27/08/2026
...e metà settembre siamo qui.
Perché chi combatte nel fango è fratello per sempre 💪🏻 🚩
Circolo Arci Brigante Pieve Cesato
Qualcuno ci chiede perché abbiamo scelto questo titolo
CONTROFESTIVAL ROMAGNA BRIGANTE
"Se non posso ballare, non è la mia rivoluzione" (Emma Goldman)
La scelta del nome è la prima dichiarazione d'intenti della tre giorni all'Arci Brigante Pieve Cesato, Faenza, in collaborazione con BSA - Brigate di solidarietà attive
- Il prefisso "contro" segnala fin da subito una posizione critica: non un evento neutro, ma un progetto che si propone come alternativa a una certa idea di cultura, di intrattenimento, di narrazione dominante.
È un nome che prende posizione prima ancora di aprire il programma.
, terra di resistenza popolare - La Romagna ha una tradizione precisa e stratificata di ribellione dal basso, che attraversa oltre un secolo di storia: dal brigantaggio post-unitario alle prime leghe contadine, dal socialismo delle origini fino all'antifascismo. È una memoria collettiva fatta di lotte per la terra, per la dignità, per l'autonomia da poteri percepiti come lontani e imposti. Non a caso è proprio questa Romagna, quella degli scioperi agrari, delle società di mutuo soccorso, delle prime organizzazioni socialiste e anarchiche ad essere al centro de Il Sole dell'avvenire di Valerio Evangelisti, un capolavoro che ne ripercorre generazioni di storia attraverso le vicende di una famiglia romagnola.
- Richiama, oltre al nome del circolo, la prima di queste stagioni di rivolta, il brigantaggio post-unitario, simbolo originario di quella resistenza popolare che la Romagna avrebbe poi declinato in forme diverse nei decenni successivi, fino, appunto, alle vicende raccontate da Valerio Evangelisti.
Non un'immagine romantica fine a sé stessa, ma un punto di partenza in una storia lunga di ribellione.
"SE NON POSSO BALLARE, NON È LA MIA RIVOLUZIONE" - Se Romagna e Brigante raccontano da dove veniamo, questa frase di Emma Goldman dice come vogliamo starci, in quella storia. Goldman, anarchica e femminista, rivendicava il diritto alla gioia, al corpo, al desiderio dentro la lotta politica, contro chi pretendeva militanti seri, rigidi, sacrificali. È un'eredità che si salda perfettamente con quella romagnola: le leghe contadine, le società di mutuo soccorso, le prime cellule socialiste e anarchiche non erano solo luoghi di rivendicazione, ma anche di festa, di socialità, di vita condivisa. La rivolta, quando è vera, non rinuncia al piacere: lo include.
Per questo il controfestival non è solo memoria e analisi, ma anche musica, socialità, corpi che si muovono insieme.
Non c'è contraddizione tra prendere posizione e ballare: è la stessa idea di rivoluzione, quella che non separa la lotta dalla vita.
Insieme, questi elementi costruiscono un nome che è già un manifesto: dice dove nasce, in quale storia si colloca e come intende viverla — quella di una Romagna solidale che lotta, che balla, e che non ha mai smesso di immaginare un "sole dell'avvenire".
11-12-13 settembre 2026
Una produzione del Circolo Pieve Cesato – Faenza (RA) in collaborazione con – Brigate di Solidarietà Attive.
Via Castellina n. 8 Pieve Cesato (Faenza)
E-mail: [email protected]
Ingresso gratuito