20/08/2026
DIARIO DI VOLO 2026
Emma è stata la prima dei quattro giovani Lanari ad allontanarsi dall'area di hacking. Fin dalle prime fasi della sua crescita, aveva mostrato un comportamento diverso da quello dei fratelli, portato avanti anche durante la permanenza nel box: è sempre stata l'individuo più schivo e meno incline all'interazione con gli operatori.
A differenza degli altri tre giovani, che soprattutto nelle prime settimane di libertà rientravano spontaneamente nel box di rilascio graduale, Emma ha smesso quasi subito di utilizzarlo. Questo comportamento sembrava confermare una maggiore diffidenza nei confronti della presenza umana.
I dati del GPS hanno però raccontato una storia interessante: Emma trascorreva spesso diverse ore sul tetto del box dove si trovavano i fratelli, chiusi in sicurezza durante la notte o nei momenti di assenza degli operatori. Il legame con gli altri giovani, quindi, non è mai venuto meno e proprio grazie a questa vicinanza ha sviluppato rapidamente anche la competizione per il cibo, portando spesso le prede lontano dagli altri e condividendole solo raramente.
Le calde giornate di luglio hanno creato le condizioni ideali per l'apprendimento del volo. Sfruttando le correnti termiche, Emma e i suoi fratelli hanno affinato le proprie capacità, condividendo il cielo con altre specie di rapaci presenti nell'area, come nibbi, falchi pellegrini, bianconi e gheppi.
Ma presto è arrivato il momento del primo grande viaggio. In una giornata della prima metà di luglio Emma ha attraversato l'Appennino, raggiungendo il confine tra Molise e Puglia: una destinazione ormai familiare, scelta negli anni anche da diversi altri lanari liberati nell'ambito del progetto LIFE Lanner.
Dopo appena due giorni ha però invertito la rotta, attraversando il sud del Molise e tornando velocemente nell'area di hacking. Qui si è alimentata, si è rinfrescata nelle vasche d'acqua predisposte per i giovani falchi e, dopo pochi giorni, è ripartita per una nuova esplorazione.
Il ritorno di Emma è stato particolarmente sorprendente. Negli anni è stato osservato che i giovani lanari allevati con questo metodo possono tornare all'area di rilascio anche dopo essersi allontanati per diversi giorni, ma nel suo caso il rientro è stato quasi immediato. Un comportamento che suggerisce come l'area di hacking rappresenti un punto di riferimento fondamentale durante la fase di dispersione.
Oggi Emma si trova nel pesarese, in un'area che anche altri Lanari del programma di reintroduzione hanno scelto in passato, probabilmente grazie alla presenza di ampi ambienti aperti e di abbondanti risorse trofiche.
Continuerà a esplorare nuovi territori, tornerà ancora nell'area di rilascio oppure si fermerà qui? Lo scopriremo, un punto GPS alla volta!
Vuoi conoscere il percorso di allevamento e rilascio dei giovani Lanari? Puoi scaricare gratuitamente le Linee guida sull’applicazione delle tecniche di hacking per il lanario e altre specie al link in bio o sul sito ufficiale del progetto LIFE Lanner.