supporto alle fasce di popolazione in maggiore difficoltà (specialmente alle famiglie numerose), e soprattutto come siano inaccessibili proprio a quei soggetti che più ne avrebbero bisogno.
Ogni contributo pubblico, dai buoni spesa all’integrazione per l’affitto (comunque limitato al 50% per un massimo di 300 euro) è infatti fortemente vincolato alla dimostrazione di un peggioramento della propria condizione dovuto all’emergenza Covid-19.
Paradossalmente coloro che erano in difficoltà prima dell’epidemia – lavoratori a nero o grigio, a prestazione occasionale, partite iva che hanno dovuto chiudere, senza residenza, o con residenza diversa dal domicilio – sono quindi esclusi da ogni forma di contributo, perché impossibilitati a dimostrare la loro difficoltà o il peggioramento dlle proprie condizioni, mentre anche chi ha diritto al sussidio dovrà accontentarsi di un contributo estremamente limitato.
Ci troviamo quindi oggi a dover ribadire le stesse domande e proposte di una settimana fa, nella speranza che in quanto amministratori vi sentiate almeno in obbligo di dare risposta ad una delle forze politiche attive sul vostro territorio.
COMBATTERE L’INVISIBILITA’
La “residenza fittizia” è un diritto che PER LEGGE ogni comune è tenuto a fornire a tutti i senzatetto che stazionano sul proprio territorio. Senza una residenza infatti (reale o fittizia che sia) non si possono richiedere una serie di documenti e i servizi essenziali che ne conseguono (carta d’identità, tessera sanitaria, permesso di soggiorno...). Senza la residenza non si ha diritto al medico di base, a firmare un contratto di lavoro o di affitto, a chiedere sussidi statali, a mettersi in lista per una casa popolare, ad essere preso in carico dai servizi sociali.
Ripetutamente nei mesi precedenti alla pandemia abbiamo tentato di far ottenere la residenza fittizia ad una persona, scontrandoci con la granitica burocrazia degli uffici comunali che ce lo hanno impedito.
La residenza virtuale è UN DIRITTO, e i comuni dovrebbero agevolarla, non ostacolarla.
PARLIAMO DI SICUREZZA
Regolarizzare gli immigrati significa uscire dalla clandestinità. Il permesso di soggiorno non è un premio da dare o togliere per merito o per utilità, come sentiamo dire spesso in questi giorni riguardo ai famosi “lavori che gli italiani non vogliono fare” ma di cui c’è vitale bisogno. Avere i documenti in regola significa non vivere di ricatti, essere visibili alle istituzioni (giustizia compresa), e avere la possibilità di uscire dalle grinfie della criminalità organizzata che altrimenti ti usa come manodopera sacrificabile. Il Comune di Lucca si faccia portavoce, in ogni sede possibile, della richiesta di un permesso di soggiorno incondizionato per tutte le persone attualmente residenti su territorio italiano
LA CASA E’ UN DIRITTO
Avere un tetto sicuro ti libera dalla necessità di vivere di espedienti. Calmiere degli affitti anche per chi non può fornire busta paga, aumento delle risorse regionali per l’edilizia popolare. Indagini serie e controlli stringenti sugli affitti a nero, ma con la sicurezza per gli inquilini di essere accolti in soluzioni abitative dignitose, attraverso l’uso di immobili comunali o, se necessario in una situazione emergenziale, espropriando residenze sfitte di proprietà di istituti finanziari, fondi d’investimento speculativi, enti religiosi. I dormitori non vanno bene se non come soluzioni tampone per 1-2 notti: tutti, ma in particolare le famiglie con bambini, hanno bisogno di ABITAZIONI VERE.
E’ inoltre necessario un nuovo fondo affitto per l'emergenza abitativa a sostegno di chi una casa l’ha già ma rischia di perderla e non rientra nei contributi straordinari. Una delle cose che questa crisi ci ha incontrovertibilmente dimostrato è che, se c’è la volontà politica, le risorse si trovano, e riteniamo prioritario che questa amministrazione agisca anche in questa direzione.
MENO BUROCRAZIA NEGLI AIUTI SOCIALI
Le persone che si trovano in situazioni di marginalità non hanno né mezzi, né tempo, né voglia di lottare contro la burocrazia granitica delle istituzioni. Il più delle volte ottenere il riconoscimento di un diritto significa essere rimpallati da un ufficio all’altro, poter usufruire costantemente di una connessione internet, di un telefono carico e della possibilità di poter stampare documenti o inviarli via fax, per non parlare della conoscenza perfetta della lingua italiana e del linguaggio burocratico che a volte mette in difficoltà anche un madrelingua. È necessario rendere più semplice la presa in carico del servizio sociale, più capillare la presenza dei presidi sociosanitari sui territori.
Riguardo invece ai 15 irregolari solertemente sgomberati dall’ignobile fondo-dormitorio in via dell’Angelo Custode, ribadiamo queste domande che abbiamo già posto all’assessora Giglioli senza ottenere risposta:
1) Bene che gli inqulini non siano stati lasciati in mezzo alla strada: ma sono stati “indirizzati” ai dormitori o “accompagnati”?
2) Nel caso, dove sono stati portati? Ci sono abbastanza posti?
3) C’erano delle donne tra loro? In caso affermativo dove sono state accolte, visto che di solito non possono andare nei dormitori?
4) Il comune ha un piano serio per fornire a queste persone e alle FAMIGLIE che ancora risiedono in alloggi-ghetto nella nostra città delle ABITAZIONI? O si pensa di risolvere sempre tutto con dei dormitori evidentemente inadatti se non come soluzioni da 1-2 notti?
Certi di una vostra risposta, vi salutiamo ringraziandovi per la vostra preziosa attenzione.
Potere al Popolo Lucca