18/05/2026
Titolo: Piano Salute, Carrara resta indietro: investimenti, ma servizi al palo
Martedì in Comune a Carrara la Commissione Sanità ha fatto il punto sullo stato di salute della città. A illustrare il quadro è stata la dottoressa M. Guglielmi, responsabile della Zona Distretto, che ha presentato un sunto del Piano Integrato di Salute. Ne è uscito il ritratto di un territorio con nodi sanitari, sociali e sociosanitari ancora irrisolti.
Una città con molti problemi, dunque. Ma anche con investimenti importanti già messi in campo, almeno sulla carta. Investimenti che però, a oggi, restano poco visibili sul territorio, fatta eccezione per i “graziosi moduli abitativi” allestiti negli ultimi anni.
A Carrara la Casa della Salute è di tipo spoke, con apertura limitata e orari ridotti. Ad Avenza, dove avrebbe dovuto sorgere una struttura analoga, anzi a tempo pieno, la situazione è ferma. Qui erano previsti anche i locali per la facoltà di Infermieristica: nonostante i 5,5 milioni di euro impegnati, il progetto non decolla.
Situazione diversa a Massa, dove la Casa di Comunità spoke è operativa a tempo pieno nei locali della vecchia struttura di via Bassa Tambura. Un divario che non passa inosservato.
A far discutere è anche il tema delle strutture per il “dopo di noi”. A Massa sono presenti appartamenti dedicati, mentre a Carrara, secondo quanto riferito in commissione dall’assessora al Sociale, non esistono al momento soluzioni analoghe. Un dato che pesa in una provincia con l’età media più alta della Toscana.
“Non è una questione di campanilismo. Il problema è più ampio: la povertà, anche sanitaria e assistenziale, sta peggiorando e richiede risposte concrete, non annunci”.
Serve una riflessione profonda
Il quadro emerso dalla commissione mette in luce un divario tra risorse stanziate e servizi effettivamente fruibili dai cittadini. Tra strutture annunciate, cantieri fermi e aperture parziali, il rischio è che Carrara resti indietro rispetto alle esigenze di una popolazione che invecchia e che chiede risposte su fragilità e cronicità.
Perché senza una visione chiara e tempi certi, gli investimenti rischiano di restare solo numeri sui bilanci, mentre le persone continuano a fare i conti con servizi carenti.
La domanda ora è una sola: quando i soldi impegnati diventeranno ambulatori, corsi di laurea e risposte quotidiane per chi vive in città?
Valeria Pedrini