Life Lanner - Falco biarmicus feldeggii

Life Lanner  - Falco biarmicus feldeggii Pagina ufficiale del progetto europeo LIFE LANNER (LIFE18 NAT/IT/000720) dal 2020 ad oggi.

📅 SAVE THE DATECONVEGNO FINALE DEL PROGETTO LIFE LANNERRisultati e prospettive per la conservazione del Falco lanario in...
01/09/2026

📅 SAVE THE DATE

CONVEGNO FINALE DEL PROGETTO LIFE LANNER

Risultati e prospettive per la conservazione del Falco lanario in Italia.

Il team del Progetto LIFE Lanner (LIFE18 NAT/IT/000720) ha il piacere di invitarti al convegno conclusivo di sei anni di intensa attività sul campo, ricerca scientifica e cooperazione istituzionale per la salvaguardia di uno dei rapaci più minacciati d’Europa.

✅Segnati questa data in agenda, presto metteremo a disposizione il link per iscriversi e il programma.

📌 QUANDO

Martedì 29 Settembre 2026 (Convegno Nazionale)
Mercoledì 30 Settembre 2026 (Mattina - Visita tecnica di campo)

📍 DOVE

Convegno (29/09): Presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi della Tuscia, Via Santa Maria in Gradi, 4 — 01100 Viterbo (VT)

Visita di Campo (30/09): Partenza da Viterbo verso il CRAS di Vico (Caprarola) e le aree operative del Parco Naturale Regionale Marturanum (Barbarano Romano).

E tu ci sarai?

DIARIO DI VOLO 2026 Emma è stata la prima dei quattro giovani Lanari ad allontanarsi dall'area di hacking. Fin dalle pri...
20/08/2026

DIARIO DI VOLO 2026


Emma è stata la prima dei quattro giovani Lanari ad allontanarsi dall'area di hacking. Fin dalle prime fasi della sua crescita, aveva mostrato un comportamento diverso da quello dei fratelli, portato avanti anche durante la permanenza nel box: è sempre stata l'individuo più schivo e meno incline all'interazione con gli operatori.

A differenza degli altri tre giovani, che soprattutto nelle prime settimane di libertà rientravano spontaneamente nel box di rilascio graduale, Emma ha smesso quasi subito di utilizzarlo. Questo comportamento sembrava confermare una maggiore diffidenza nei confronti della presenza umana.

I dati del GPS hanno però raccontato una storia interessante: Emma trascorreva spesso diverse ore sul tetto del box dove si trovavano i fratelli, chiusi in sicurezza durante la notte o nei momenti di assenza degli operatori. Il legame con gli altri giovani, quindi, non è mai venuto meno e proprio grazie a questa vicinanza ha sviluppato rapidamente anche la competizione per il cibo, portando spesso le prede lontano dagli altri e condividendole solo raramente.

Le calde giornate di luglio hanno creato le condizioni ideali per l'apprendimento del volo. Sfruttando le correnti termiche, Emma e i suoi fratelli hanno affinato le proprie capacità, condividendo il cielo con altre specie di rapaci presenti nell'area, come nibbi, falchi pellegrini, bianconi e gheppi.

Ma presto è arrivato il momento del primo grande viaggio. In una giornata della prima metà di luglio Emma ha attraversato l'Appennino, raggiungendo il confine tra Molise e Puglia: una destinazione ormai familiare, scelta negli anni anche da diversi altri lanari liberati nell'ambito del progetto LIFE Lanner.

Dopo appena due giorni ha però invertito la rotta, attraversando il sud del Molise e tornando velocemente nell'area di hacking. Qui si è alimentata, si è rinfrescata nelle vasche d'acqua predisposte per i giovani falchi e, dopo pochi giorni, è ripartita per una nuova esplorazione.
Il ritorno di Emma è stato particolarmente sorprendente. Negli anni è stato osservato che i giovani lanari allevati con questo metodo possono tornare all'area di rilascio anche dopo essersi allontanati per diversi giorni, ma nel suo caso il rientro è stato quasi immediato. Un comportamento che suggerisce come l'area di hacking rappresenti un punto di riferimento fondamentale durante la fase di dispersione.

Oggi Emma si trova nel pesarese, in un'area che anche altri Lanari del programma di reintroduzione hanno scelto in passato, probabilmente grazie alla presenza di ampi ambienti aperti e di abbondanti risorse trofiche.
Continuerà a esplorare nuovi territori, tornerà ancora nell'area di rilascio oppure si fermerà qui? Lo scopriremo, un punto GPS alla volta!

Vuoi conoscere il percorso di allevamento e rilascio dei giovani Lanari? Puoi scaricare gratuitamente le Linee guida sull’applicazione delle tecniche di hacking per il lanario e altre specie al link in bio o sul sito ufficiale del progetto LIFE Lanner.

🪽Il viaggio di Duna si è concluso troppo presto.Lo scorso anno vi abbiamo raccontato il suo percorso, dalla nascita al r...
06/08/2026

🪽Il viaggio di Duna si è concluso troppo presto.

Lo scorso anno vi abbiamo raccontato il suo percorso, dalla nascita al raggiungimento dell’autonomia. Dopo il rilascio aveva compiuto i lunghi spostamenti tipici dei giovani lanari: prima verso la Puglia, poi la Calabria e infine un lungo volo verso nord, fino a raggiungere il territorio parmense, dove aveva deciso di stabilirsi.

Purtroppo, a distanza di quasi un anno, Duna è stata rinvenuta deceduta. Sono stati recuperati soltanto alcuni resti e il GPS. Le cause della morte non sono note: tra le possibili ipotesi vi è la predazione da parte di un carnivoro arboricolo, come una martora o una faina, ma non esistono elementi per confermarlo.

Per mesi Duna ha frequentato l'area agricola di Casalbarbato (PR), un paesaggio ricco di risorse trofiche e frequentato da numerosi rapaci. La sua scelta conferma un aspetto importante: il lanario può trovare habitat idonei anche al di fuori dell'attuale nucleo di distribuzione della specie, oggi concentrato nell'estremo sud Italia e soprattutto in Sicilia. Non a caso, fino a pochi decenni fa, il lanario nidificava anche in diverse aree dell'Italia centro-settentrionale, da cui è poi scomparso.

Ogni individuo seguito ci aiuta a comprendere meglio come i giovani esplorino il territorio e quali ambienti selezionino. Anche il percorso di Duna rappresenta un tassello prezioso per orientare le future azioni di conservazione.

Resta però alta l'attenzione verso una delle principali minacce per questa specie: le linee elettriche non messe in sicurezza. Nell'area frequentata da Duna erano presenti anche pali potenzialmente pericolosi e, sebbene non sia possibile collegarli alla sua morte, il rischio di elettrocuzione continua a rappresentare una causa documentata di mortalità per il lanario e per molti altri rapaci.

Le informazioni raccolte durante il suo anno di libertà continueranno ad accompagnare il nostro lavoro e a contribuire alla conservazione del falco lanario.

©️Foto di Emanuela Battistini

Con questo caldo concediti una pausa all'ombra, leggendo le pubblicazioni del progetto LIFE lanner!Negli anni, il proget...
27/06/2026

Con questo caldo concediti una pausa all'ombra, leggendo le pubblicazioni del progetto LIFE lanner!

Negli anni, il progetto LIFE Lanner ha contribuito attivamente alla ricerca scientifica sulla conservazione del falco lanario (Falco biarmicus feldeggii), condividendo metodi, risultati e nuove prospettive con la comunità scientifica nazionale e internazionale.

Dai temi legati alla variabilità genetica e alla struttura delle popolazioni, fino agli impatti delle attività antropiche, alle tecniche di reintroduzione e al ruolo dei centri di recupero della fauna selvatica, i contributi del progetto offrono un quadro sempre più approfondito e aggiornato sullo stato di conservazione di questa specie.

Un patrimonio di conoscenze che non resta confinato alla ricerca, ma diventa uno strumento utile per migliorare le strategie di tutela e salvaguardia sul territorio.

Scopri di più: https://www.lifelanner.eu/it/pubblications/

07/06/2026

“Solo perché abbiamo le ali non significa che sappiamo come usarle!”

🛫Il primo salto nel vuoto è solo l’inizio di un percorso lungo e complesso, fatto di tentativi, errori, cadute e continuo allenamento. Avere le ali non basta: servono muscoli sviluppati, coordinazione, esperienza e la capacità di interpretare un mondo che, visto da un’altra prospettiva, appare completamente diverso.

🦅Nei giorni successivi all’involo i giovani rapaci trascorrono gran parte del tempo ad allenarsi. Le loro penne non sono ancora completamente cresciute, la portanza è limitata e ogni decollo richiede uno sforzo enorme. Non è raro che finiscano a terra dopo pochi metri di volo, tra erba alta, cespugli o anfratti dai quali ripartire può essere difficile.

In natura i genitori continuano a seguirli per settimane o mesi: li stimolano a volare, li richiamano dall’alto, li guidano e continuano a nutrirli mentre imparano gradualmente a diventare indipendenti.

Il periodo post-involo rappresenta una delle fasi più delicate dell’intero ciclo vitale e la mortalità dei giovani raggiunge i valori più elevati proprio nelle prime settimane dopo l’uscita dal nido, soprattutto a causa di predazione, incidenti e inesperienza.

🪶Per il rilascio in natura dei giovani lanari del progetto life lanner viene utilizzato il metodo dell’hacking con individui allevati in social imprinting, in cui il ruolo normalmente svolto dai genitori viene sostituito dagli operatori. Attraverso una libertà controllata e tecniche specifiche, gli animali vengono accompagnati durante questo delicato periodo, mentre sviluppano la muscolatura necessaria al volo, acquisiscono sicurezza nei movimenti e imparano progressivamente a cacciare in autonomia.

È una passaggio fondamentale: il successo di una reintroduzione non dipende soltanto dalla nascita o dal rilascio degli individui, ma soprattutto dalla loro capacità di raggiungere una reale indipendenza.

🔗Per conoscere meglio il metodo utilizzato, puoi richiedere gratuitamente le Linee Guida per l’allevamento e il rilascio del Lanario con metodo di hacking attraverso il link https://docs.google.com/forms/u/0/d/1kBvkJ3a9nhipRgDMj9hgPO0Vgz5arKTURFYdC-0WFlE/viewform?edit_requested=true&utm_source=ig&utm_medium=social&utm_content=link_in_bio&pli=1&authuser=0

Giovedì 15 maggio un gruppo di studenti delle lauree magistrali in Scienze Forestali dell’Università della Tuscia, nell’...
15/05/2026

Giovedì 15 maggio un gruppo di studenti delle lauree magistrali in Scienze Forestali dell’Università della Tuscia, nell’ambito del corso di Zoologia dei Vertebrati, ha visitato l'Ente Monti Cimini - Riserva Naturale Lago di Vico durante un’attività didattica sul campo.

Obiettivi, strategie e risultati del progetto LIFE LANNER hanno rappresentato una parte centrale della giornata, approfondendo i temi della conservazione di una specie a rischio di estinzione e della gestione degli habitat, spesso strettamente collegati alle pratiche agro-forestali.

Un ringraziamento al prof. Vizioli, che ha accompagnato gli studenti offrendo ulteriori spunti di approfondimento e confronto didattico.

💝Buona festa della mamma alle mamme di ogni specie!
10/05/2026

💝Buona festa della mamma alle mamme di ogni specie!

𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝟒 𝐩𝐮𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟔!Si tratta di due maschi e due femmine, nati dalle ...
06/05/2026

𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝟒 𝐩𝐮𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟔!

Si tratta di due maschi e due femmine, nati dalle coppie in cattività gestite presso l’Ente Monti Cimini - Riserva Naturale Lago di Vico, capofila del progetto LIFE LANNER.

Come da tradizione, anche quest’anno i nomi seguono l’ordine alfabetico, iniziato con il primo pullo nato nel 2022: vi presentiamo Edna, Emma, Elia ed Ettore.

Le nascite e la crescita dei pulli sono seguite quotidianamente dagli operatori del progetto, con il supporto del personale del CRAS Lago di Vico: i giovani vengono allevati in social imprinting, un approccio fondamentale per prepararli alla vita in natura.

Questo percorso prevede il rilascio graduale tramite la tecnica dell’hacking controllato, che consente loro di raggiungere la piena autonomia dopo l’allontanamento volontario dall’area in cui impareranno a volare e cacciare.

Ma come funziona esattamente questo metodo?

➡️Per scoprirlo, puoi approfondire ogni passaggio consultando le “Linee guida sull’applicazione delle tecniche di hacking per il lanario e altre specie”: un documento completo che racconta il lavoro svolto e le scelte tecniche alla base del progetto.

🔗Per scaricarlo clicca qui: https://docs.google.com/forms/u/0/d/1kBvkJ3a9nhipRgDMj9hgPO0Vgz5arKTURFYdC-0WFlE/viewform?edit_requested=true&utm_source=ig&utm_medium=social&utm_content=link_in_bio&pli=1&authuser=0

🌐Sono online le Linee guida sull’applicazione delle tecniche di hacking per il Lanario (𝐹𝑎𝑙𝑐𝑜 𝑏𝑖𝑎𝑟𝑚𝑖𝑐𝑢𝑠 𝑓𝑒𝑙𝑑𝑒𝑔𝑔𝑖𝑖) e alt...
27/04/2026

🌐Sono online le Linee guida sull’applicazione delle tecniche di hacking per il Lanario (𝐹𝑎𝑙𝑐𝑜 𝑏𝑖𝑎𝑟𝑚𝑖𝑐𝑢𝑠 𝑓𝑒𝑙𝑑𝑒𝑔𝑔𝑖𝑖) e altre specie, e le Linee guida per il riconoscimento del lanario rispetto a specie affini, elaborate nell’ambito del progetto LIFE LANNER (Azione E.3 - Replicazione e trasferimento).

📖Si tratta di uno strumento tecnico pensato per condividere metodi, risultati ed esperienze maturate nel corso del progetto, con l’obiettivo di renderli trasferibili ad altri contesti e iniziative di conservazione.

🦅Le linee guida sull’hacking sono il frutto del lavoro svolto dal 2021 ad oggi: un percorso lungo e complesso, in cui sono state raccolte e analizzate tutte le esperienze, comprese quelle che non hanno dato i risultati attesi. Una scelta importante, che permette di restituire in modo trasparente il processo che ha portato all’individuazione di un metodo efficace di
rilascio dei giovani lanari, capace di favorire un corretto inserimento in natura degli individui provenienti da allevamento in cattività.

🪶Questo documento rappresenta quindi non solo un riferimento operativo per chi intende applicare queste tecniche in altri progetti o territori, ma anche un racconto completo del lavoro svolto e delle conoscenze acquisite per la conservazione della specie.

🔗Per scaricare le Linee guida clicca sul link e compila l’apposito modulo, ci vogliono solo pochi secondi. Buona lettura!

👉🏼https://docs.google.com/forms/d/1kBvkJ3a9nhipRgDMj9hgPO0Vgz5arKTURFYdC-0WFlE/edit

Il 16 aprile 2026 abbiamo tenuto a Viterbo, presso la Sala della Provincia, un seminario sulle tecniche di monitoraggio ...
24/04/2026

Il 16 aprile 2026 abbiamo tenuto a Viterbo, presso la Sala della Provincia, un seminario sulle tecniche di monitoraggio degli uccelli, tra cui il lanario, nell’ambito dell’azione E.4 - Attività di informazione specializzata e locale.

📡Un pomeriggio che ha visto la partecipazione di oltre 40 persone: i diversi ospiti hanno presentato interessanti ed innovativi casi di studio sulla ricerca e il monitoraggio degli uccelli attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate come GPS e radar.

🪶Falchi pescatori e albanelle, gabbiani del Cile, occhioni, ghiandaie marine e, insieme, i nostri falchi lanari, sono stati i protagonisti di racconti ed esperienze che hanno messo in luce quanto le nuove tecnologie stiano trasformando il modo di studiare e di contribuire alla conservazione della biodiversità.

🌐Incontri come questo rappresentano per il territorio non solo occasioni di aggiornamento per chi già opera nel settore, ma anche spunti preziosi per avvicinare nuovi interessati, sensibilizzare il pubblico e costruire una rete sempre più consapevole e partecipe nella
tutela delle specie.

Un ringraziamento va al Presidente della Provincia di Viterbo, dott. Alessandro Romoli, per aver portato personalmente i suoi saluti al seminario e per l’attenzione e l’interesse dimostrati verso possibili future azioni progettuali a vantaggio del Lanario.

Un sentito grazie anche a Lucia Modonesi, responsabile del servizio relativo alle aree protette della Provincia di Viterbo, partner di progetto, per l’eccellente organizzazione e la calorosa accoglienza.

Indirizzo

Strada Provinciale Cassia Cimina Km. 12, 00
Caprarola
01032

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