22/08/2026
La vera sfida dei Giochi del Mediterraneo comincerà il giorno dopo la loro conclusione.
Non basterà chiedersi che cosa diventeranno gli impianti realizzati a Taranto. Dovremo chiederci anche che cosa resterà a tutto il territorio ionico di un evento presentato come una straordinaria occasione di sviluppo e visibilità.
I Giochi rappresentano un progetto territoriale, capace di coinvolgere seriamente e per tempo anche i Comuni della provincia, valorizzandone identità, produzioni, associazioni, cultura, turismo e capacità imprenditoriali. Invece, in diversi casi, assistiamo ad iniziative tardive, episodiche, prive di una programmazione capace di trasformare un grande evento sportivo in una vera opportunità di crescita.
Ed è qui che la domanda sul “dopo” diventa ancora più importante.
Che cosa resterà ai piccoli Comuni? Quali relazioni economiche e turistiche saranno state costruite? Quali realtà produttive saranno state realmente valorizzate e secondo quali criteri? Quale progetto esiste per fare in modo che questa vetrina non scompaia insieme all'ultima cerimonia dei Giochi?
Perché un grande evento non si misura soltanto dal numero di cantieri terminati o dalla bellezza degli impianti inaugurati. Si misura dalla capacità di lasciare un'eredità diffusa, materiale e immateriale.
E su questo anche il Comune di Carosino avrebbe dovuto interrogarsi seriamente: hanno saputo cogliere questa occasione oppure si sono limitati, all'ultimo momento, a salire sul carro di un evento costruito e programmato altrove?
Le opere resteranno. Ma resteranno anche le occasioni colte e soprattutto quelle perdute.
Perché la visione di cui giustamente si parla non può iniziare quando si taglia un nastro.
La visione viene prima. Altrimenti, dopo, resta soltanto la gestione di ciò che altri hanno avuto la capacità di immaginare!