23/08/2026
AVS-Cascina Oltre accoglie positivamente il progetto per l'ampliamento della rete di videosorveglianza, predisposto dall'Amministrazione Comunale.
È stato inviato alla Prefettura di Pisa il piano per il potenziamento della videosorveglianza nell'ambito del "Patto per la Sicurezza", per la sua approvazione e la richiesta di finanziamento al Ministero dell'Interno, per la copertura dll'80% della spesa.
Il piano prevede 14 nuove installazioni: un varco di lettura targhe posizionato alla rotatoria dello svincolo della Fi-Pi-Li per monitorare gli intensi flussi veicolari in tempo reale e 13 telecamere di contesto distribuite tra il centro (Piazza Cavallini, zona Poste/Carabinieri, Parco di via Comaschi, via La Malfa) e varie vie della frazione di Navacchio e aree limitrofe.
Come sottolinea Michelangelo Betti Sindaco di Cascina già l'anno passato tale richiesta era stata inoltrata al Ministero ma non era risultata in posizione utile per essere finanziata; verrebbe voglia di chiedere ai consiglieri comunali di opposizione dei partiti che governano il Paese di farsi portavoce presso gli "amici" di governo per sostenere la richiesta dell'amministrazione, come hanno fatto loro, nel consiglio comunale del 31 luglio, invitando gli esponenti di maggioranza a rivolgersi agli "amici" che governano la Regione per trovare soluzioni ai problemi del nostro territorio....
A parte la facile ironia, che talvolta suscitano alcune uscite, il tema della sicurezza in particolare quella legata ai reati predatori è molto sentita dalla cittadinanza e per questo anche l'amministrazione locale deve farsene carico per quanto di propria competenza, come in questo caso ha fatto la nostra amministrazione perchè senz'altro un'attività di videosorveglianza può aiutare le forze dell'ordine in termini di dissuasione e di contrasto alla criminalità.
Ma proprio su questo fronte occorre inchiodare il governo in carica alle proprie responsabilità, specie se ha fatto della Sicurezza un asse portante del proprio programma: i dati Eurostat rivelano che l'Italia è il Paese con più agenti in servizio ogni 100000 abitanti fra i grandi Stati membri dell'Unione Europea, ma esiste una sperequazione territoriale per cui la distribuzione degli agenti (polizia e carabinieri) sul territorio non rispecchia i livelli di criminalità reale (dati Osservatorio CPI-Unicatt):
- Regioni con "eccesso" di agenti sul crimine: Molise (rapporto 0,59), Calabria (0,56) e Sardegna (0,52) registrano un numero elevato di agenti in rapporto ai reati commessi.
- allineamento nella media: Regioni tradizionalmente legate alla criminalità organizzata come Campania (0,22) e Sicilia (0,36) hanno un rapporto tra agenti e reati vicino alla media nazionale.
- carenza nel Centro-Nord: Regioni come Lombardia (0,11), Emilia-Romagna (0,13), Veneto (0,13) e Toscana (0,15) presentano i tassi di criminalità più elevati laddove esiste un tessuto produttivo più ricco, a fronte di un rapporto agenti-reati al di sotto della media nazionale.
Questo a dimostrazione che il tema della sicurezza è complesso e non viene affrontato da chi ha davvero il potere di farlo se non con toni propagandistici alla ricerca di nemici e capri espiatori, operando semplificazioni e fomentando divisioni nella società.
Noi crediamo in un altro tipo di società dove per esempio la sicurezza urbana e il controllo del degrado si contrastano soprattutto con investimenti in educazione, welfare, spazi aggregativi, formazione e mediazione sociale nei territori, e anche con il potenziamento delle risorse economiche e organizzative destinale ad esempio al comparto giustizia e carcerario.
Invece possiamo contare sull’aumento delle fattispecie di reati penali. spesso ad hoc contro il dissenso, e la criminalizzazione della povertà, dei giovani e il depauperamento delle risorse al welfare.