11/08/2026
IL VERO SCANDALO? SERRANO CHE LAVORA. LA NOSTRA RISPOSTA A PROGETTO DEMOCRATICO SULLO SPETTACOLO DEI "MALFATTORI”
Rispondiamo alle perplessità sollevate da Progetto Democratico sullo spettacolo di venerdì 7 agosto a Serrano e lo facciamo volentieri, perché il punto che sollevano, letto con attenzione, dice molto più su di loro che su di noi.
Cominciamo dai fatti, quelli veri. A nessun cittadino è stato impedito di assistere allo spettacolo: l'ingresso era libero e gratuito, come sempre.
Quella sera hanno lavorato il bar della villa, la macelleria locale, con i suoi panini alla porchetta, e una creperia. Tre attività, di cui due di Serrano, non una sola.
Chi si è lamentato non lo ha fatto perché escluso, ma perché il pubblico è stato talmente numeroso da rendere difficile trovare posto in prima fila.
Lo diciamo con chiarezza: se il problema più serio di una serata è che è venuta troppa gente, non è un problema. È il risultato che abbiamo cercato ed è una vittoria, che forse suscita invidia.
Ed è qui che casca l'asino del ragionamento di Progetto Democratico. Serrano è un centro che soffre, da anni, la mancanza di attività produttive e di servizi, lo sentiamo ripetere in ogni bar, in ogni assemblea e persino in campagna elettorale dagli stessi che oggi si stracciano le vesti perché un bar, una macelleria e una creperia hanno venduto qualcosa in più in una sera d'agosto.
Non possiamo, e non vogliamo, avere due pesi e due misure: lamentarci dell'assenza di economia a Serrano tutto l'anno, e poi indignarci quando quella stessa economia, per una sera, riesce finalmente a respirare.
Per noi, creare occasioni in cui le attività economiche del territorio possano lavorare non è una deviazione dallo scopo di un evento pubblico: è parte integrante di quello scopo.
Uno spettacolo comunale non serve solo a far divertire la gente, serve anche, legittimamente, a far girare qualche euro in più nelle tasche di chi tiene aperta un'attività in un paese dove tenerla aperta, tutto l'anno, è già di per sé un atto di coraggio.
E di “atto di coraggio” sentimmo parlare, a difesa del Bar Villa, quando cambiammo le panchine della villa stessa e ci fu un sommovimento a difesa della situazione pregressa, con l’accusa che la nuova sistemazione avrebbe danneggiato proprio quella attività commerciale, mentre, per il verso opposto, qualcun altro sosteneva che non dovessimo mettere neppure una panchina di fronte al bar, giusto per il gusto di danneggiarlo.
Chiediamo a Progetto Democratico: preferirebbero un palco senza un tavolino intorno, una strada vuota, un'economia locale lasciata a guardare da lontano un evento pagato anche con le sue tasse? Se questa è la loro idea di tutela del cittadino, non la condividiamo.