20/05/2025
LA GRANDE DELUSIONE
Far eleggere Nicola Cecere a sindaco di Capodrise è stato un errore. Non era il nostro candidato, alcuni di noi avevano espresso molte riserve, ma abbiamo accettato la proposta di “Siamo Capodrise” e lo abbiamo sostenuto con impegno e lealtà. Una lealtà che è durata dal 19 marzo 2024, giorno in cui abbiamo sottoscritto il patto fondativo della coalizione, fino al 14 maggio 2025.
In questo tempo, abbiamo sempre lavorato sperando potesse diventare il sindaco di tutti e governare la città, ma Cecere non è riuscito mai ad affrancarsi dal suo gruppo di riferimento ed è sempre rimasto il sindaco di “Siamo Capodrise” e dei suoi derivati, peraltro dimostrando in diverse occasioni di non essere in grado di fare in 10 anni ciò che altri avrebbero fatto in 10 minuti.
Talvolta abbiamo criticato il sindaco, ma sono state sempre critiche di merito e di metodo: assenza di confronto, scarsa collegialità nelle decisioni, mancata attuazione del programma di governo, troppi interessi. A Capodrise si era creato un “terzo livello”, una sorta di regia occulta, che aveva ridotto le parti politiche, la giunta e il consiglio comunale a meri organi di ratifica.
La crisi che ha immobilizzato la città per quasi un anno era tutta all’interno a “Siamo Capodrise”: si può essere fantasiosi come si vuole, ma le bugie non cancellano la realtà. E Cecere, invece di dimostrare di essere il sindaco della coalizione, ha sempre obbedito: si è dimesso a comando, ha violato il patto nel quale era sancita la sua candidatura, ha spinto i consiglieri di maggioranza a liberarsi dalle forze politiche che li avevano candidati e, lui o chi per lui, ha trattato con l’opposizione per sovvertire, con una “compravendita” di consiglieri, la volontà popolare, facendo pressioni su candidati del Pd.
Il 14 maggio, l’atto finale. In una riunione al Comune, Cecere ha eseguito l’ultimo compito impartitogli da “Siamo Capodrise”: voleva che “Capodrise insieme” firmasse un nuovo patto con un nuovo programma, subordinato all’azzeramento della giunta e delle altre cariche istituzionali e a maggiori poteri al sindaco nell’azione amministrativa. Un accordo offensivo per noi e imbarazzante per lui, oltre che politicamente irricevibile.
L’atto di sfiducia era l’unico strumento che avevamo a disposizione per riparare a quell’errore. È stata una scelta meditata, sofferta, ma necessaria e che ha interpretato un largo sentimento nella città. Ora, a tutti chiediamo, alle cittadine e ai cittadini di Capodrise, di impegnarsi affinché inizi una nuova stagione politica, trasparente, libera, forte, popolare, democratica e orientata al bene comune.
CAPODRISE INSIEME
Partito democratico, Alleanza per Capodrise, Capodrise Futura