23/07/2026
Il 24 luglio commemoreremo uno degli eventi più tragici della nostra storia cittadina. Ma come si è giunti al Sacco del 1501?
Lo racconteremo con una breve serie di post.
All'inizio del Cinquecento, l'Italia è ormai il principale teatro di scontro per le grandi potenze europee.
Dopo le campagne di Carlo VIII, il nuovo re di Francia, Luigi XII, punta con decisione al Regno di Napoli, rivendicando i diritti della casata d'Angiò. Sul trono napoletano siede Federico I d'Aragona, sovrano alla guida di un regno finanziariamente stremato, politicamente isolato e militarmente debole.
Per difendersi dall'imminente avanzata francese, re Federico commette l'errore decisivo: chiede aiuto a suo cugino Ferdinando II d'Aragona ("il Cattolico"), re di Spagna. Ma la diplomazia del Rinascimento non prevede lealtà di sangue.
L'11 novembre 1500, a insaputa del sovrano napoletano, Francia e Spagna stringono il Trattato segreto di Granada. Anziché scontrarsi, i due re concordano la spartizione a tavolino del Regno di Napoli:ai Francesi vanno Napoli, la Terra di Lavoro e l'Abruzzo; agli Spagnoli la Puglia e la Calabria.
Quando le truppe spagnole sbarcano in Italia nel 1501, Federico pensa siano alleati giunti a salvarlo. Scoprirà l'inganno solo nel luglio del 1501, mentre l'esercito francese guidato da Yves d'Alègre,Bérault Stuart d'Aubigny, con l'aiuto delle truppe di Cesare Borgia, varca i confini puntando su Napoli.
A sbarrare la strada per la capitale rimane un unico baluardo difensivo: Capua.