Capracotta è un comune italiano di 962 abitanti della provincia di Isernia in Molise. Le più antiche tracce della presenza umana nel territorio del Comune di Capracotta risalgono al Paleolitico: in località Morrone sono stati ritrovati strumenti di caccia dell'uomo di Neanderthal. Si tratta di un centro abitato ritrovato nel corso di cinque campagne di scavo promosse dalla Soprintendenza per i Ben
i archeologici del Molise tra il 1979 e il 1985 nei pressi della Fonte del Romito. Gli scavi archeologici hanno svelato l'esistenza di un sito con una vitalità di circa mille anni: da alcune capanne circolari del IX secolo a.C. a edifici in marmo del I secolo d.C. collocati in un contesto urbano ben pianificato. L'attuale paese di Capracotta, invece, nasce sullo sperone della Terra Vecchia nei primi decenni del Medioevo durante la conquista longobarda del Mezzogiorno d'Italia (fine VI- inizi VII secolo d.C.). Il toponimo allude chiaramente alla tradizione religiosa dei Longobardi di sacrificare una capra, in onore del dio Thor, prima di insediarsi in un luogo appena conquistato e mangiarne le carni come rito apotropaico contro l'esaurimento delle fonti di sostentamento del gruppo tribale che, diventando stanziale, si faceva comunità. Al periodo longobardo, risale la più antica attestazione del nome: un atto di donazione del 1040. La città si ingrandisce nel corso dei secoli grazie allo sviluppo della transumanza invernale delle greggi dalle alture d'Abruzzo al Tavoliere pugliese. Capracotta subisce gravi danni nel corso della Seconda guerra mondiale, quando il paese viene evacuato dalla popolazione e dato alle fiamme dalle truppe tedesche in ritirata verso la Val di Sangro.